“Le leggi per chi sono? Per l’uomo” - incontro a Pavia presso il Collegio Senatore
Giampaolo Azzoni
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Lunedì 14 dicembre 2009 - ore 21
Collegio Senatore - Via Menocchio, 1 Pavia
Le leggi per chi sono? Per l’uomo
Interverranno
Prof. Giampaolo Azzoni - Presidente corso di Laurea interfacoltà “Comunicazione interculturale e multimediale (CIM-ECM); Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA)
M. Marilena Pagiato - Superiora Provincia Italiana Suore Canossiane
Locandina: locandine-custodi_legge1.pdf
Nota del Collegio Senatore sull’incontro:
La predicazione di Gesù è accompagnata dalla presenza di figure rappresentative e rilevanti nel popolo ebraico che si confrontano con lui costantemente fino a condannarlo alla crocifissione. Sono i farisei gli scribi i dottori della legge i sacerdoti.
Legge per l’uomo o solo divieti.
Sono i custodi della Legge, intesa come tradizione, che si ritengono e sono ritenuti giusti sani puri, e sono anche i potenti abbarbicati alle loro sicurezze.
In molti brani evangelici vengono descritti come gruppo a se stante che osserva criticamente miracoli, predicazione comportamenti, mettendo in evidenza costantemente la loro diversità. Sono presenti ma non si mescolano al resto del popolo. E anzi esprimono il loro disappunto quando vedono Gesù stare insieme con peccatori paralitici con l’umanità sofferente di cui è composta la folla che lo accompagna.
L’interpretazione letterale della legge impedisce loro di vedere, come nella disputa sull’osservanza dl Sabato o nel miracolo dell’uomo dalla mano morta, il significato che la legge e i precetti hanno per l’uomo: sono per l’uomo e non contro l’uomo.
Anche noi ci chiediamo continuamente per chi sono le leggi, quanto le leggi siano un sostegno al cammino quotidiano di ogni uomo o quanto siano più divieti che prospettive di vita. E in particolare per i cristiani che devono spesso confrontarsi con norme che sembrano confliggere con i Vangeli quale deve essere il loro atteggiamento nei confronti delle leggi. Come possono contribuire a fare delle leggi per l’uomo? Ciò che Gesù contesta ai custodi della Legge ruota intorno all’uomo, ai suoi bisogni, all’impegno a favore delle persone che la legge sembra non difendere. (“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel regno dei cieli”)
Gesù sembra distinguere tra obblighi per lo stato e obblighi nei confronti di Dio. Come possiamo interpretarlo questo alla luce “non sono venuto ad abolire (la legge e i profeti ) ma a completare? Il brano evangelico che segue questa frase (le Beatitudini) è quello che indica il passaggio dalla vecchia alla nuova legge, quella fondata sull’amore e sulla carità verso il prossimo. Tutti capiamo che questo può dare significato e valore all’agire personale. Ma può essere anche un’indicazione per un’agire collettivo, per un’agire che non sia solo testimonianza, ma organizzazione della vita sociale?
Quale significato assumono nel nostro tempo le regole che organizzano la vita delle persone consacrate? C’è il rischio che diventino i nuovi custodi della legge? Che tutta la predicazione della Chiesa venga vista come staccata, altro dalle esigenze dell’uomo contemporaneo
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