“Questo libro trae spunto dal convegno “Benedetto XVI Legislatore Canonico”, tenutosi il 21 maggio 2011 nella storica Aula Volta dell’Università degli Studi di Pavia, e organizzato dall’Unione Giuristi Cattolici di Pavia. (…)
Due riflessioni emergono chiaramente leggendo i saggi raccolti nel presente volume: innanzitutto si riscontra una profonda continuità del magistero in campo giuridico di Benedetto XVI con quello del suo predecessore, il Beato Giovanni Paolo II.
In secondo luogo si può osservare che la mirabile opera di valorizzazione del ruolo del diritto canonico nella vita della Chiesa da parte dell’attuale Pontefice sia avvenuta non soltanto mediante il magistero orale e scritto, che pur c’è stato, ma grazie ad un saggio utilizzo della lex canonica a servizio della Communio Ecclesiae.
Il filo rosso che sembra percorrere tutta la produzione giuridica del Legislatore canonico Benedetto XVI è senza dubbio, nella fedeltà alla tradizione ecclesiale, l’attenzione alla salus aeterna animarum dei singoli fedeli, criterio ultimo di ogni norma canonica e ragione propulsiva di ogni riforma ecclesiale.” Dalla Introduzione di C.E. Varalda.
Introduzione di C.E. Varalda e Prefazione di M. Ferraresi: link
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“La frase che dà il titolo a questo libro - Una gabbia andò a cercare un uccello – è un aforisma che Franz Kafka scrisse, insieme ad altri, tra il settembre 1917 e l’aprile 1918. L’aforisma, oscillante tra i due poli dell’apodittico e dell’enigma, sembra possedere la lievità di un koan buddista. Non che ognuno di noi possa interpretarlo a proprio piacimento, ma è indubbio che esso lasci notevole spazio al gioco delle esegesi. Luciano Canova ne fa il titolo del proprio libro, e ciò induce a ritenere che il volume tratti dell’inanimato – la gabbia, appunto – che cerca di catturare l’animato, l’uccello. Il sottotitolo – ovvero l’ambiente e il suo valore - offre un ulteriore appiglio interpretativo: la gabbia potrebbe essere identificata con la teoria economica ortodossa e l’uccello con l’incommensurabilità della natura, dell’ambiente che ci ospita. E’ così, ma solo fino ad un certo punto, oltre il quale la nostra scatola interpretativa supera il proprio limite di flessibilità e va in frantumi. Ciò accade perché, in definitiva, il titolo è esso stesso una gabbia che cerca di imbrigliare qualcosa che è destinato al volo, il libro. Perché di questo si tratta: di un libro originalissimo refrattario ad essere confinato in schemi interpretativi tradizionali. Dunque, una gabbia al quadrato.” Dalla Prefazione al libro di Enzo Di Giulio
Prefazione di Enzo Di Giulio: link
Intervista video a Luciano Canova: link
Intervista a Luciano Canova: link
Recensione di Gabriele Giacomini: link
Recensione di Roberto Bonzi: link
(ANSA) - MILANO, 29 AGO - Nel 2009 uccise la sorella, bruciandone il corpo, e poi tento’ di uccidere la madre: il gup di Como ha condannato la donna a soli 20 anni di carcere. Il giudice le ha infatti riconosciuto un vizio parziale di mente, non solo sulla base di accertamenti psichiatrici ma anche di analisi neuroscientifiche e morfologiche sul cervello e sul suo patrimonio genetico. La giovane - ha spiegato il gup - presenta delle ‘alterazioni’ in ‘un’area del cervello che ha la funzione’ di regolare ‘le azioni aggressive’ e, dal punto di vista genetico, ha dei fattori ‘associati a un maggior rischio di comportamento aggressivo e violento’.(ANSA).
L’”Osservatore Romano” del 2 dicembre 2011 ha anticipato i seguenti stralci del saggio di Paolo Becchi “Risveglio di Dio e risveglio dell’uomo” in uscita sul fascicolo 66, n. 4 del bimestrale di cultura «Humanitas» (Brescia, Morcelliana).
(cfr. anche: Paolo Becchi, “Il ritorno di Dio”, in: “L’Ircocervo”, 2011 (1): becchi.pdf)
La religione è tornata protagonista sulla scena pubblica anche dove veniva considerata ormai in via di estinzione
Bisogna essere ciechi per non vedere un fenomeno che, cresciuto negli ultimi decenni forse un po’ in disordine, sta diventando una delle novità salienti del nuovo millennio: il ritorno della religione sulla scena pubblica. Per lungo tempo confinata nell’ambito privato della coscienza si era pensato che la religione, in quanto tale, sarebbe andata incontro al suo inarrestabile declino. Già Émile Durkheim aveva ritenuto che le religioni tradizionali sarebbero state rimpiazzate dalla religione dei diritti, e i sociologi degli anni Sessanta del secolo scorso parlavano di “eclisse del sacro”, pensando che mai più esso sarebbe tornato alla ribalta. Così non è stato. E l’eclisse si è rivelata per quella che astronomicamente è: un temporaneo oscuramento. Dio, insomma, non era morto: si era solo addormentato e ora assistiamo con stupore al suo vigoroso risveglio. Infatti, se è pur vero che il successo attuale delle Chiese cristiane è visibile soprattutto nelle religioni extraeuropee, sarebbe sbagliato misurare la persistenza europea del cristianesimo soltanto sulla base della regolarità con cui i credenti si recano in Chiesa. Anche se le Chiese alla domenica si stanno svuotando, c’è un cristianesimo diffuso che si palesa in occasione dei grandi eventi mediatici. Religione clericale o individualizzata? Né l’una, né l’altra singolarmente prese, ma un mix potenziato di entrambe.
Organizzata dalla Facoltà di Teologia e dalla Cattedra Rosmini si terrà a Lugano una conferenza serale su: “Quali valori per il futuro della società? Il nuovo ruolo dei cristiani nel dibattito pubblico”.
L’affermazione che “le società europee del XXI secolo non potranno prescindere dai valori centrali del cristianesimo” ha oggi un largo consenso. Questa dichiarazione trovò espressione nel dibattito tra Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger nel 2004 a Monaco di Baviera che rappresentarono rispettivamente le voci laica e cattolica. Persiste tuttavia il nostro dubbio sul nuovo ruolo che i cristiani dovranno articolare: si ridurrà a una sorta di “fornitore di valori” imprescindibili per lo Stato liberale secolare o si articolerà come una significativa presenza di comunità religiosamente più vivaci? Nel dibattito con Habermas, l’allora cardinale Ratzinger delineò la seconda opzione dalla quale scaturiva poi la nuova visione della “società civile” di Benedetto XVI (Krienke). Per avere futuro, essa deve riscoprire e fortificare la sua vera dimensione umana, ossia definire il significato del vivere eticamente la “dignità umana” (Azzoni). Tale dimensione è stata fondamentalmente elaborata dal Concilio Vaticano II, di cui l’anno prossimo ricorderemo il 50° dell’apertura (Muscolino), delineando così i parametri fondamentali su come intendere la laicità come valore cristiano oggi (Pacillo).
Programma:
Martedì 6 dicembre 2011, ore 18.30, Facoltà di Teologia di Lugano, Aula Multiuso
Saluto: Prof. Dr. Azzolino Chiappini, Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano
Interventi: Cristianesimo e società civile secondo Benedetto XVI, Prof. Dr. Markus Krienke (Professore di Etica sociale cristiana e di Dottrina sociale della Chiesa, Facoltà di Teologia di Lugano) Dignità umana e autodeterminazione, Prof. Dr. Giampaolo Azzoni (Professore di Teoria generale del diritto e di biodiritto, Università degli Studi di Pavia) Cristianesimo, democrazia e filosofia, Prof. Dr. Salvatore Muscolino (Professore di Filosofia politica, Università degli Studi di Palermo) Valori non negoziabili e laicità dello Stato, Prof. Dr. Vincenzo Pacillo (Professore di Diritto ecclesiastico e delle religioni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Facoltà di Teologia di Lugano)