Fight of the Century: Keynes vs. Hayek Round Two
Giampaolo Azzoni
Il primo era fantastico; ora è arrivato il secondo: godiamocelo!
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Giampaolo Azzoni
Il primo era fantastico; ora è arrivato il secondo: godiamocelo!
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Giampaolo Azzoni
Il Disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico è nuovamente in discussione alla Camera dei Deputati.
Interessante l’articolo su “il Foglio” di oggi, 28 aprile 2011: foglio.pdf
Qui di seguito l’articolo che l’amico e collega Stefano Semplici ha pubblicato oggi su “Europa”.
Pdf: semplici.pdf
Tutti i rischi di una cattiva legge
Si avvicina dunque, a Montecitorio, il momento delle votazioni sul cosiddetto testamento biologico. Sembra davvero che tutto sia stato detto. Ci sono però tre punti sui quali vale forse la pena di insistere ancora. E di farlo misurando la portata del consenso possibile. Questa opportunità, d’altronde, si offre perfino dove meno ci si aspetterebbe di trovarla, come nel comunicato datato 3 marzo dell’Associazione dei medici cattolici, che vorrei tentare di rileggere in questa prospettiva, ben sapendo che, di fronte alla rigidità delle contrapposizioni che occupano quasi per intero la scena del dibattito pubblico, si tratta comunque di un esercizio accademico più che di una concreta opzione politica.
Questo documento è interessante innanzitutto per il riconoscimento che alimentazione e idratazione artificiali sono, senza possibilità di equivoco, un trattamento sanitario, per quanto «di sostegno vitale» e non terapeutico. Sono, in quanto tali, «atti » compiuti dal medico come parte del suo irrinunciabile dovere di «prendersi cura del paziente». Fin qui, si potrebbe dire, nulla di nuovo.
Non solo per i medici cattolici, naturalmente, ma per tutti i medici, che hanno un preciso obbligo giuridico, oltre che morale, di garantire ai loro pazienti tale sostegno e ogni trattamento utile alla tutela della loro salute.
Neppure il testo approdato all’esame dell’aula della camera, in fondo, nega questa evidenza. In esso non si parla di quel che compriamo al supermercato, ma dell’alimentazione e dell’idratazione «nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente». Non si può negare che la foga polemica di alcuni interventi abbia alimentato equivoci su un punto che appare così chiaro.
Ebbene: i medici cattolici non solo se ne tengono onestamente e decisamente alla larga, ma si dimostrano anche avvertiti delle conseguenze che questo riconoscimento implica e che vengono semplicemente eluse nel testo che, come tutto lascia pensare, i deputati approveranno.
Il dato più significativo di questo comunicato è in effetti il silenzio sulla pretesa che su questo trattamento una persona non possa esprimere, ora per allora, la sua volontà, contando almeno sul dovere del medico di tenerne adeguatamente conto.
I medici cattolici non dicono che, poiché alimentazione e idratazione sono atti di sostegno vitale, allora non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento. L’obiezione è scontata: questa conclusione è implicita nel tono e nel contesto di questo intervento. Mi pare però almeno lecito domandarsi se i firmatari avrebbero potuto, proprio in quanto medici, fare diversamente.
Alimentazione e idratazione artificiali sono un trattamento sanitario e dunque ad esse sembra doversi necessariamente applicare il divieto sancito dalla nostra Costituzione di imporli a chi assolutamente non li vuole. Di più. Tutti i medici sanno che tale imposizione è una violazione e non l’adempimento di quanto previsto dal loro codice deontologico, che afferma senza alcun margine di discrezionalità che «il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale», quando quest’ultima viene rifiutata da un paziente pienamente consapevole delle conseguenze alle quali va incontro. I medici cattolici, che nel momento stesso in cui definiscono l’impianto generale dell’attuale proposta «una base accettabile» ammettono la legittimità e forse addirittura la necessità di correzioni e modifiche, ribadiscono piuttosto la richiesta che il “testamento” non abbia carattere vincolante per il medico. Certamente anche nel caso dell’alimentazione e dell’idratazione.
Ma non solo in questo caso. Vengo così al terzo e più importante punto. Si potrebbe pensare che, per questa via, ci si prepari ad un’ulteriore contrazione degli spazi dell’autodeterminazione. È possibile, ma la sfida è più alta. Questo disegno di legge è partito pensando alla situazione estrema dello stato vegetativo persistente e riguarda adesso tutti i soggetti che si trovano «nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario». Non poche migliaia, ma diverse centinaia di migliaia di persone. I malati di Alzheimer, tanto per essere chiari.
E proprio la concentrazione ossessiva sulla questione della nutrizione e sull’idea che fosse possibile sganciarla dal vincolo rigoroso del principio del consenso informato per la sua natura non terapeutica ha prodotto un paradosso. I medici cattolici, giustamente, evidenziano come nella pratica quotidiana della loro attività il rischio più concreto sia quello dell’abbandono piuttosto che dell’accanimento. Ebbene: la legge, almeno nella sua versione attuale, rischia di aumentare gli spazi di tale abbandono, perché nelle dichiarazioni anticipate sarà possibile esprimersi su qualsiasi tipo di trattamento e rimangono nell’ambiguità i criteri in base ai quali il medico deciderà di seguire o non seguire le indicazioni del paziente.
Chiedere attenzione su questo punto non significa tenere in poco conto il valore dell’autodeterminazione. Significa affrontare il problema vero di una legge di questo tipo.
Il rifiuto consapevole di un trattamento sanitario da parte dell’interessato è un limite invalicabile che il medico non può violare. Si tratta però di un rifiuto che può implicare il lasciarsi morire anche quando il medico è in grado di far guarire e continuare a vivere e a vivere bene.
Ecco perché può essere ragionevole, per tutti quei trattamenti che la scienza medica considera ordinari e proporzionati, chiedere un bilanciamento più prudente – non vincolante – quando manca il requisito dell’attualità della volontà. Senza che ciò comporti il puro e semplice azzeramento di quest’ultima. Affrontare seriamente questo problema e dimostrarsi finalmente capaci di non ridurlo alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro potrebbe aiutare a trovare una soluzione più condivisa.
Gli autorevolissimi intellettuali cattolici che hanno proposto su Avvenire un vero e proprio appello al parlamento sostengono che questa legge «va fatta adesso». Eppure è una legge che definiscono «migliorabile». Perché dovremmo rinunciare a farlo?
Stefano Semplici
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Giampaolo Azzoni
Grazie alla cortesia dell’amica Mariassunta Piccinni del CIGA (Centro per le decisioni giuridico-ambientali e la certificazione etica d’impresa) dell’Università di Padova, ho potuto conoscere un interessante volume di contributi etici, giuridici e sociologici sulle nanotecnologie. I contributi sono di studiosi italiani e internazionali e rendono il volume la pubblicazione ad oggi forse più significativa sul tema.
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Giampaolo Azzoni
Grazie alla cortesia del Prof. Paolo Benciolini dell’Università di Padova, ho potuto apprezzare il bel volume edito dalla “Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri” in occasione del centenario dell’istituzione degli Ordini dei medici.
Molti gli apetti di carattere etico trattati nei diversi contributi, tra i quali segnalo per il suo interesse proprio quello del Prof. Benciolini dedicato a: “La deontologia dai Galatei ai Codici deontologici”: benciolini-deontologia.pdf
In maniera meritoria, la FNOMCeO ha reso disponibili i vari contributi in formato pdf: prima parte e seconda parte.
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Giampaolo Azzoni
L’ideologia del post-umano avanza.
Quale pensiero etico e giuridico rispetto a ciò?
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Giampaolo Azzoni

Una guida a Pascal scritta da Alberto Peratoner, un grande specialista del filosofo francese.
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni
Presso Franco Angeli è stato pubblicato il nuovo libro di Gianni Gasparini, “Tous azimuts: il senso della scrittura”. Si tratta di un libro in cui la scrittura fa da medio ad un riflessione su di sé e sulle scienze umane. Un libro di una vita di studioso e di poeta.
Il libro racconta una storia sulla scrittura attraverso l’esperienza di un autore che scrive a tutto campo o tous azimuts. Alla base di questa storia singolare sta la scommessa che i diversi tipi, generi e ambiti di scrittura – specialmente delle scienze sociali e della letteratura – hanno un fondamento comune, come le dita che s’innervano dalla mano, e presentano potenzialità inesplorate di scambi e sinergie.
Il lettore viene condotto a ripercorrere con l’autore una serie di tematiche che si è tradotta via via in libri e operazioni culturali originali: dalle ricerche sociologiche sul tempo alla proposta degli “interstizi della vita quotidiana” come categoria strategica di analisi della società contemporanea, dalla messa a fuoco di Pinocchio come personaggio archetipico della letteratura universale alla proposta di una critica letteraria “empatica” complementare a quella tradizionale, continuando con una serie di realizzazioni innovative nel campo della poesia, della fiction, del teatro sacro, della spiritualità, di una saggistica poeticamente orientata. Nel Finale si parla del libro-sogno cui aspira ogni autore che si confronti con il senso e il mistero inesauribile della scrittura: a esso è dedicato il dialogo-intervista di Cristina Pasqualini che insieme all’inusuale postfazione di Duccio Demetrio conclude il volume.
Questo libro, che intesse un fitto dialogo con oltre duecento autori di scienze sociali, filosofia, letteratura, è stato scritto non solo per raccontare una storia intellettuale atipica ma per cercare di trasmettere e moltiplicare tracce di creatività. Per parlare del bello della scrittura tous azimuts e dell’importanza che i libri continuino a essere sognati prima ancora di essere scritti.
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Giampaolo Azzoni

E’ dedicata al celebre penalista patavino la monografia di Antonio Vernacotola, “Primato della persona e realismo metafisico: la filosofia del diritto penale di Giuseppe Bettiol”, Edizioni Scientifiche Calabresi.
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni
E’ uscita presso ESI la traduzione della monografia che Estanislao Cantero Núñez ha dedicato a il realismo giuridico di J. Bms. Vallet de Goytisolo.
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni
Dall’amico Toni Muzi Falconi ricevo la segnalazione di un bello spot di Budweiser (in cui il prodotto diventa la storia del protagonista in una visione non certo trionfalistica della guerra) e di un interessante articolo ad esso dedicato pubblicato da “The New Yorker”.
Le ferite della guerra su una generazione di giovani americani si riflettono anche in una pubblicità della birra trasmessa in uno dei momenti di massimo ascolto della TV.
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Giampaolo Azzoni
La seconda domanda ci presenta un calvario, perché abbiamo una mamma sotto la croce di un figlio. È italiana, si chiama Maria Teresa questa mamma, e le dice: «Santità, l’anima di questo mio figlio Francesco, in stato vegetativo dal giorno di Pasqua 2009, ha abbandonato il suo corpo, visto che lui non è più cosciente, o è ancora vicino a lui?».
Certamente l’anima è ancora presente nel corpo. La situazione, forse, è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l’anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente. Io sono anche sicuro che quest’anima nascosta sente in profondità il vostro amore, anche se non capisce i dettagli, le parole, eccetera, ma la presenza di un amore la sente. E perciò questa vostra presenza, cari genitori, cara mamma, accanto a lui, ore ed ore ogni giorno, è un atto vero di amore di grande valore, perché questa presenza entra nella profondità di quest’anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in Dio, di fede nell’uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi. Quindi vi incoraggio a continuare, a sapere che fate un grande servizio all’umanità con questo segno di fiducia, con questo segno di rispetto della vita, con questo amore per un corpo lacerato, un’anima sofferente.
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Giampaolo Azzoni
“(…) Il cammino attraverso le vie della Sacra Scrittura comincia, nella Veglia Pasquale, con il racconto della creazione. Con ciò la liturgia vuole dirci che anche il racconto della creazione è una profezia. Non è un’informazione sullo svolgimento esteriore del divenire del cosmo e dell’uomo. I Padri della Chiesa ne erano ben consapevoli. Non intesero tale racconto come narrazione sullo svolgimento delle origini delle cose, bensì quale rimando all’essenziale, al vero principio e al fine del nostro essere. (…)
Il messaggio centrale del racconto della creazione si lascia determinare ancora più precisamente. San Giovanni, nelle prime parole del suo Vangelo, ha riassunto il significato essenziale di tale racconto in quest’unica frase: “In principio era il Verbo”. In effetti, il racconto della creazione che abbiamo ascoltato prima è caratterizzato dalla frase che ricorre con regolarità: “Dio disse…”. Il mondo è un prodotto della Parola, del Logos, come si esprime Giovanni con un termine centrale della lingua greca. “Logos” significa “ragione”, “senso”, “parola”. Non è soltanto ragione, ma Ragione creatrice che parla e che comunica se stessa. È Ragione che è senso e che crea essa stessa senso. Il racconto della creazione ci dice, dunque, che il mondo è un prodotto della Ragione creatrice. E con ciò esso ci dice che all’origine di tutte le cose non stava ciò che è senza ragione, senza libertà, bensì il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice, è l’amore, è la libertà. Qui ci troviamo di fronte all’alternativa ultima che è in gioco nella disputa tra fede ed incredulità: sono l’irrazionalità, l’assenza di libertà e il caso il principio di tutto, oppure sono ragione, libertà, amore il principio dell’essere? Il primato spetta all’irrazionalità o alla ragione? È questa la domanda di cui si tratta in ultima analisi. Come credenti rispondiamo con il racconto della creazione e con San Giovanni: all’origine sta la ragione. All’origine sta la libertà. Per questo è cosa buona essere una persona umana. Non è così che nell’universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo si formò per caso anche una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare e di tentare di trovare nella creazione una ragione o di portarla in essa. Se l’uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell’evoluzione in qualche posto al margine dell’universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all’inizio, la Ragione creatrice, divina. E siccome è Ragione, essa ha creato anche la libertà; e siccome della libertà si può fare uso indebito, esiste anche ciò che è avverso alla creazione. Per questo si estende, per così dire, una spessa linea oscura attraverso la struttura dell’universo e attraverso la natura dell’uomo. Ma nonostante questa contraddizione, la creazione come tale rimane buona, la vita rimane buona, perché all’origine sta la Ragione buona, l’amore creatore di Dio. Per questo il mondo può essere salvato. (…)”
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Giampaolo Azzoni
Hendrik Gommer, The molecular concept of law.
Saggio online.
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Giampaolo Azzoni
Dal sito “Persona e danno“, con commento di Nicola Todeschini, una recente sentenza in tema di responsabilità medica: cassazione-010211-n-2334.pdf
Sempre su “Persona e danno”, un interessante articolo di Marco Rossetti su “I danni risarcibili per responsabilità medica professionale”.
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Giampaolo Azzoni
Segnalo convegno che si terrà a Pavia, in Collegio Ghislieri, il prossimo 5 maggio.
Locandina: intersogg1.pdf
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni

Il Centro Studi Jacques Maritain organizza la Summer school in Antropologia applicata dedicata a “Fallire e rivivere”. Essa si terrà a Portogruaro dal 20 al 25 giugno 2011.
25 posti disponibili. Scadenza pre-iscrizione: 20 maggio 2011
Brochure: brochuresummer2011novenetobr.pdf
Modulo di pre-iscrizione: modulo-iscrizione-2011.doc
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Giampaolo Azzoni
Presentazione della relazione alla 39a Assemblea Nazionale di ANED (Milano, 17 aprile 2011): assemblea-aned.pdf
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Giampaolo Azzoni
La Sentenza 22 ottobre 2010 – 17 febbraio 2011, n. 3847, della III Sezione Civile della Corte di Cassazione così si conclude:
[…] l’obbligo informativo circa i limiti di equipaggiamento o di organizzazione della struttura sanitaria grava, in ipotesi siffatte [casa di cura privata], anche sul medico, convenzionato o non con la casa di cura, dipendente o non della stessa, che abbia concluso con la paziente un contratto di assistenza al parto (o, con qualunque paziente, di tipo comportante la possibilità dell’instaurarsi di situazioni patologiche che non sia agevole fronteggiare) presso la casa di cura in cui era convenuto che ella si sarebbe ricoverata. E ciò non solo per la natura trilaterale del contratto, ma anche in ragione degli obblighi di protezione che, nei confronti della paziente e dei terzi che con la stessa siano in particolari relazioni, come l’altro genitore ed il neonato, derivano da un contratto che abbia ad oggetto tale tipo di prestazioni.
Ne consegue che, in caso di violazione dell’obbligazione di informare, ove sia sostenibile che il paziente non si sarebbe avvalso di quella struttura se fosse stato adeguatamente informato (secondo uno schema analogo a quello descritto, in tema di consenso informato, da Cass., n. 2847/10), delle conseguenze derivate dalle carenze organizzative o di equipaggiamento della struttura risponde anche il medico col quale il paziente abbia instaurato un rapporto di natura privatistica.
Nella specie non è affermato che l’obbligazione informativa fosse stata adempiuta dal ricorrente; ed è rimasto di conseguenza estraneo al thema decidendum il punto relativo alla dimostrazione, ovviamente possibile quasi esclusivamente attraverso inferenza induttiva, che la partoriente avrebbe partorito altrove se fosse stata informata dei rischi che poteva correre presso la casa di cura privata dove prestava la propria opera il ginecologo che la seguiva. […]
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Giampaolo Azzoni
Università degli Studi di Udine - Facoltà di Giurisprudenza
IL DIRITTO NATURALE E IL SUO METODO
Seminario di studio
INTRODUZIONE: Elvio Ancona (Università di Udine)
SALUTO DEL PRESIDE: Danilo Castellano (Università di Udine)
RELAZIONI
Francesco Viola (Università di Palemo): Diritti umani e diritto naturale
Gampaolo Azzoni (Università di Pavia): Dalle inclinazioni naturali alla legge naturale
Franco Todescan (Università di Padova): Dal diritto naturale classico al diritto naturale moderno: Aristotele e Grozio
Venerdì 15 aprile 2011, Ore 9.30-13.00, Sede di via Caccia, 29 - Aula F
Locandina: locandina-udine.pdf
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Giampaolo Azzoni
La sentenza 7 aprile 2011 n. 13746 della IV Sezione penale della Corte di Cassazione accoglie un rilevante principio in tema di responsabilità medica (affermato dalla Corte d’Appello di Roma).
Dal sito de “il Sole 24 Ore” ecco il testo della sentenza: cassazione-huscher.pdf
Non posso che condividere l’orientamento (recepito dalla Suprema Corte) sulla non sufficienza del consenso a legittimare un’attività medica inutile.
Più problematico mi sembra il riferimento al modo in cui tale inutilità viene identificata (sostanziandosi anche in “accanimento terapeutico”) in quanto occorre considerare le best-practices terapeutiche, ma altresì le modalità con cui medico e paziente insieme le riferiscono alla concreta e specifica situazione.
Assolutamente incongruo è l’accostamento da taluno fatto alla sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro. La sentenza Englaro non c’entra nulla con questa, anzi ne è quasi il caso simmetrico opposto.
Qui siamo in presenza di una chiara volontà del paziente e di una coerente decisione medica, rispetto pero’ ad un intervento che si ritiene inutile. Nel caso Englaro era problematica la volontà di Eluana, ma l’intervento terapeutico di sostegno vitale era senz’altro utile.
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Giampaolo Azzoni
Programma: programma_capograssi_11-4-11-1.pdf
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni
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Giampaolo Azzoni

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Giampaolo Azzoni

Ho aggiornato il mio saggio sul consenso informato che avevo pubblicato nel 2009.
Ecco il file: sul-consenso-informato-3.pdf
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Giampaolo Azzoni

L’11 aprile 2011 entra in vigore la (assai dubbia e problematica) Loi n° 2010-1192 del 11 octobre 2010 “interdisant la dissimulation du visage dans l’espace public”.
Grazie a @MétaBlog ecco l’interessante circolare applicativa del Ministero dell’Interno: voile_circulaire.pdf
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