
Febbraio 21st, 2011 by

Giampaolo Azzoni
“Notizie Radicali” ospita un interessante intervento dell’ex presidente della Corte Costituzionale ed ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick.
Sommario:
1. Regole e valori
2. La vita nella Costituzione
3. La salute: diritto e non obbligo
4. La malattia del dolore
5. Il consenso e i limiti dell’obbligo al trattamento sanitario
6. L’equilibrio tra vita, salute e autodeterminazione, nel concreto
7. Cagionare la morte o non impedirla?
8. Il “caso Englaro” e la Cassazione: la volontà “ricostruita”
9. Il “caso Englaro” e la politica: dalla sofferenza umana al conflitto di attribuzione
10. Le disposizioni anticipate di trattamento, oggi
11. Le prospettive legislative
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Febbraio 20th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Nel Blog della Fondazione Zoé ho pubblicato il seguente post:
Paternalismo: una parola tabù?
Le nuove modalità di relazione tra medico e paziente sono spesso presentate come il superamento del cosiddetto modello paternalistico in cui il medico si prendeva cura del paziente come fa un padre nei confronti di figli piccoli e ancora incapaci di comprendere cosa sia bene per loro. Ora si ripete ovunque che il medico non deve comportarsi in modo paternalistico ma deve, invece, trattare il paziente come una persona adulta in grado di valutare cosa sia il suo bene e, persino, quali siano i mezzi più adeguati per conseguirlo. Da qui la centralità del consenso informato che solo legittimerebbe l’intervento sul corpo del paziente. E da qui anche l’uso sempre negativo del termine ‘paternalismo’ utilizzato per significare un’offesa alla dignità del malato.
Ma siamo sicuri che, in medicina, il paternalismo sia sempre così dannoso? E, soprattutto, siamo sicuri che l’alternativa al paternalismo sia sempre praticabile?
Certamente una relazione tra medico e paziente improntata ad un dialogo trasparente e informato, in cui il medico valuta con il paziente le varie opzioni terapeutiche, e in cui il paziente concorda con il medico un piano di intervento, è l’ideale regolativo a cui tendere. Ma, purtroppo, sono molti i casi in cui questo ideale appare come una utopia irrealistica e anche pericolosa. Si pensi alle situazioni, peraltro in aumento, in cui il paziente (come un malato grave di Alzheimer) è incapace di dialogo con il medico, ma, più in generale, si pensi ai moltissimi casi in cui il paziente non può realmente comprendere la proposta del medico perché tecnicamente troppo complessa. Il rischio è che il paziente incapace di relazione autentica con il medico sia abbandonato ad un vuoto formalismo procedurale. Mentre invece un paternalismo, agito in scienza e coscienza, implica sempre un farsi carico del bene del paziente.
E del resto, se si abbandonasse completamente il paternalismo, non avrebbero senso buona parte delle norme sulla sicurezza (emanate per favorire comportamenti corretti nell’interesse dei destinatari), così come tutte le campagne sociali finalizzate a diffondere stili di vita coerenti con maggiori salute e benessere.
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Febbraio 20th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Segnalammo subito in questo blog (search: Williams) l’interesse della proposta dell’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams relativamente alla possibilità, da parte dei tribunali del Regno Unito, di richiamare (se richiesto) la Shariah in questioni di diritto di famiglia.
Ecco disponibile on-line un saggio che ricostruisce il dibattito sorto attorno alla proposta:
Shah, Prakash, A Reflection on the Shari’a Debate in Britain (December 1, 2010). Studia z Prawa Wyznaniowego (Studies of Ecclesiastical Law), Vol. 13, pp. 71-98, 2010; Queen Mary School of Law Legal Studies Research.
Abstract
The Archbishop of Canterbury’s speech on Civil and Religious Law in England in February 2008 provoked and range of responses from outrage to sympathy. The speech aimed to delineate the contours of a new relationship between the ‘law of the land’ and religious law, particularly Muslim law or shari’a. This article aims to explore the extent to which the Archbishop’s ideas can bear fruit under current conditions of thinking and teaching about law. It places the Archbishop’s speech in the context of historical and existing regimes of legal plurality whereby states recognise more than one legal order. It then goes on to examine some of the detail in the Archbishop’s speech and examines the responses to it. Finally, the article examines the constraints and opportunities in achieving the greater level of attention to religious law which the Archbishop advocated within the framework of British legal systems.
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Febbraio 19th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

Presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” l’11 e il 12 marzo 2011 si terrà un colloquio su “L’identità di genere tra istanze neuroscientifiche e prospettive antropologiche”.
Ecco il programma: depliant1.pdf
Per iscriversi, contattare Cettina Militello c/o “Marianum”; 00153 Roma - Viale Trenta Aprile, 6; Tel. 06.5839161 - Fax 06.5880292; cmilitello@virgilio.it
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Febbraio 16th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
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Febbraio 13th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Dal sito “Persona e Danno”, un interessante saggio di Andrea Nicolussi già pubblicato in “Quaderni costituzionali”, a. XXX, n. 2, giugno 2010: nicolussi-fine-vita-2010.pdf
Ecco la conclusione del saggio:
“Concludendo, la libertà è un valore irrinunciabile ma quando viene ridotta a un’idea di autodeterminazione che fa degradare il corpo a cosa disponibile, un punto di vista si fa tiranno e la cosiddetta autodeterminazione fagocita ogni altro valore, come la dignità della persona e la solidarietà. L’autodeterminazione, inoltre, si fa veicolo di un dualismo tra persona (anima, coscienza) e corpo (vita, salute) che è regressivo rispetto all’antropologia della nostra costituzione. E come ogni pensiero riduttivo lascia trasparire nell’applicazione concreta le proprie aporie. Si pensi al caso Englaro nel quale proprio chi affermava il principio di autodeterminazione (preventiva, se così si può dire) ha continuato a parlare di tortura terapeutica negando quindi (almeno implicitamente) che il corpo di Eluana Englaro fosse una mera entità biologica: come si può infatti parlare di tortura su una mera entità biologica? Se si ritiene che un corpo in stato vegetativo possa subire una tortura, allora si
ammette una dimensione spirituale o personale che convive con quel corpo senza che esso possa considerarsi un puro elemento biologico suscettibile di divenire oggetto del potere di disposizione di chicchessia. Se è così, allora ogni decisione riguardo a quel corpo dev’essere una decisione che riguarda una persona colla sua dignità umana indiscutibile. Una decisione ispirata al senso antico del therapeuein: servire e onorare la persona che soffre come valore per sé e valore per gli altri.”
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Febbraio 13th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
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Febbraio 12th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
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Febbraio 11th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

A poco più di due mesi dall’ improvvisa scomparsa di Vittorio Grevi, sono lieto di pubblicare questo bel ricordo di Luciano Musselli, suo Collega di Facoltà:
Così ti ricordo Vittorio, passavo,
lasciato il lavoro, nelle lunghe sere d’estate
davanti alla Tua finestra il fine settimana
che tenevi quasi pudicamente dischiusa
perché un poco di fresco
entrasse, da quell’antico portico tra le lapidi
della nostra antica università,
per renderti più lieve il lavoro.
Ti scorgevo scrivere ancora a mano.
elegante nell’abito e nello spirito
con la tua chiara grafia d’altri tempi,
da antico professore
in una sapiente stratificata confusione
di fogli e di carte da cui, quasi magicamente,
nascevano i tuoi libri e articoli, simili a fiori improvvisi e perfetti,
per chi non sapeva quanto avessi lavorato per essi.
Eravamo soli in quei fine settimana
e il semplice saluto che ci scambiavamo
alle soglie della sera era il sigillo di operose giornate,
un momento di pace e di conforto,
come l’incontrarci talora con vecchi e giovani colleghi
verso le undici del mattino per un rapido caffè.
nel piccolo bar di fronte.
Ora passo ancora la sera e saluto soltanto
il tuo ricordo
dietro ad una finestra chiusa e spenta.
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Febbraio 10th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

Dalla rivista online “Philosophical News”, la prefazione all’edizione italiana di “Metafisica” di Peter Van Inwagen; tr. it. Francesco F. Calemi, Edizioni Cantagalli, Siena 2011.
In occasione della pubblicazione dell’edizione italiana del testo “Metafisica” di Peter van Inwagen, la cattedra di Gnoseologia del Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia organizza un seminario di studi dedicato alla presentazione e alla discussione delle tematiche del volume.
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Febbraio 5th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
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Febbraio 4th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

E’ online il n. 2 del 2010 dell’interessante rivista “Tigor: rivista di scienze della comunicazione”.
Sommario:
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Febbraio 3rd, 2011 by

Giampaolo Azzoni
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Febbraio 3rd, 2011 by

Giampaolo Azzoni

È online il fascicolo della rivista “Fogli di filosofia”, dal titolo “Archeologia non concettuale”, a cura di Giuseppe Di Salvatore. Il fascicolo raccoglie i contributi delle tre giornate di studio organizzate dal curatore nel marzo 2009 nel quadro delle attività del Dottorato in Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata. “Archeologia non concettuale” indaga sugli elementi e le forme del non concettuale nella filosofia moderna da Vico a Wittgenstein, così costituendo anche un contributo inedito al dibattito contemporaneo sul contenuto non concettuale.
Oltre a una Prefazione del curatore, si trovano contributi di Javier Bassas Vila (Husserl), Jocelyn Benoist (Frege), Federico Boccaccini (Brentano), Pierpaolo Ciccarelli (Vico), Francesca De Vecchi (Reinach), Giuseppe Di Salvatore (Bühler), Chiara Fabbrizi (Kant), Federico Ferraguto (Fichte), Gualtiero Lorini (Kant), Chiara Pastorini (Wittgenstein), Alessandro Salice (Meinong).
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Febbraio 1st, 2011 by

Giampaolo Azzoni

Affissione ora presente nelle stazioni della metropolitana di Milano.
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