Principio di sussidiarietà e circolare amministrativa in tema di legittimità dei registri dei testamenti biologici
Se della questione si inseguisse una soluzione univoca, certa, chiara, avalutativa e meramente formalistica fondata su norme giuridiche puntuali, probabilmente si registrerebbe un sonoro fallimento: oltre che con i problemi nascenti da una oggettiva e profonda complessità tecnica, ci si imbatterebbe anche con la mera constatazione dell’impossibilità di constatare i termini della questione in senso avalutativo.
E lo stesso deve però dirsi anche a proposito della fonte della questione.
Sono anni ormai che assisto sconsolato all’invocazione dell’autonomia come principio che si risolve nel legittimare ogni scelta individuale con l’unico limite (peraltro raramente verificato) di non danneggiare gli altri.
Ebbene mi permetto di consigliare nuovamente un classico di una delle più autorevoli filosofe contemporanee che si smarca nettamente, attraverso il riferimento a Kant, da questa posizione.
“Liber Novus - Il Libro rosso di Carl Gustav Jung. Giornata di studi”
Si svolgerà il 14 dicembre 2010, ore 10-12.30 e 14.30-16.00,
presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (piazza dell’Ateneo Nuovo 1, edificio U6, 4° piano aula Massa)
L’evento appartiene al ciclo di convegni “Il corpo dell’anima”.
Ingresso libero.
Secondo quanto si legge sui quotidiani, nella giornata del 19.11.2010 il Ministro della Salute Fazio, il Ministro del Welfare Sacconi e quello degli Interni Maroni, hanno emanato una circolare sui registri comunali dei testamenti biologici (vedi in fondo al post il testo). Secondo tale circolare “Non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime queste iniziative. Si potrebbe anzi ipotizzare, nel caso in cui si tenda attuarle, un uso distorto di risorse umane e finanziarie con eventuali, possibili responsabilità da parte di chi se ne è reso promotore. […] In base alla Costituzione spetta allo Stato e non ai comuni la materia del fine vita e quindi ogni iniziativa dei comuni in questo senso è priva di valore legale”.
Secondo la mia opinione, alla base della circolare ministerale vi è un paralogismo giuridico: infatti, è evidente che spetti allo Stato legiferare sul fine vita, ma è altrettanto evidente che una qualsivoglia dichiarazione di un soggetto (se autentica e attuale) non potrà non essere presa in considerazione.
Segnalo un interessante incontro che si terrà il 29 novembre 2010 presso la Biblioteca della Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico del Dipartimento Cesare Beccaria dell’Università Statale di Milano con John Witte (Emory Law School) il quale si occuperà di simboli religiosi nello spazio pubblico negli Stati Uniti.
Programma: locandina.doc
Ecco la struttura della relazione:
1. Introduction: Constitutional Context
1st Am.: “Congress shall make no law respecting an establishment of religion”
2. Decalogue in Public Schools: Stone v. Graham, 449 US 39 (1980)
3. Creches in Private Parks: Lynch v. Donnelly, 465 U.S. 668 (1984)
4. Creches in County Courthouses: Allegheny County v. ACLU, 492 U.S. 573
(1989)
5. Crosses in State Capitols: Capital Square v. Pinette, 515 U.S. 753 (1995)
6. Decalogues in County Courthouses: McCreary County v. ACLU, 545 U.S. 844
(2005)
7. Decalogues in State Capitols: Van Orden v. Perry, 545 U.S. 677 (2005)
8. Decalogues in City Parks: Pleasant Grove v. Summum, 129 S. Ct. 1125 (2009)
9. Crosses in National Park: Salazar v. Buono, 559 U.S. __ (2010)
Cases can be read on http://www.scotusblog.com/
Su una tematica affine, mi permetto di segnalare il mio saggio:
“La duplice trascendenza del simbolo”, in: Edoardo Dieni / Alessandro Ferrari / Vincenzo Pacillo (eds.), “Symbolon / Diabolon: simboli, religioni, diritti nell’Europa multiculturale”, Bologna, il Mulino, 2005, pp. 27-36. Testo online.
Per la cura di Paolo Di Lucia, l’editore Cortina ha pubblicato “Creare il mondo sociale: la struttura della civiltà umana” di John R. Searle.
Stato, governo, denaro, mercato, tasse, contratti (da quelli d’affitto a quelli di matrimonio), ma anche cocktail party, partite di calcio, vacanze organizzate o associazioni per la difesa della birra ben mesciuta: di questo e altro è fatta la realtà in cui ci troviamo a vivere. Nessuno dubita della natura oggettiva di tali fenomeni sociali. Tuttavia, essi esistono solo perché pensiamo che esistano e perché collettivamente riconosciamo a oggetti o persone uno statuto che li abilita a svolgere funzioni altrimenti impossibili. Su questo paradosso poggia il nostro mondo sociale, la cui costruzione rappresenta uno dei compiti più affascinanti per il pensiero e per l’azione. Con la consueta chiarezza John R. Searle affronta i temi chiave dell’ontologia sociale, nell’ambizioso intento di dar vita a una filosofia nuova, libera da ogni vincolo accademico e all’altezza delle sfide con cui la nostra società sarà costretta a confrontarsi nel prossimo futuro.
Presso l’editore CEDAM è stato pubblicato, per la cura di Franco Todescan e di Ottavio De Bertolis, l’interessante Libro secondo del “Trattato delle leggi e di Dio legislatore” di Francisco Suárez.
L’opera completa la precedente e mette a disposizione di un largo pubblico il testo italiano del De Legibus di Francisco Suárez aiutando a comprendere come le intuizioni del teologo e filosofo permettano di comprendere perchè un mondo variegato e complesso possa costituire un’unità coerente.
L’attualità di Suárez deriva dal fatto che offre ad ogni uomo, credente o no, una spiegazione soddisfacente della filosofia delle relazioni internazionali in un mondo multiculturale alla ricerca della sua unità.
Dal momento che dietro al diversità delle leggi, dovuta alle circostanze proprie ad ogni epoca, si trova il desiderio di ogni popolo di configurare la sua storia ad un ordine oggettivo che gli garantisca la pace, l’insieme delle nazioni è sottomesso ad un dinamismo che lo porta alla scoperta del vero, della libertà, del bene e della solidarietà.
Ecco il programma dell’incontro che si terrà presso la Facoltà di Teologia di Lugano e in cui avverrà il lancio di “Veritas et Jus”, Semestrale Interdisciplinare al servizio del dialogo interreligioso e del diritto comparato delle religioni: invito_vj.pdf
Non desiderare la donna e la roba d’altri La vita scorre sul filo teso del desiderio che condiziona l’agire dell’uomo facendogli compiere grandi voli o trascinandolo in vertiginose cadute. Dalla legge mosaica al messaggio cristiano, dalla classicità al pensiero moderno, la cultura occidentale ha sperimentato questa duplice natura del desiderio: impetuoso vortice di energia vitale e abisso insaziabile che risucchia ogni cosa. Il comandamento biblico impone ordine e misura a questa naturale tendenza dell’uomo. Cosa può significare non desiderare nell’era della fantasmagoria delle merci e della società dei consumi? Il comandamento più inattuale che costituisce l’ultima e la più inascoltata Parola.
Pulse Room is an interactive installation featuring one to three hundred clear incandescent light bulbs, 300 W each and hung from a cable at a height of three metres. The bulbs are uniformly distributed over the exhibition room, filling it completely. An interface placed on a side of the room has a sensor that detects the heart rate of participants. When someone holds the interface, a computer detects his or her pulse and immediately sets off the closest bulb to flash at the exact rhythm of his or her heart. The moment the interface is released all the lights turn off briefly and the flashing sequence advances by one position down the queue, to the next bulb in the grid. Each time someone touches the interface a heart pattern is recorded and this is sent to the first bulb in the grid, pushing ahead all the existing recordings. At any given time the installation shows the recordings from the most recent participants.
Ecco il testo dell’appello promosso dall’Ufficio Migranti della Diocesi di Brescia, a cui ha aderito la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali:
APPELLO AI MANIFESTANTI DELLA GRU Brescia, 10 novembre 2010
Ci rivolgiamo direttamente ai cittadini e lavoratori migranti da diversi giorni sulla gru di via San Faustino, alle associazioni ed alle realtà che sostengono la loro iniziativa, indirizzando a loro un appello particolarmente sentito e molto preoccupato, che si propone di porsi al di là delle divisioni, difficoltà, inerzie ed incomprensioni che si sono registrate nei rapporti con le stesse istituzioni. Read the rest of this entry »
E’ uscito il nuovo numero dell’interessante NewsMagazine del Gruppo Interstizi & Intersezioni coordinato da Giovanni Gasparini.
Si puo’ scaricare dal link seguente: newsmagazine-gasparini-n19.pdf
Ed ecco il sommario:
1. Incontri
- Cristina Pasqualini, Una lettura poetica del Ben-essere
- Fabio Introini, La Natura: attorno a noi o dentro di noi?
2 Libri & Scritti
- Francesca Rigotti, Partorire con il corpo e con la mente. Creatività, filosofia, maternità
- Cristina Pasqualini, Edwige, l’inséparable di Edgar Morin
- Antonio Cocozza, (a cura di), Persone Organizzazioni Lavori
- Michela Bolis, Giovani coppie e modi di abitare
- Laura Galuppo, Il gruppo in teoria e pratica di Cesare Kaneklin
3. Arte & Comunicazione
- Francesco Tedeschi, Fine o morte del monumento? Il persistere della memoria fra le pieghe del vissuto
- Giovanni Gasparini, Film “Uomini di Dio”
4. Vita quotidiana
- Giovanni Gasparini, Piccole cose interstiziali al Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Tolmezzo (Udine)
- Domenico Secondulfo, Tempo e società – dal tempo del sole al tempo delle macchine
5. Rubrica “Le città interstiziali”
- Roberta Cucca, Toronto (Canada)
- Italo Piccoli, Varanasi, un interstizio tra la vita e la morte
Pubblicazioni recenti
La tesi fondamentale di questo libro, cioè la tesi secondo cui Hegel vorrebbe costruire una impossibile struttura immutabile della mutabilità, sulle prime parrebbe semplicemente riprendere le accuse gentiliane all’hegelismo. In realtà, l’analisi paziente dei testi hegeliani va in una direzione completamente diversa, e profondamente originale. Non c’è qui da ‘liberare’ Hegel dai residui di naturalismo o di dogmatismo, per accedere alla purezza del divenire dell’atto del pensare; c’è qui piuttosto da prendere sul serio e in profondità la tesi hegeliana dell’incontraddittorietà della ragione speculativa e da capire come essa possa comporsi con la fluidità della nostra esperienza del mondo. Solo ponendo in tensione permanente questi due lati (antichi) dell’aporetica originaria, suggerisce con discrezione Paolo Bettineschi, si può restituire a Hegel la vera grandezza e farne uno di quei giganti dello spirito che hanno decisamente respinto lontano da sé quella resa senza condizioni che consiste nel lasciar cadere l’uno o l’altro lato di tale aporetica, per via della disperazione indotta dalla (creduta) impossibilità di venirne a capo. Merito non piccolo di Paolo Bettineschi è tener sempre per fermo questo capo delle tempeste hegeliano. E indicare poi un’uscita di sicurezza.
Dal sito “Persona e Danno”:
Laura Buffoni, Le fonti nazionali del biodiritto. Testo.
SOMMARIO: 1. La giuridificazione del bìos: dallo “stato di eccezione” alla “norma”; 2. La “norma di vita” del biodiritto: norme di procedura e norme sulla procedura; 3. La decisione politica ed il sapere tecnico-scientifico: la doppia legittimazione del biodiritto; 3.1 La nascita: il paradigma scientifico e politico; 3.2 La vita e la salute: il diritto dei “protocolli”; 3.3 La morte: la decisione politica dell’“impolitico”; 4. La libertà del corpo: alla ricerca del consenso della comunità e dell’individuo; 4.1 Segue: Il giudice ed il medico: “custodi” della libertà o “presidi” di autorità?; 5. Le ordinanze contingibili ed urgenti ed il riemergere dello stato di eccezione?; 6. Le metanorme di biodiritto: una ricerca “abortita”; 7. Le norme di biodiritto ed i modelli di produzione giuridica: per il “pluralismo” dei corpi.
Roberta Guccinelli (Società filosofica italiana, sezione di Lucca), “L’esperienza assiologica. Introduzione al Formalismo nell’etica e l’etica materiale dei valori di Max Scheler”; 25 ottobre 2010, ore 14-16.
Vincenzo Costa (Università del Molise), “Fenomenologia dell’intersoggettività”; 22 novembre 2010, ore 16-18.
Maurizio Ferraris (Università di Torino), “Documentalità e intenzionalità collettiva”; 1 dicembre 2010, ore 14-16.
Mattia Gallotti (Università di Exeter), “All’origine della cognizione sociale: i fondamenti biologici dell’intenzionalità collettiva”; 22 dicembre 2010, ore 14-16.
Giuseppe Di Salvatore (Fondazione centro studi Campostrini, Verona), “Questioni di fenomenologia della religione: la filosofia della religione di Jean Héring”; 10 gennaio 2011, ore 16-18.
Barry Smith (National Center for Ontological Research, Buffalo), “Biomedical Ontology”; 14 febbraio 2011, ore 14-16.
Simposio italo-serbo-sloveno. “Deontica filosofica e filosofia del diritto: Alexius Meinong, France Veber, Radomir Lukić”
Milano, 11-12 novembre 2010 - Università Statale: Sala di lettura del Dipartimento “Cesare Beccaria”; Sezione di Filosofia e sociologia del diritto.
Giovedì, 11 novembre 2010, ore 15
Venanzio Raspa (Università di Urbino), Il Sollen nella teoria del valore di Alexius Meinong
Matjaž Potrč (Università di Lubiana), France Veber: da dove provengono i doveri come oggetti?
Venerdì, 12 novembre 2010, ore 10
Emanuele Marini (Università di Milano), Etica e diritto in France Veber
Marko Trajković (Università di Niš), La filosofia del diritto naturale di Radomir D. Lukić
Eccone un ricordo pubblicato in “Notizie filosofiche”:
Sabato 30 ottobre 2010, verso mezzogiorno, all’età di 62 anni è venuta a mancare Vanna Gessa Kurotschka, a causa di un tumore che non le ha lasciato scampo.
Vanna insegnava filosofia morale da ordinaria all’Università di Cagliari e di lei tutti ricordiamo l’energia ineguagliabile, nella scrittura filosofica, nell’organizzare eventi, in tutti gli aspetti del lavoro intellettuale e nei rapporti umani. Era inoltre una persona estremamente generosa, soprattutto con i più giovani.
Da sempre si era interessata di filosofia morale, lavorando su MacIntyre, poi sulla filosofia pratica tedesca moderna, sull’etica individuale e il suo nesso con la giustizia, su Vico, e di recente anche sulla consulenza filosofica, sulla soggettività, il corpo e l’immaginazione etica, oltre che su etica e neuroscienze.
Con lei scompare una delle figure più vitali del panorama filosofico italiano e una bellissima persona di cui sentiremo sempre la mancanza e che continueremo a ricordare.
Alessandro Ferrara, Elena Pulcini, Marina Calloni, Stefano Petrucciani, Virginio Marzocchi, Lucio Cortella, Walter Privitera, Seminario di Teoria Critica