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L. Diotallevi: “Contro l’assolutismo: perché la poliarchia di Tremonti non c’entra niente con quella di Benedetto XVI”

Luglio 31st, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo molto interessante di Luca Diotallevi (”il Foglio”, 30 luglio 2010) su poliarchia e bene comune: diotallevi.pdf

Fonte dell’immagine.

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P. Cendon contro la proposta di legge degli on.li Ciccioli et al. “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”.

Luglio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Intervista di Paolo Cendon contro la proposta di legge n. 2065 degli on.li Ciccioli et al. “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”.

Il testo della proposta di legge: ciccioli.pdf

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La città del liberalismo attivo

Luglio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni

La città del liberalismo attivo. Diritto, piano, mercato

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D. Tettamanzi: ““Caritas in veritate”: voce profetica per una medicina dell’accoglienza”

Luglio 29th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Prendendo spunto dall’ultimo “Aggiornamenti sociali” (luglio-agosto 2010), la Lectio magistralis di Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, al Congresso Nazionale SIBCE (Societa Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici) su: “La sofferenza umana tra fragilità, solitudine e speranza”; Università degli Studi di Bari “A. Moro”, 28 aprile 2010: tettamanzi.pdf

Nella prima parte richiamerò l’attenzione sul deficit di speranza che caratterizza la nostra epoca attuale e in particolare la stagione storica che stiamo vivendo.
Nella seconda parte cercherò di mostrare come nei confronti di chi soffre la fragilità e la solitudine l’ospitalità sia il luogo spirituale, mentre l’ospedale il luogo materiale in cui coltivare la speranza.
Infine proporrò alcune riflessioni, d’indole sia teorica che pratica, sulla traccia dell’enciclica Caritas in veritate.

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Quando gli stakeholder sono le moltitudini degli esclusi

Luglio 27th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Nel “Bilancio di missione” 2009 di CESVI (la grande organizzazione laica e indipendente che opera per la solidarietà mondiale, di cui è Presidente Giangi Milesi) ho pubblicato a p. 66 il breve commento che segue:

Se penso alla società in cui viviamo, l’immagine che mi viene in mente è quella di un’attrazione super adrenalinica in un parco divertimenti. Un’attrazione che mette a dura prova il fisico e la psiche: sempre più veloce e con scenari sempre nuovi e sempre più spettacolari. Un’attrazione che non si ferma mai, che non si ripete mai, 24/7, dove è difficile parlare, quasi impossibile pensare. Anche se qualcuno ogni tanto sta male perché il cuore non regge al ritmo o l’anima è sopraffatta dall’angoscia, è però chiaro che quelli che sono sulla giostra sono i fortunati. Infatti, attorno al parco divertimenti v’è una massa enorme di persone che preme e non può entrare perché non ha i soldi per il biglietto. E forse, in ogni caso, il parco divertimenti non riuscirebbe a contenere tutti.
Ebbene, leggendo il “Bilancio di missione” di CESVI emerge che quel parco divertimenti non ha la necessità di un destino e che da esso si può cercare di uscire per andare incontro alle moltitudini degli esclusi e vivere meglio noi stessi.
In questa prospettiva, m’è piaciuta innanzitutto l’idea di una storia: l’identità di CESVI si sviluppa nel corso del tempo con i ritmi di una biografia: non è appiattita sul presente: ha un passato e vuole avere un futuro.
Quindi, tutti quei volti a significare che la governance non è solo questione di organi e regole, ma anche di persone.
Poi il rifiuto di ogni ideologia, fosse pure quella del volontariato o dei diritti umani. Così il tema degli stakeholder è utilizzato solo per quel tanto che serve: rafforzare il patto con i donatori e mettere sempre più al centro i beneficiari.
Ma soprattutto dal bilancio emerge con chiarezza un’antropologia, un’idea di fioritura dell’essere umano, che è radicalmente diversa da quella proposta nel nostro parco divertimenti. Al centro vi sono i bisogni fondamentali che sono sempre, anche, bisogni relazionali e prospettici, cioè non limitati al singolo nella sua individualità o al superamento della mera emergenza.
Mi pare che promuovere questa antropologia debba essere non solo il compito di CESVI, ma di chiunque abbia cura del bene comune.

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A. Pintore: “Democrazia e diritti: sette studi analitici”

Luglio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Copertina

La nostra cultura giuridica tende per lo più a ignorare od occultare il conflitto tra democrazia e diritti. Talora lo maschera dilatando l’area semantica del concetto di democrazia fino a includervi la vasta congerie di diritti proclamati nelle costituzioni o da esse ritenuti comunque estrapolabili. Altre volte lo dissolve trattando il principio democratico come subordinato e residuale rispetto ai diritti fondamentali e intendendo questi ultimi come un dato normativo sottratto all’esercizio dell’autonomia politica dei cittadini, cristallizzato nel documento costituzionale e affidato alla custodia dei giudici.Questo libro censura ambedue le operazioni. Esso si propone innanzi tutto di evidenziare le buone ragioni che suggeriscono un uso sorvegliato della parola democrazia e raccomandano di intenderla come un insieme di regole di procedura per la formazione di decisioni collettive, secondo la nota definizione di Bobbio. Cerca altresì di portare alla luce alcune tra le tante ambiguità che affliggono la nozione di diritto fondamentale e ne fanno il veicolo di insidiose operazioni ideologiche.

Il libro denuncia poi i pericoli insiti in un mondo giuridico dominato dai diritti, primo fra tutti quello della giuridicizzazione dell’etica e della politica, con la conseguente svalutazione del ruolo dell’organo legislativo e l’elevazione dell’organo giudiziario a decisore di ultima istanza. Segnala inoltre i rischi di una politica dominata da quelle retoriche dell’intransigenza che tendono ad accompagnarsi alla raffigurazione dei diritti come carte vincenti del gioco politico. Critica infine l’idea che i diritti siano l’unico strumento di protezione degli interessi individuali e che la loro moltiplicazione sia cosa necessariamente buona.

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a cura di L. Gariglio, A. Pogliano, R. Zanini, “Facce da straniero: 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia”

Luglio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Facce

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F. Scianna: “Etica e fotogiornalismo”

Luglio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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A cura di L. Di Santo e S. Tanzarella, “Lorenzo Milani: memoria e risorsa per una nuova cittadinanza”

Luglio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Autori: Di Santo Luigi; Tanzarella Sergio
Editore: Il Pozzo di Giacobbe, Trapani
Collana: Oi christianoi

L’azione pastorale e civile di don Lorenzo Milani può ispirare la formazione delle coscienze delle genti del sud d’Italia aiutandole a superare la rassegnazione e il giogo delle associazioni criminali e della politica ridotta a clientela e a dominio? Rispondono a questa domanda alcuni studiosi meridionali: Anna Carfora, Rocco D’Ambrosio, Luigi Di Santo, Giorgio Marcello, Antonio Mastantuono, Umberto Santino, Cosimo Scordato, Fabrizio Valletti.

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A cura di F. Puppo: “La contradizion che nol consente: forme del sapere e valore del principio di non contraddizione”

Luglio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

La contradizion che nol consente. Forme del sapere e valore del principio di non contraddizione

L’allentarsi e in qualche caso il dissolversi dei confini fra i diversi saperi prodotto dalle epistemologie del Novecento, la conseguente nascita di numerose discipline borderline, l’impatto della tecnoscienza sulle forme standardizzate di ordinamento delle scienze: tutto ciò favorisce da tempo le occasioni di dialogo e di collaborazione fra studiosi di provenienza eterogenea. Nel caso di questo libro, filosofi e teorici del diritto, filosofi dell’età moderna e contemporanea, logici matematici, logici formali, giuristi informatici, storici della scienza, filologi e glottologi, hanno dato vita a una raccolta di studi intorno al problema del principio di non contraddizione.
Dalla formulazione aristotelica, passando per Hegel, sino alle questioni implicate dal tipo di ragionamento che si vorrebbe applicato dai giudici nella sentenza, questi ed altri temi sono affrontati dai diversi Autori, ognuno dei quali è un esperto riconosciuto nel suo campo. Per tutti, la domanda è: quale spazio ha, oggi, l’utilizzo del principio di non contraddizione? Si tratta solo di una diversa formulazione del principio d’identità, oppure esso detiene un valore logico capace di fondare tutti i tipi di discorso, inclusi quelli non assiomatizzati?
Per Dante Alighieri, lo sappiamo, alla “contradizion che nol consente” era sospeso ben più che un giudizio di validità formale: da esso poteva dipendere la salvezza o la dannazione eterna.

Indice:

Maurizio Manzin, Per un approccio multidisciplinare allo studio del principio di non contraddizione
Roberto Gusmani, Il principio di non contraddizione e la teoria linguistica di Aristotele
Amedeo Giovanni Conte, Duplex sigillum veri
Mauro Nasti De Vincentis, Forme della contraddizione e sillogistica aristotelica
Luca Illetterati, Contradictio regula falsi? Intorno alla teoria hegeliana della contraddizione
Francesco Berto, Paraconsistenza e dialeteismo
Stefano Fuselli, Ragionevoli dubbi: quando non tutte le contraddizioni vengono per nuocere
Claudio Luzzati, Quattro modi per sopravvivere alle antinomie
Marco Cossutta, Note sull’applicazione del principio di non contraddizione nell’ambito dell’esperienza giuridica fra antinomie proprie ed antinomie improprie
Corrado Roversi, Sulla funzione fondazionale della contraddizione performativa
Stefano Colloca, Meccanica dell’antinomia.

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A cura di L. Palazzani, “L’interesse del minore tra bioetica e biodiritto”

Luglio 24th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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A. Affaticati: “La scomparsa del destino”

Luglio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo di Andrea Affaticati (”il Foglio”, 01.07.2010): affaticati.pdf

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G. Azzoni / P. Geraci, “Il prelievo a cuore fermo è “solo tollerato” nel nostro ordinamento?”

Luglio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Il prelievo a cuore fermo è “solo tollerato” nel nostro ordinamento?
di Giampaolo Azzoni (Università di Pavia) e Paolo Geraci (Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo)

A commento del parere del Comitato Nazionale per la Bioetica su “I criteri di accertamento della morte”, Paolo Becchi e Lucetta Scaraffia, ne “il Riformista” del 21 luglio 2010, scrivono che il prelievo a cuore fermo è “di fatto al momento solo “tollerato” poiché – se si esclude il caso delle cornee – attualmente l’unica modalità effettivamente regolamentata dal nostro ordinamento era [prima del parere del CNB] quella fondata sui criteri della morte cerebrale”.
Tale affermazione ci sembra inesatta.
Infatti la legge 91/1999 (che costituisce la disciplina generale sui trapianti), già dall’art. 1 afferma che essa “disciplina il prelievo di organi e di tessuti da soggetto di cui sia stata accertata la morte ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578”; quindi, al 1° comma dell’art. 3, stabilisce che: “Il prelievo di organi e di tessuti è consentito secondo le modalità previste dalla presente legge ed è effettuato previo accertamento della morte ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578 , e del decreto 22 agosto 1994, n. 582, del Ministro della sanità” (in tale senso anche gli artt. 13, 19 e 23).
E la legge 578/1993 al primo comma dell’art. 2 (la cui rubrica è “Accertamento di morte”) stabilisce che “La morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando la respirazione e la circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo e può essere accertata con le modalità definite con decreto emanato dal Ministro della sanità”.
Il decreto ministeriale 11 aprile 2008 (che ha aggiornato il decreto 22 agosto 1994, n. 582) dedica l’art. 1 a “Accertamento della morte e arresto cardiaco” stabilendo che “In conformità all’art. 2, comma 1, della legge 29 dicembre 1993, n. 578, l’accertamento della morte per arresto cardiaco può essere effettuato da un medico con il rilievo continuo dell’elettrocardiogramma protratto per non meno di 20 minuti primi, registrato su supporto cartaceo o digitale”.
Dunque la modalità di prelevare organi e tessuti da cadaveri di persone la cui morte sia stata accertata per arresto cardiaco non è certo solo “tollerata”, ma esplicitamente prevista dal nostro ordinamento (sempre che, ovviamente, ricorrano tutti gli altri presupposti del trapianto, peraltro comuni alla morte accertata con criteri che fanno riferimento diretto alle lesioni encefaliche).
Ciò che non si deve confondere è il concetto di morte con i criteri per determinarla. Infatti il concetto di morte è nel nostro ordinamento uno solo: “la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”, ma i criteri per determinarla possono essere quelli dell’arresto cardiaco (che, superata una certa soglia temporale, porta alla cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo) o quelli che vertono direttamente sull’encefalo. L’arresto cardiaco protratto è sempre causa di cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, ecco perché l’art. 5 del decreto ministeriale 11 aprile 2008 stabilisce che, se durante il periodo di osservazione sui soggetti affetti da lesioni encefaliche, si verifica la cessazione del battito cardiaco, l’accertamento della morte può essere effettuato attraverso il criterio cardiaco.
Le espressioni “morte cardiaca” e “morte encefalica” sono giuridicamente delle metonimie per le più complete espressioni “morte encefalica accertata per arresto cardiaco” e “morte encefalica accertata direttamente per cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”. Sotto questo profilo il nostro ordinamento non distingue tra diversi tipi di cadaveri essendo quindi tutti, potenzialmente, donatori di organi e tessuti.

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CNB: “I criteri di accertamento della morte”

Luglio 22nd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Il “Comitato Nazionale per la Bioetica” ha pubblicato un interessante e importante parere dedicato a “I criteri di accertamento della morte”.

Il parere ha avuto il solo voto contrario di Lucetta Scaraffia (le cui ragioni sono state esplicitate in una postilla al documento).

Ecco il testo integrale: criteri.pdf

Ed ecco una anticipazione di Lorenzo D’Avack, uno dei principali redattori del parere (”Avvenire”, 1.07.10): davack.pdf; e una anticipazione di “Avvenire” (1.07.10): avvenire.pdf

Nell’abstract del parere si legge:

“il CNB è giunto alla conclusione che sia lo standard neurologico che quello cardiopolmonare sono clinicamente ed eticamente validi per accertare la morte dell’individuo ed evitare in modo certo la possibilità di errore.
In particolare per quanto riguarda i criteri neurologici il Comitato ritiene accettabili solo quelli che fanno riferimento alla c.d. “morte cerebrale totale” e alla c.d. “morte del tronco-encefalo”, intese come danno cerebrale organico, irreparabile, sviluppatosi acutamente, che ha provocato uno stato di coma irreversibile, dove il supporto artificiale è avvenuto in tempo a prevenire o trattare l’arresto cardiaco anossico.”

“Si raccomanda (…) il massimo di uniformità nei protocolli sia per lo standard cardio-polmonare che per quello neurologico, che allo stato appaiono di sovente difformi da paese a paese, ingenerando confusione nell’opinione pubblica con ricadute negative sulla considerazione relativa all’attendibilità dei criteri stessi.
Soprattutto la critica del CNB è nei confronti di quei protocolli, presenti in altri paesi, che stabiliscono l’avvenuta morte del paziente con standard cardio-polmonare in base a tempi di accertamento fortemente ridotti (tra i 2/5 minuti). Il rischio è che il paziente possa ancora “essere vivo”, non essendo sufficiente il brevissimo lasso di tempo intercorso dall’arresto cardiaco per dichiarare la perdita irreversibile delle funzioni dell’encefalo. Il CNB richiama l’attenzione sul rispetto della “regola del donatore morto” nell’ambito della donazione e del prelievo di organi che non deve tradursi nella “regola del donatore morente”.
Il CNB riconosce che la legislazione italiana (L. 578/93 e Decreto 582/94) sull’accertamento della morte, con le annesse linee guida scientifiche aggiornate nel 2008, è estremamente garantista e prudenziale e ha consentito alle strutture mediche di adottare una pratica omogenea.”

Il contenuto alla base del voto contrario è ripreso in un articolo di Paolo Becchi e Lucetta Scaraffia (”il Riformista”, 21.07.2010): becchi-scaraffia.pdf

A tale articolo ha replicato Lorenzo D’Avack (”il Riformista”, 23.07.2010): davack2.pdf

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J.-L. Egger, “Nostalgia del silenzio?”

Luglio 20th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Jean-Luc Egger, “Nostalgia del silenzio?” è un interessante saggio pubblicato in “Sapienza: Rivista di filosofia e teologia”, LXII 2009: egger.pdf

Egger è studioso, tra altro del pensiero di Max Picard, autore del fondamentale Il mondo del silenzio (vedi foto).

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Nuova rivista on-line

Luglio 20th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Copertina

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Dal satellite Herschel l’immagine di una culla di stelle a 1.000 anni luce dalla Terra

Luglio 19th, 2010 by Giampaolo Azzoni

This week, Astronomy & Astrophysics is publishing a special feature devoted to the first science results obtained with Herschel, an ESA space observatory with science instruments provided by European-led Principal Investigator consortia and with important participation from NASA. It includes 152 articles dealing with various subjects based on the first few months of science observing. A few papers describe the observatory and its instruments, and the rest are dedicated to observations of many astronomical targets from bodies in the Solar System to distant galaxies.

Herschel has imaged (Fig. 2) a stellar nursery around 1000 light-years away in the constellation Aquila (the Eagle). This cloud, 65 light-years across, is so shrouded by dust that no infrared satellite has been able to see into it, until now. Thanks toHerschel’s greater sensitivity at the longest infrared wavelengths, astronomers have their first picture inside this cloud. Using Herschel’s PACS and SPIRE instruments at the same time, the image shows two bright regions where large newborn stars are causing hydrogen gas to shine. Embedded in the dusty filaments are 700 condensations of dust and gas that will eventually become stars. Astronomers estimate that about 100 are ‘protostars’, that is, celestial objects in the final stages of formation. Each one just needs to ignite nuclear fusion in its core to become a true star. The other 600 objects are not developed enough to be called protostars, but eventually they will become another generation of stars. Observing these stellar nurseries is a key programme for Herschel, which aims to uncover the demographics of star formation and its origins, or in other words, the quantities of stars that can form and the range of masses for these newborn stars.

herschelpr_fig2_hr.jpg

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W. Żełaniec: “Remarks on The Ontology and The Normative Aspect of Constitutive Rules”

Luglio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Nell’interessante nuovo numero di “Etica & Politica” (Vol.  XII, No. 1, 2010) segnalo anche un bel saggio di Wojciech Żełaniec: Remarks on The Ontology and The Normative Aspect of Constitutive Rules.

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Simposio su: Francesco Botturi, “La generazione del bene”

Luglio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Nell’interessante nuovo numero di “Etica & Politica” (Vol. XII, No. 1, 2010) segnalo un ricco Simposio su Francesco Botturi, “La generazione del bene”.

Interventi di:
Ferdinando G. Menga, Dal fondamento ontologico alla costituzione politica dell’esperienza
Carla Canullo, La spirale del bene
Riccardo Fanciullacci, L’esperienza del mondo e degli altri di fronte alla questione del bene
Francesco Botturi, Risposte ai mie critici

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N. Pasini e R. Sala: “Il caso Englaro come questione pubblica. Il dibattito tra etiche e politica”

Luglio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Pubblicato dal “Laboratorio di Politica Comparata e Filosofia Pubblica” del Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi” il terzo paper del 2010: “Il caso Englaro come questione pubblica. Il dibattito tra etiche e politica” di Nicola Pasini e Roberta Sala: pasini-sala_wp_lpf_3_2010.pdf

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Comitato Nazionale per la Bioetica: 20 anni

Luglio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo di “Avvenire” (16.07.2010): cnb.pdf

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L’Assemblée nationale approva la legge sul divieto di velo integrale negli spazi pubblici

Luglio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Il 13 luglio 2010 pressoché all’unanimità (335 favorevoli, 1 contrario) l’Assemblée nationale francese ha approvato il “Projet de loi interdisant la dissimulation du visage dans l’espace public, n° 2520, déposé le 19 mai 2010“, ora per l’approvazione finale e l’entrata in vigore occorre il voto del Senato.

Tale approvazione (su cui ho personalmente numerose perplessità) si inserisce e, in parte, conclude un lungo dibattito: vedi qui e qui.

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Pindaro, novità Bompiani

Luglio 10th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Tutte le opere: Olimpiche-Pitiche-Nemee-Istmiche-Frammenti. Testo greco a fronte

“Siamo di un giorno.
Uno, che è?
Nessuno, che è?
Sogno d’un’ombra è l’uomo.
Ma se viene una luce che è dal cielo,
tutto si fa fulgore intorno agli uomini,
il Tempo si fa dolce.”
Pitiche, VIII, 128-134

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E. Galli della Loggia: “Un paese senza Politica”

Luglio 7th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo sul “Corriere della Sera” (07.07.2010): galli.pdf

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“Dolore ancora ignorato in corsia”

Luglio 6th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Nonostante la legge.

Articolo di M. Pappagallo (”Corriere della Sera”, 06.07.2010): dolore.pdf

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Osservazioni profonde e urgenti sulla Chiesa

Luglio 5th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Settimana di formazione sul bene comune (Pavia, 30 agosto - 4 settembre 2010)

Luglio 2nd, 2010 by Giampaolo Azzoni

ambrogio_lorenzetti.jpg
Il Collegio Borromeo, in collaborazione con la Diocesi di Pavia, la Pontificia Università Gregoriana di Roma e la Facoltà di Teologia di Lugano, rende disponibili 40 posti per giovani laureati di ambo i sessi che vogliono partecipare ad una settimana di alta formazione che si svolgerà a Pavia dal 30 agosto al 4 settembre 2010.

La settimana sarà dedicata all’umanesimo cristiano e, in particolare, al tema del bene comune.

La struttura prevede:
a) lezioni dedicate alle principali declinazioni del bene comune: la metafisica, la dottrina sociale, la democrazia, il dialogo interreligioso, il diritto, l’economia, la bioetica;
b) conversazioni serali con maestri e testimoni qualificati;
c) momenti di riflessione e spiritualità;
d) forte coinvolgimento dei partecipanti: ogni lezione è seguita da elaborazioni in sotto-gruppi e ampio confronto con il docente.

Locandina.

Programma: calendario-finale-umanesimo-cristiano.doc

Articolo de “il Ticino” (28.08.2010): ticino1.pdf

Articolo de “il Ticino” (04.09.2010): ticino.pdf.

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