
Lingua e Diritto: livelli di analisi
A cura di Jacqueline Visconti - Università degli Studi di Genova
LED - Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto
pagg. 338 - 2010 - € 37,00
Jacqueline Visconti insegna Linguistica italiana nella Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Genova. Honorary Research Fellow all’Università di Birmingham, ha svolto attività di ricerca a Ginevra, Reading, Stanford, Berkeley
SOMMARIO: J. Visconti, Lingua e diritto: livelli di analisi. Introduzione — R. Sacco, Azione, pensiero, parola nella creazione del diritto — P. Di Lucia, Il concetto di valenza nella filosofia dell’atto giuridico — R. Guastini, Introduzione alla teoria dell’interpretazione —P. Chiassoni, Analisi linguistica e teoria dell’interpretazione giuridica. Ancora sulla sempiterna disputa tra scettici e misti(ci) — M. Garavelli, I giudici e il linguaggio — B. Mortara Garavelli, Condizioni di eterogeneità discorsiva nel dialogato di procedimenti penali —G. Rovere, Il principio dell’economia nella lingua giuridica. Gli avverbi in - mente — I. Korzen, Lingua, cognizione e due Costituzioni — M. Soffritti, Condizioni restrittive nei codici tedeschi e italiani — G. Ajani, Coerenza del diritto privato europeo. Il problema del multilinguismo — S. Ferreri, La lingua del legislatore europeo — E. Ioriatti Ferrari, Linguismo euruniònico e redazione della norma comunitaria scritta. Prime riflessioni — P. Berteloot, Unione europea. Accesso al diritto e molteplicità delle lingue — D. Tiscornia, Il linguaggio giuridico nella prospettiva computazionale — G. Lorini, Referenti in testi normativi — A. Conte, Xenonimía, sinonimía, sinsemía.
Lo studio dei rapporti tra lingua e diritto è affrontato in questo volume in prospettiva interdisciplinare: filosofi, giuristi e linguisti affrontano temi vicini da ottiche diverse e complementari. Un primo gruppo di contributi tocca questioni fondamentali: il rapporto tra la legge, il diritto, la parola; il ruolo della consuetudine (Sacco), la vaghezza delle norme, il problema dell’interpretazione (Chiassoni, Guastini); il concetto di atto giuridico (Di Lucia), di referente (Lorini), di identità di Sinn o di Bedeutung (Conte); la trasposizione di termini e concetti in sistemi giuridici diversi (Ajani, Ioriatti). Il secondo gruppo di saggi considera, anche in ottica comparativa, fenomeni linguistici finora poco studiati: la funzione degli avverbi (Rovere), le caratteristiche testuali della costituzione italiana e danese (Korzen), i connettivi condizionali restrittivi in testi normativi italiani e tedeschi (Soffritti), l’intrecciarsi di voci nel discorso processuale (Mortara Garavelli), per concentrarsi sull’uso concreto della lingua, rispettivamente, dei giudici (Garavelli) e del legislatore comunitario (Ferreri), e sull’ausilio del supporto informatico (Berteloot, Tiscornia). Il volume presenta particolare interesse per il possibile utilizzo in moduli di Filosofi a e sociologia del diritto, Traduzione specialistica, e per corsi monografi ci sul linguaggio giuridico.