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Consiglio Superiore di Sanità: autorizzata la c.d. “donazione samaritana” di rene

Maggio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Dopo il parere del CNB, il Consiglio Superiore di Sanità ha autorizzato la c.d. “donazione samaritana” di rene.

Vedi post di Lorenza Morello in “Persona e danno“.

Articolo di “Avvenire” (26.05.10): avvenire26.pdf

Articolo de “il Giornale” (26.05.10): giornale26.pdf

Articolo de “il Sole 24 Ore” (26.05.10): sole26.pdf

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E. Maestri: “Giudizi di esistenza: deliberare sulla vita umana nella bioetica contemporanea”

Maggio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni


Indice: indice.pdf

Descrizione:

L’avvento delle biotecnologie avanzate, applicate alla vita, mette a disposizione degli individui e del mercato un potere bio-tecnico, che ha la capacità di modellare la vita intervenendo sulla sua struttura biologica molecolare e genetica. e non più solo sii quella somatica. Questa novità produce un vero e proprio sconvolgimento del modo di rapportarci con la vita, in generale, e con la vita umana, in particolare. Le biotecnologie mediche avanzate impongono una riformulazione delle forme di vita ritenute, fino ad ora, comuni e consolidate, cambiano la rete delle relazioni affettive e di parentela, trasformano il ruolo della sessualità, modificano la coscienza della propria identità personale, sconvolgono l’ambito delle scelte personali in materia di nascita, maternità, paternità, esistenza, cura e morte. Ancor più incisivamente, la rivoluzione biotecnologica rende disponibile il bene della vita alla libera autodeterninazione dei singoli e alle logiche del mercato biocapitalistico. Come aveva intuito Michel Foucault, al vecchio diritto di «far morire o di lasciar vivere» (lo ius vitae ac necis, di cui titolare era il sovrano assoluto) si è sostituito il potere (il biopotere prodotto dal sapere tecnico-medico) di «far vivere o di respingere nella morte». La vita umana, ormai, non è più un «fondo inaccessibile». ma è diventata «qualcosa» che, al pari delle altre cose, può essere plasmata, programmata e fabbricata. Alla «spada», cioè al potere del sovrano di decidere se ucciderti o farti salva la vita, si è sostituito l’«aratro», che rappresenta iconicamente il potere di produrre e di manipolare la vita. La storia moderna della civiltà del diritto si è contrassegnata come la storia di una lotta, di una lotta per il diritto alla vita, affinché la spada del sovrano fosse deposta per sempre: ora, però, l’uomo è chiamato ad una nuova sfida: regolare e controllare l’opera dell’«aratro». L’intento di questo saggio è duplice: dimostrare che né la «spada» né l’»aratro» hanno alcun potere e alcun diritto sulla vita: giustificare un’interpretazione naturalistica «forte» del valore della vita umana, cioè giustificare affermazione della rilevanza normativa della vita umana in senso meramente biologico. Il bios umano, per il fatto di essere biologico e di nomi avere bisogno di alcuna specificazione qualitativa soprannaturale o accidentale, ha in sé la capacità normnativa per legittimare determinate decisioni nel campo della bioetica. Non c’è alcuna necessità di utilizzare concetti soprannaturali, quali anima, grazia o spi rito per difendere la vita umana: allo stesso tempo, non cè alcuna necessità di porre l’accento sul possesso di determinate qualità razionali e cognitive per ritenere la vita degna di essere vissuta.

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Pavel Aleksandrovic Florenskij: “La colonna e il fondamento della verità”

Maggio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni

La colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere

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The Crisis of the Human Sciences: False Objectivity and the Decline of Creativity

Maggio 30th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Penso che ci sia qualcosa di vero nella presentazione di un convegno che si terrà nella “Gulf University for Science and Technology” (Kuwait):

Centralization and over-professionalization can lead to the disappearance of a critical environment capable of linking the disciplines to the “real world.” The humanities need to operate in a concrete cultural environment able to influence procedures on a hic et nunc basis and should not entirely depend on normative criteria whose function is often to hide ignorance behind a pretentious veil of value-neutral objectivity.For example, in sociology, the growth of scientism has fragmented ethical categories and distorted discourse between inner and outer selves. Philosophy is suffering from an empty professionalism current in many philosophy departments in industrialized and developing countries where boring, ahistorical, and nonpolitical exercises are justified through appeals to false excellence.

In all branches of the humanities absurd evaluation processes foster similar tendencies as they create a sterile atmosphere and prevent interdisciplinarity and creativity. An invidious technicization of theory plays into the hands of technocrats. Due to the centralization of editorial power in the hand of large university presses of anglophone countries, the content, quality, and range of modern publishing has become only too predictable.

How do people working in the humanities respond to the crisis in their respective disciplines? Papers including either meta-scientific considerations or concrete observations are welcome.

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Lettera aperta al “Corriere della sera” contro il populismo economico.

Maggio 28th, 2010 by Giampaolo Azzoni

di Franco Debenedetti, Oscar Giannino, Antonio Martino, Alberto Mingardi, Roberto Perotti, Nicola Rossi, Paolo Savona, Vito Tanzi

Da Corriere della Sera, 21 maggio 2010

Caro Direttore, nei momenti di grande incertezza, il ruolo dell’informazione è assai delicato. Se gli economisti rischiano spesso di essere i consiglieri del principe, estendere i rudimenti della cultura economica e finanziaria costituisce condizione per un dibattito pubblico più consapevole. Additare untori e alimentari spauracchi (come è stato fatto nelle ultime settimane) suscita gli istinti peggiori, confonde la cause della crisi, nasconde le responsabilità vere. Per questo motivo, oggi la stampa indipendente ha innanzi a sé una missione davvero cruciale. Per assolverla appieno, nell’interesse del lettore e dell’elettore, riteniamo importante richiamare l’attenzione su alcuni dati di realtà.

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“Stakeholder Theory(ies): Ethical bases, managerial applications, conceptual limits”: Bergamo, 1-2 luglio 2010

Maggio 27th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Interessante il programma della 3° Bergamo-Wharton Joint Conference on Business Ethics che si terrà presso l’Università di Bergamo i prossimi 1 e 2 luglio 2010:
“Stakeholder Theory(ies): Ethical bases, managerial applications, conceptual limits”: provisional-programme.pdf

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“Diritto e narrazioni”: Bologna, 3-4 giugno 2010

Maggio 27th, 2010 by Giampaolo Azzoni

II CONVEGNO ANNUALE DELLA ITALIAN SOCIETY FOR LAW AND LITERATURE: programma-definitivo.pdf

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J. Visconti (ed.): “Lingua e Diritto: livelli di analisi”

Maggio 26th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Lingua e Diritto: livelli di analisi
A cura di Jacqueline Visconti - Università degli Studi di Genova
LED - Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto
pagg. 338 - 2010 - € 37,00

Jacqueline Visconti insegna Linguistica italiana nella Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Genova. Honorary Research Fellow all’Università di Birmingham, ha svolto attività di ricerca a Ginevra, Reading, Stanford, Berkeley

SOMMARIO: J. Visconti, Lingua e diritto: livelli di analisi. Introduzione — R. Sacco, Azione, pensiero, parola nella creazione del diritto — P. Di Lucia, Il concetto di valenza nella filosofia dell’atto giuridico — R. Guastini, Introduzione alla teoria dell’interpretazione —P. Chiassoni, Analisi linguistica e teoria dell’interpretazione giuridica. Ancora sulla sempiterna disputa tra scettici e misti(ci) — M. Garavelli, I giudici e il linguaggio — B. Mortara Garavelli, Condizioni di eterogeneità discorsiva nel dialogato di procedimenti penali —G. Rovere, Il principio dell’economia nella lingua giuridica. Gli avverbi in - mente — I. Korzen, Lingua, cognizione e due Costituzioni — M. Soffritti, Condizioni restrittive nei codici tedeschi e italiani — G. Ajani, Coerenza del diritto privato europeo. Il problema del multilinguismo — S. Ferreri, La lingua del legislatore europeo — E. Ioriatti Ferrari, Linguismo euruniònico e redazione della norma comunitaria scritta. Prime riflessioni — P. Berteloot, Unione europea. Accesso al diritto e molteplicità delle lingue — D. Tiscornia, Il linguaggio giuridico nella prospettiva computazionale — G. Lorini, Referenti in testi normativi — A. Conte, Xenonimía, sinonimía, sinsemía.

Lo studio dei rapporti tra lingua e diritto è affrontato in questo volume in prospettiva interdisciplinare: filosofi, giuristi e linguisti affrontano temi vicini da ottiche diverse e complementari. Un primo gruppo di contributi tocca questioni fondamentali: il rapporto tra la legge, il diritto, la parola; il ruolo della consuetudine (Sacco), la vaghezza delle norme, il problema dell’interpretazione (Chiassoni, Guastini); il concetto di atto giuridico (Di Lucia), di referente (Lorini), di identità di Sinn o di Bedeutung (Conte); la trasposizione di termini e concetti in sistemi giuridici diversi (Ajani, Ioriatti). Il secondo gruppo di saggi considera, anche in ottica comparativa, fenomeni linguistici finora poco studiati: la funzione degli avverbi (Rovere), le caratteristiche testuali della costituzione italiana e danese (Korzen), i connettivi condizionali restrittivi in testi normativi italiani e tedeschi (Soffritti), l’intrecciarsi di voci nel discorso processuale (Mortara Garavelli), per concentrarsi sull’uso concreto della lingua, rispettivamente, dei giudici (Garavelli) e del legislatore comunitario (Ferreri), e sull’ausilio del supporto informatico (Berteloot, Tiscornia). Il volume presenta particolare interesse per il possibile utilizzo in moduli di Filosofi a e sociologia del diritto, Traduzione specialistica, e per corsi monografi ci sul linguaggio giuridico.

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F. D’Agostino: “La sofferenza come problema relazionale”

Maggio 26th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Ecco la lectio magistralis tenuta da Francesco D’Agostino alla IV Assemblea generale di “Scienza & Vita” il 22 maggio 2010: dagostino_lectiomagistralis22_05_10.pdf

Così conclude D’Agostino:
“Se le considerazioni precedenti sono fondate, ne segue che nell’orizzonte della modernità, dialetticamente lacerato tra la fede e l’agnosticismo, la cultura della vita, quando entra in dialettica col problema della sofferenza, sembra giungere inevitabilmente a uno scacco, goffamente mascherato da normative dal preteso carattere umanitario. E’ come se nella modernità, per riprendere una vecchia, profetica ed ancora attualissima espressione di Ernst Bloch, il male non venisse più preso sul serio. E’ per questo che tornare a prendere sul serio il male è il compito più urgente al quale dovrebbe dedicarsi questa generazione.”

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G.P. Azzoni: Syllabus del corso 2010 di “Deontologia della comunicazione”

Maggio 24th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Ecco il syllabus finale con gli argomenti trattati nel corso di “Deontologia della comunicazione” nel CdL in “Comunicazione interculturale e multimediale” dell’Università di Pavia: ddc-2010.pdf

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V. Velluzzi: “Interpretazione estensiva vs. integrazione analogica”

Maggio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Grazie alla sua cortesia, ecco un testo di Vito Velluzzi dedicato ai temi che sono stati oggetto della sua conferenza del 10.05.10 su “Interpretazione / Integrazione” all’interno del ciclo su “Continuità / Discontinuità“: analogia-e-teorie-dellinterpretazione.pdf

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G.P. Azzoni: Syllabus del corso 2010 di “Teoria generale del diritto”

Maggio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Ecco il syllabus finale che indica argomenti e testi letti nelle lezioni di TGD presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia: tgd-syllabus-0910-pdf.pdf

Fonte della foto.

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X. Beauvois: “Des hommes et des dieux” (Cannes 2010)

Maggio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Dottor Aloisio Animus

Maggio 23rd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Vi piacciono gli animali e la scienza? Vorreste creare degli ibridi animali-alieni o riportare in vita un dinosauro? Se la risposta è si, dovete rivolgervi al Dottor Animus, ma a vostro rischio e pericolo.
Il Dottor Aloisio Animus tanto tempo fa era un geniale ricercatore nel campo della veterinaria. Amava molto gli animali e le sue ricerche erano ammirate e studiate in tutto il mondo. Non c’era segreto della biologia che non conoscesse.
Ma il Dottore, in realtà nascondeva una verità che era davvero orribile.
Si scoprì, infatti, che stava portando avanti degli esperimenti genetici molto pericolosi sugli animali. Quando gli altri scienziati lo scoprirono, fu licenziato all’istante.

Anche mia figlia (6 anni) ha qualche dubbio che Dottor Animus sia un personaggio del tutto negativo.

C’è ancora bisogno di ripetere la maschera dello scienziato pazzo, ora in chiave genetica?

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“Creation of a Bacterial Cell Controlled by a Chemically Synthesized Genome”: vita da un genoma sintentico

Maggio 22nd, 2010 by Giampaolo Azzoni

Una scoperta forse storica è riportata da “Science”, 21 maggio 2010:

We report the design, synthesis and assembly of the 1.08-Mbp Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0 genome starting from digitized genome sequence information and its transplantation into a Mycoplasma capricolum recipient cell to create new Mycoplasma mycoides cells that are controlled only by the synthetic chromosome. The only DNA in the cells is the designed synthetic DNA sequence, including “watermark” sequences and other designed gene deletions and polymorphisms, and mutations acquired during the building process. The new cells have expected phenotypic properties and are capable of continuous self-replication.

Ecco alcuni commenti:

Luca e Francesco Cavalli Sforza (”Repubblica”, 21.05.10): cavalli-sforza-r-21.pdf

Carlo Alberti Redi (”il Manifesto”, 22.05.10): redi-m-22.pdf

Carlo Bellieni (”Osservatore Romano”, 22.05.10): bellieni-o-22.pdf

Assuntina Morresi (”Avvenire”, 22.05.10): morresi-a-22.pdf

Francesco Paolo Casavola (”Messaggero”, 22.05.10): casavola-m-22.pdf

Carlo Alberto Redi (”Stampa”, 22.05.10): redi-s-22.pdf

Aldo Schiavone (”Repubblica”, 22.05.10): schiavone-r-22.pdf

Armando Torno (”Corriere della Sera”, 22.05.10): torno-cds-22.pdf

Edoardo Boncinelli (”Corriere della Sera”, 22.05.10): boncinelli-cds-22.pdf

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“Chiusura” del Comitato Nazionale per la Bioetica

Maggio 21st, 2010 by Giampaolo Azzoni

L’attuale CNB è in scadenza: articolo de “il Riformista” (12.05.2010): riformista.pdf

Chiarimento in un altro articolo de “il Riformista” (14.05.2010): morresi.pdf

Prosegue il dibattito (”il Riformista”, 20.05.2010): scaraffia.pdf

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M. Reichlin: “Vita / Morte”

Maggio 19th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Massimo Reichlin by Andy Miah.

Grazie alla gentilezza di Massimo Reichlin e a beneficio soprattutto di chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo il 17 maggio 2010 in Collegio Borromeo, ecco la traccia della sua conferenza su “Vita / Morte”: reichlin-vita-morte.pdf

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S. Gnasso: “La valenza identitaria dell’esperienza di consumo in tempi di recessione”

Maggio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Grazie alla sua cortesia, posso pubblicare un interessante saggio di Stefano Gnasso, Docente di “Sociologia dei consumi” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: saggio-consumi-e-narrazioni.pdf

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B. Malvestiti: “Axiologico, praktologico e deontico in Herbert Spiegelberg. Saggio sulla fondazione dei diritti umani”

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Dal sito Phenomenology Lab, l’interessante relazione di Barbara Malvestiti al Seminario di fenomenologia della cattedra di Filosofia della Persona (Teoretica) della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele del 29 aprile 2010: malvestiti.pdf

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R. De Monticelli: “Le fonti della normatività secondo la fenomenologia. Lezioni sull’etica” (2009/10, 2° SE)

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Sono online le interessanti lezioni di Roberta De Monticelli.

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C. Guérin: “Persona”

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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L. Diotallevi: “Una alternativa alla laicità”

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Nell’articolo che segue (tratto da “Vita e Pensiero”, 6/2009) Luca Diotallevi sintetizza i temi del suo ultimo libro, “Una alternativa alla laicità” (Rubbettino, 2010):

Possiamo non dirci laici? Possiamo non dirci sostenitori della laicità come modello di separazione tra poteri politici e poteri religiosi? Certo che possiamo. E possiamo dirci non laici senza con ciò mettere in discussione né la modernità né la modernità europea, perché né la modernità né la sua variante europea conoscono un solo modello di separazione tra poteri politici e poteri religiosi. Al contrario, ne conoscono almeno due perché almeno due – o due famiglie – ne hanno prodotto. Ci riferiamo alla “laïcité” e alla “religious freedom”.  Da quattro punti di vista “laïcité” e “religious freedom” ci appaiono come risposte profondamente diverse alla istanza di separazione tra poteri politici e poteri religiosi. Risposte entrambe profondamente moderne; entrambe, si vedrà, europee.

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C. Cardia: la questione del Crocefisso e la decisione della Corte di Strasburgo

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Intervista di Carlo Cardia a “L’Osservatore romano” (06.05.10): cardia.pdf

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G. Agamben, “The Relation of Rule and Life”

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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W. E. Bijker: “Different forms of expertise in democratising technological cultures”

Maggio 15th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Lunedì 3 maggio si è svolto presso la sede della Fondazione Giannino Bassetti un seminario con Wiebe E. Bijker, professore di Tecnologia e società all’Università di Maastricht (Olanda):

Wiebe Bijker in Fondazione Bassetti - part 1/4 from Fondazione Giannino Bassetti on Vimeo.

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G. Gasparini: “Tempo / Ritmo”

Maggio 14th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Grazie alla cortesia di Giovanni Gasparini, ecco il testo di riferimento della sua conferenza su “Tempo / Ritmo” tenuta il 12 maggio 2010 all’interno del ciclo “Continuità / Discontinuità“: velocita-tempi-e-ritmi-gasparini-1.pdf

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Pop porn: critica dell’immaginario porno

Maggio 12th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Il porno è diventato pop. Che cosa significa? Che è popolarizzato, democratizzato e alla portata di tutti, insomma è parte della vita quotidiana.

Ecco che cosa ne fa un fenomeno rilevante dell’immaginario contemporaneo: il porno ha perduto quella posizione tradizionale che l’ha sempre reso simpatico agli intellettuali, ovvero una trasgressione, una contrapposizione urticante e sgradevole, ma implicitamente accompagnata da un’aura di erotismo. Il movimento dinamico del mettere a nudo, del sollevare il velo sul proibito si è ormai normalizzato, è diventato statico: così oggi il nudo, il senza veli, sono già presenti, offerti e disponibili, cioè osceni.

In questo libro, il lettore troverà un excursus dei mutamenti e delle apparizioni del porno nell’odierno immaginario collettivo, attraverso gli approcci del ‘pensare’, del ‘guardare’, del ‘leggere’ e del ‘consumare’.

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S. Semplici: “Dichiarazioni anticipate ed eterogenesi dei fini”

Maggio 12th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Dal blog Moralia on the Web riproduco un bel post di Stefano Semplici:

Il disegno di legge sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento”, meglio noto come “legge Calabrò”, è stato presentato, discusso e approvato dal Senato sull’onda emotiva del caso Englaro. Non meraviglia, dunque, che il confronto si sia concentrato sulla questione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali e che molti, a partire dal relatore di Palazzo Madama, abbiano considerato i pazienti in stato vegetativo persistente come i destinatari della nuova normativa. Le cose sono cambiate radicalmente. Ma sembra che nessuno se ne sia accorto.

Il relatore alla Camera, l’on. Di Virgilio, ha infatti presentato un emendamento, approvato in Commissione, che risolve in modo decisamente “estensivo” una sorprendente incongruenza del testo approvato al Senato, che riferendosi in ben due passaggi a soggetti non più in grado di intendere e di volere (articoli 1 e 3) non consentiva in realtà di capire se la legge si sarebbe applicata appunto ai soli soggetti nelle condizioni di Eluana Englaro o ai malati di Alzheimer, a poche migliaia o a diverse centinaia di migliaia di persone. Adesso si dice esplicitamente che «la dichiarazione aticipata di trattamento assume rilievo nel momento in cui è accertato che il soggetto si trovi nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze e, per questo motivo, di assumere le decisioni che lo riguardano». Questo ampliamento, che peraltro va nella linea di tutte le analoghe normative introdotte in altri paesi, ha conseguenze molto pesanti sulla “filosofia” delle legge e apre ad esiti sui quali tutti, ma in particolare i difensori ad oltranza del principio di “indisponibilità” della vita, dovrebbero forse riflettere. Una legge che si dichiara di volere per impedire che una persona ridotta in stato vegetativo possa vedere soddisfatta la sua volontà anticipata di essere lasciata andare anche rinunciando al sostegno di “cibo e acqua” permetterebbe, davvero paradossalmente, di chiedere e ottenere, ora per allora, di non ricevere farmaci o le più banali cure mediche quando ancora si sente e si soffre, si mantiene una qualche forma di relazione, si reagisce ad un gesto di tenerezza e affetto, pur non riuscendo più a chiamare per nome il figlio che ce lo rivolge. Nel testo dell’art. 3, infatti, la legge continua ad indicare che «il soggetto, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, dichiara il proprio orientamento circa l’attivazione o non attivazione di trattamenti sanitari». La non attivazione, anche se si trattasse semplicemente di curare una bronchite. Specificare che ciò deve avvenire «in conformità a quanto prescritto dalla legge e dal codice di deontologia medica» non sposta di una virgola la questione, perché è oggi perfettamente “conforme” alla legge e al codice deontologico il dovere per il medico di astenersi da qualsiasi trattamento, anche il più ordinario e proporzionato, quando il paziente assolutamente lo rifiuta. Si sarebbe dovuto scegliere, per evitare questo rischio di cortocircuito fra la tutela forte della vita che si dichiara di volere e l’esito opposto che probabilmente si otterrà, scegliere la strada di una modulazione del principio di autodeterminazione in base alla differenza oggettivamente innegabile fra il consenso attuale e il consenso ora per allora, come hanno tentato di fare gli studiosi che hanno firmato il testo di “Una proposta concreta sulle Dat” (disponibile su blog.centrodietica.it). Si è deciso invece di insistere sulla fortezza simbolica dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali. I frutti di questa decisione potrebbero essere davvero avvelenati…

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Parere CNB su “samaritani” per donazione di rene

Maggio 9th, 2010 by Giampaolo Azzoni

E’ stato pubblicato il parere del “Comitato nazionale per la bioetica” intitolato “La donazione da vivo del rene a persone sconosciute (c.d. donazione samaritana)“.

Sulla questione, articolo del “Corriere della Sera” (13.04.2010): articolo.pdf

E articolo di “Avvenire” (24.04.10): avvenire1.pdf

E articolo di Francesco D’Agostino (”Avvenire”, 25.04.10): dagostino.pdf

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V. Pacillo: “Diritto / Valori”

Maggio 9th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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Grazie alla cortesia di Vincenzo Pacillo, ecco la traccia della sua conferenza su “Diritto / Valori” tenuta il 26 aprile 2010 all’interno del ciclo “Continuità / Discontinuità“: pacillo-diritto-valori.pdf

Ecco le conclusioni di Pacillo:

“La laicità impone (…) che lo Stato possa imporre come mezzi per il raggiungimento delle sue finalità solo quei precetti che appaiono rispettosi del principio di ragionevolezza, il quale comporta che la legge deve avere uno scopo razionale non apertamente proibito dalla Costituzione o del tutto incoerente con i principi e valori da essa tutelati. Ciò parrebbe implicare l’illegittimità costituzionale di ogni provvedimento legislativo che riscontri la sua ratio – esclusiva o prevalente – nella volontà del legislatore di rendere giuridicamente vincolanti per tutti i consociati i precetti comportamentali propri di una determinata credenza di religione, a meno che tali precetti non possano trovare una giustificazione oggettivamente convincente a prescindere da considerazioni di tipo confessionale e intendano tutelare valori non contrastanti con il dettato della Carta fondamentale.
Di qui tre conseguenze:

a)         l’illegittimità costituzionale delle norme che – per rendere universalmente vincolanti i precetti propri di una determinata credenza di religione – prevedano degli obblighi di condotta che confliggano con le regole fondamentali ed inderogabili di un determinato sottosistema normativo. In quest’ottica, il principio di laicità contribuisce a plasmare quella «razionalità intra-sistematica delle norme» che «costituisce uno specifico limite posto alla discrezionalità del legislatore»;

b)         il divieto – per il legislatore – di sanzionare determinati comportamenti per il solo fatto che essi risultano vietati dalle norme di una determinata credenza di religione ;

c)         il divieto, per il legislatore, di sacrificare in maniera eccessiva o sproporzionata un determinato diritto per salvaguardarne uno di pari rango, solo perchè quest’ultimo rappresenta un bene/valore in un determinato sistema giuridico religioso.”

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