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G.P. Azzoni: “Playlist”

Febbraio 28th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Ho per caso trovato un mio post del 2005 abbandonato in Rete:

Playlist e’ la lista di pezzi musicali che in un certo periodo gira su radio e tv musicali.

Un centinaio di pezzi.

Sono quelli che vanno.

Qualche pezzo esce dalla playlist e, correlativamente, qualcuno entra.

Se anche il potere di immissione e’ delle case discografiche (non certo una sola, comunque). Il fatto che un pezzo resti per un certo periodo dipende da quanto risulta gradito.

Credo che sia una buona metafora per il diritto. O, almeno, per il diritto che dovrebbe essere: molte autorita’, democrazia dell’accettazione, graduale evoluzione, apertura e spirito del tempo.

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S. Colloca: “La revisione costituzionale nella società aperta”

Febbraio 26th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Lunedì 1 marzo, alle ore 18, presso la sede milanese dell’Istituto Bruno Leoni (in piazza Castello 23, MM Cadorna) avrà luogo il quinto appuntamento della settima edizione del Seminario Rothbard. L’incontro vedrà protagonista Stefano Colloca, ricercatore dell’università di Pavia, un giovane filosofo del diritto che - tra le altre publicazioni - ha di recente dato alle stampe un lavoro su “Autoriferimento e antinomia nell’ordinamento giuridico”, pubblicato da Cedam.

Il tema che sarà affrontato nel corso del seminario focalizza l’attenzione su una questione cruciale del costituzionalismo, dal momento - come rileva Carlo Lottieri, direttore del dipartimento Teoria politica dell’IBL - che “entro ordinamenti democratici gli stessi vincoli costituzionali devono in qualche modo discendere da logiche rappresentative e consensuali, ma al tempo stesso è chiaro che l’idea di regole di grado superiore rinvia ad una qualche ‘pietrificazione’ delle medesime, che non svolgerebbero più la loro funzione se fossero facilmente e continuamente modificabili”.

Al termine dell’incontro verrà offerto un rinfresco.
RSVP: eventi@brunoleoni.it - 02 3657 7325

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“Tutti i dubbi dei cattolici sul fine vita”

Febbraio 25th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo di Corrado Palma (”Il Secolo d’Italia”, 24.02.2010): palma.pdf

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A. Morresi: “Biotestamenti comunali? Una burla, ecco perché”

Febbraio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo di Assuntina Morresi (”Avvenire”, 18.02.10): morresi.pdf

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G. Cosmacini: “Se il rene è un dono: attenzione al Far-West dei trapianti”

Febbraio 18th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Sul caso di donatori “samaritani”, articolo di Giorgio Cosmacini (”Corriere della Sera”, 18.02.10): cosmacini.pdf

Sul tema vedi anche post di Giuseppe Regalzi “A rene donato non si guarda in…“.

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Primi casi di donatori “samaritani”: rene gratis senza legami familiari

Febbraio 17th, 2010 by Giampaolo Azzoni

 Articolo di Repubblica.it (17.02.10):

ROMA - Si solleva in Italia il caso dei donatori “samaritani”, vale a dire persone che si offrono di donare un organo (nello specifico un rene) gratuitamente e senza alcun legame di affetto o parentela. Negli ultimi mesi ci sono state tre offerte di questo tipo: due in Lombardia e una in Piemonte. Tre persone, dunque, hanno espresso la loro volontà di farsi espiantare un rene per regalare una speranza a tre perfetti sconosciuti. Peccato che la legge italiana sulle donazioni non preveda questa possibilità: sul caso dovrà esprimersi l’ufficio legislativo del ministero della Salute. Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) ha già espresso il suo parere: contrario.

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In Norvegia centro europeo su dolore e cure palliative

Febbraio 17th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Articolo di “Avvenire” (17.02.10): avvenire.pdf

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Christian Boltanski: “Personnes”

Febbraio 14th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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G. Azzoni: “Comunicazione della salute: i media tra tecniche e partecipazione”

Febbraio 14th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Giampaolo Azzoni, membro del comitato scientifico di Zoé e co-autore del libro “La comunicazione della salute. Un manuale” parla di media e rete nella comunicazione della salute.
Il libro è stato presentato in anteprima il 3 ottobre 2009 a Vicenza, nell’ambito di una due giorni dedicata al tema della cura e degli stili di vita, dal titolo “Vivere sani, vivere bene”, organizzata dalla Fondazione Zoé.
: http://www.youtube.com/watch?v=ih86R_zUqjk

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In Francia il transessualismo non è più una malattia

Febbraio 13th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Le transsexualisme n’est plus considéré comme une maladie mentale en France, premier pays au monde à le sortir de la liste des affections psychiatriques par un décret, publié au Journal officiel. Ce décret du ministère de la santé supprime “les troubles précoces de l’identité de genre” d’un article du code de la Sécurité sociale relatif aux “affections psychiatriques de longue durée”.

Fonte.

In particolare era ricompreso tra  le « affections psychiatriques de longue durée » connesse a “Les troubles névrotiques sévères et les troubles graves de la personnalité et du comportement“.

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Benedetto XVI: discorso ai partecipanti alla XVI Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita sul tema “Bioetica e Legge Naturale” (13.02.2010)

Febbraio 13th, 2010 by Giampaolo Azzoni

Intervento del Presidente R. Fisichella (”Osservatore Romano”; 12.02.2010): fisichella.pdf

Intervento di Benedetto XVI:

Cari Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Illustri Membri della Pontificia Academia Pro Vita
Gentili Signore e Signori!

Sono lieto di accogliervi e di salutarvi cordialmente in occasione dell’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, chiamata a riflettere su temi attinenti al rapporto tra bioetica e legge morale naturale, che appaiono sempre più rilevanti nel contesto attuale per i costanti sviluppi in tale ambito scientifico. Rivolgo un particolare saluto a Mons. Rino Fisichella, Presidente di codesta Accademia, ringraziandolo per le cortesi parole che ha voluto rivolgermi a nome dei presenti. Desidero, altresì, estendere il mio personale ringraziamento a ciascuno di voi per il prezioso e insostituibile impegno che svolgete a favore della vita, nei vari contesti di provenienza.

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W. Zełaniec: “The Truth-Value of Norms”

Febbraio 13th, 2010 by Giampaolo Azzoni

L’amico Wojciech Zełaniec (Università di Gdañsk) mi ha inviato un suo interessante e recente saggio sul valore di verità delle norme: truth_value_o_norms.pdf

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Consenso o diniego alla donazione di organi sulla carta d’identità

Febbraio 11th, 2010 by Giampaolo Azzoni

La Senatrice Laura Bianconi ha proposto un importante emendamento all’art. 3 del DDL 1955: 

Dopo il comma 8, aggiungere, in fine, il seguente:

        «8-bis. All’articolo 3 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, dopo il secondo comma è inserito il seguente: »La carta d’identità deve altresì contenere l’indicazione del consenso ovvero del diniego della persona cui si riferisce a donare i propri organi in caso di morte».

Cronaca di “La Repubblica” (11.02.10): repubblica.pdf

Cronaca del “Corriere della Sera” (11.02.10): corriere.pdf

Articolo di Giuseppe Remuzzi (”Corriere della Sera”, 11.02.10): remuzzi.pdf

Cronaca de “La Stampa” (11.02.10): stampa.pdf

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S. Semplici: “Eutanasia: l’Italia non è la Scozia”

Febbraio 10th, 2010 by Giampaolo Azzoni

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In “Bene comune” Stefano Semplici ha pubblicato questo interessante articolo che prende spunto dal discorso di Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Scozia in visita “ad Limina Apostolorum” (5 febbraio 2010):

Eutanasia: l’Italia non è la Scozia

Stefano Semplici – 07/02/2010

Il disegno di legge sulla «assistenza di fine vita» che è all’attenzione del parlamento di Edimburgo è cosa completamente diversa da quello sulle «dichiarazioni anticipate di trattamento» che si discute in Italia. L’interpretazione delle parole rivolte dal Papa ai vescovi scozzesi in visita ad Limina non può che tenerne conto.

«Il sostegno all’eutanasia colpisce al cuore la concezione cristiana della dignità della vita umana. I recenti sviluppi in materia di etica medica e alcune delle pratiche promosse nel campo dell’embriologia destano grande preoccupazione. Se l’insegnamento della Chiesa è compromesso, anche leggermente (even slightly), in uno di tali settori, diventa poi difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in modo integrale». La lettura più corretta di questo severo richiamo di Benedetto XVI, almeno per quanto riguarda la frontiera della fine della vita, è senz’altro quella “contestuale”. Il Papa, in questo intervento del 5 febbraio, si rivolgeva ai vescovi scozzesi e il parlamento di Edimburgo sarà presto chiamato ad esprimersi su un disegno di legge che introdurrebbe l’eutanasia nel senso autentico del termine, ovvero la fornitura (provision) e/o la somministrazione (administration) dei «mezzi appropriati a mettere una persona in condizione di morire con dignità e con il minimo di sofferenza». Si tratta di consentire che un essere umano venga deliberatamente ucciso, con le clausole di salvaguardia che vengono abitualmente inserite in questo tipo di leggi per mantenere chiara la distinzione fra questa forma estrema di pietas e il puro e semplice omicidio: è necessario accertarsi che la richiesta sia un atto pienamente consapevole e volontario dell’interessato, libero da ogni influenza indebita (undue); è necessario, inoltre, che a questi requisiti soggettivi corrisponda l’estrema gravità di una sofferenza oggettivamente verificabile e rigorosamente limitata ai casi di una malattia terminale o di una disabilità fisica che renda impossibile una vita indipendente. È insomma di fronte al riconoscimento di un vero e proprio diritto ad essere uccisi – sia pure quando la vita diventa così difficile da sopportare e la morte, anche nel linguaggio comune, può apparire una liberazione – che il Papa richiama i pastori e i fedeli tutti «alla completa fedeltà al Magistero della Chiesa». Non è di questo, tuttavia, che si discute oggi in Italia e rimane dunque aperta l’interpretazione di questa sollecitazione ad un impegno forte per la difesa della vita e della sua dignità quando il vincolo della solidarietà si declina come responsabilità non di uccidere, ma semplicemente di lasciar morire. Perché la fine è comunque vicina e tutto ciò che si può ancora fare è lenire il dolore. Ma anche perché – ed è qui il nodo del conflitto – perché questo è quello che ci chiede o ci aveva chiesto chi soffre.
 Il Magistero della Chiesa ha riconosciuto da tempo che la difficoltà del giudizio morale, prima ancora di quella del legislatore, nasce dall’impossibilità di risolvere con un taglio netto il problema del rapporto fra tecnica e natura. Il concetto di “morte naturale” è ormai, con tutta evidenza, inutilizzabile. Non si tratta di lasciar fare alla natura, tanto è vero che la morte di una persona cara ci fa soffrire di più quando avviene improvvisamente e i medici arrivano troppo tardi e non possono fare nulla, nulla per opporsi appunto alla natura, ma di riconoscere il limite oltre il quale lo straordinario e benefico potere della scienza rischia di sfigurarsi in un tecnicismo «abusivo». Così si esprimeva la Dichiarazione sull’eutanasia proposta nel 1980 dalla Congregazione per la dottrina della fede, che proseguiva, coerentemente con la dottrina tomista sulla differenza fra la ragione speculativa e quella pratica e dunque con la consapevolezza che la seconda è sempre chiamata a modulare il principio nella concretezza delle situazioni, affidando la responsabilità delle decisioni, quando la complessità del vissuto fa sorgere dubbi e chiede la misura della saggezza e dell’umana comprensione, «in ultima analisi alla coscienza del malato o delle persone qualificate per parlare a nome suo, oppure anche dei medici». Ciascuno ha il dovere di curarsi, ma accettare la morte, magari anche rinunciando «ai mezzi messi a disposizione dalla medicina più avanzata» per non imporre «oneri troppo gravi alla famiglia o alla collettività», significa in fondo «semplice accettazione della condizione umana». L’alleanza terapeutica è il “luogo” nel quale costruire e verificare questa accettazione e questa alleanza è semplicemente tolta quando si toglie la coscienza del malato che può far sentire la sua voce e vuole che la sua voce sia ascoltata.
 Il riconoscimento da parte di tutti del paradigma del consenso informato ha messo definitivamente fuori corso un’altra logora polarizzazione, quella di disponibilità e indisponibilità della vita. Accettare che non si può imporre per legge un trattamento sanitario ad una persona che non lo vuole, anche se si tratta di un trattamento assolutamente ordinario e proporzionato, significa accettare che il limite dell’intervento di altri sul mio corpo, fosse pure a fin di bene, è appunto nella mia disponibilità. E nella mia disponibilità c’è dunque la scelta di lasciare che la morte arrivi prima di quanto sarebbe non solo possibile ma del tutto ragionevole – almeno agli occhi dei più – volere. Una volta ammesso questo, il principio dell’indisponibilità, anche “al di qua” della soglia dell’accanimento terapeutico, è perduto. Resta, quando si tratta non dell’espressione di una volontà attuale ma di una dichiarazione “ora per allora”, la necessità di una riflessione molto attenta e tendenzialmente cauta sui limiti entro i quali una legge potrà chiedere ad un medico di rispettare tale volontà, anziché fare il suo dovere. È una questione ovviamente di grande importanza. Ma è un’altra questione. Anche quando il confronto si stringe sul tema dell’alimentazione e dell’idratazione. Il Codice di deontologia approvato nel dicembre del 2006 già vieta senza equivoci al medico di «assumere iniziative costrittive» o di collaborare «a manovre coattive di nutrizione artificiale» nei confronti di una persona che, debitamente informata sulle conseguenze della sua decisione, comunque rifiuta volontariamente di nutrirsi. Questa semplice operazione di pulizia metodologica potrebbe allentare contrapposizioni artificiose e ridurre gli spazi dell’uso politicamente strumentale di questioni tanto delicate. Ci aiuterebbe soprattutto a superare l’equivoco che si stia parlando di eutanasia. A meno che non si voglia affermare che il principio del consenso informato ne è, in quanto tale, il cavallo di Troia…

Fonte della foto.

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On line il terzo numero del Giornale Critico di Storia delle Idee: “Il futuro negato, il futuro perduto e i futuri possibili”.

Febbraio 7th, 2010 by Giampaolo Azzoni

È on line il terzo numero del Giornale Critico di Storia delle Idee.
Il Giornale Critico di Storia delle Idee è una rivista semestrale diretta da Andrea Tagliapietra e Sebastiano Ghisu.

Il tema di questo numero: “Il futuro negato, il futuro perduto e i futuri possibili”.

Sommario:

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