L’identità civica dei cittadini dei Paesi europei è l’esito laico del dualismo cristiano apparentemente inconciliabile con il monismo islamico. I fondamenti di questa identità sono stati ridisegnati da Papa Benedetto XVI mediante alcuni discorsi memorabili. Attraverso queste sue riflessioni sui binomi fede-ragione e religione-amore, il Papa ha indicato le linee direttrici sulle quali è possibile una rivisitazione delle nozioni di laicità, libertà religiosa e diritto naturale, capace di universalizzare efficacemente alcuni elementi dell’identità civica europea e promuovere il dialogo interreligioso, con particolare attenzione alla tutela dei diritti umani e l’edificazione della pace.
In questo libro l’autore pone le basi scientifiche per un rinnovamento del diritto ecclesiastico europeo, chiamato sempre di più a diventare un vero e proprio diritto delle religioni.
Mercoledì 3 febbraio 2010 alle ore 18.00
presso la biblioteca “San Benedetto”
della Basilica di Santo Stefano
(via Santo Stefano 24 - Bologna)
verrà presentato il nuovo volume di
Libero Gerosa “L’identità laica dei cittadini europei”
Profili istituzionali del dialogo interreligioso
Rubbettino Editore, 2009
Ne discutono:
Prof. Giampaolo Azzoni
Ordinario di teoria generale del diritto nell’Università di Pavia
Prof. Carlo Altini
Direttore della Scuola di Alti Studi Filosofici del Collegio San Carlo di Modena
Introduce e modera:
Prof. Massimo Jasonni
Ordinario di diritto canonico nell’Università di Modena e Reggio Emilia
Lezione on-line di Martha C. Nussbaum sullo stesso tema.
Abstract: “Nussbaum argues that disgust has long been among the fundamental motivations of those who are fighting for legal discrimination against lesbian and gay citizens. When confronted with same-sex acts and relationships, she writes, they experience “a deep aversion akin to that inspired by bodily wastes, slimy insects, and spoiled food–and then cite that very reaction to justify a range of legal restrictions, from sodomy laws to bans on same-sex marriage.” Leon Kass, former head of President Bush’s President’s Council on Bioethics, even argues that this repugnance has an inherent “wisdom,” steering us away from destructive choices. Nussbaum believes that the politics of disgust must be confronted directly, for it contradicts the basic principle of the equality of all citizens under the law. “It says that the mere fact that you happen to make me want to vomit is reason enough for me to treat you as a social pariah, denying you some of your most basic entitlements as a citizen.” In its place she offers a “politics of humanity,” based not merely on respect, but something akin to love, an uplifting imaginative engagement with others, an active effort to see the world from their perspectives, as fellow human beings. Combining rigorous analysis of the leading constitutional cases with philosophical reflection about underlying concepts of privacy, respect, discrimination, and liberty, Nussbaum discusses issues ranging from non-discrimination and same-sex marriage to “public sex.” Recent landmark decisions suggest that the views of state and federal courts are shifting toward a humanity-centered vision, and Nussbaum’s powerful arguments will undoubtedly advance that cause.”
Ho espresso in un precedente post i miei dubbi sulle conclusioni della Commissione presieduta dal deputato André Gerin sul velo integrale.
Ora dal sito del Presidente Gérin l’intero Rapporto (658 pagine) è a disposizione: rapport.pdf
La commissione presieduta dal deputato del PCF (partito che è stato tra i più stalinisti in Europa) André Gerin sembra che si sia orientata (ma non all’unanimità) verso la raccomandazione di vietare il velo integrale in alcuni luoghi pubblici.
Ecco il video di “Remise à M. Bernard Accoyer, Président de l’Assemblée nationale, du rapport de la mission d’information sur la pratique du port du voile intégral sur le territoire national”.
Posso capire tale divieto qualora si tratti di proteggere una minore, ma mi sembra lesivo della libertà personale quando si tratti di una donna adulta (anche se so che molti la pensano diversamente e vedono in tale divieto un modo per proteggere la dignità delle donne).
Credo che lo Stato debba garantire l’exit dalle comunità non volute, non punire chi voglia consapevolmente vivere una certa cultura.
Insomma la Francia sembra proseguire sulla strada già segnata dalla legge contro l’ostentazione dei simboli religiosi in cui buone ragioni vengono attuate con pessimi mezzi.
Mi riconosco nelle parole del Presidente Barack Obama al Cairo lo scorso 4 giugno: “freedom in America is indivisible from the freedom to practice one’s religion. That is why there is a mosque in every state of our union, and over 1,200 mosques within our borders. That is why the U.S. government has gone to court to protect the right of women and girls to wear the hijab, and to punish those who would deny it”.
Come mi segnala l’amico e collega Vincenzo Pacillo, per quanto riguarda l’Italia, è molto equilibrata la sentenza (che condivido senz’altro) del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, 19 giugno 2008, n. 3076: “Simboli religiosi e divieto di utilizzo di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona”
La Winter School che si tiene al San Raffaele è una straordinaria occasione per tutti gli studiosi, a cominciare da dottorandi e giovani ricercatori, per incontrare e discutere con alcuni dei più importanti filosofi contemporanei: moltissimo spazio è lasciato alla discussione (le relazioni sono solo di 20′).
La Winter School è una iniziativa del “Centro di ricerca in Fenomenologia e Scienze della Persona” della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Il tema, di interesse per “analitici” e “continentali”, è quello della mente fenomenologica a partire dal libro di Shaun Gallagher e Dan Zahavi.
Sono molto interessanti, anche per il filosofo del diritto, diverse delle relazioni del IV Congresso della SISDiC dedicato agli impatti del diritto comunitario, i cui video sono segnalati dal bel blog della Associazione Italiana di Diritto Comparato.
E’ merito di Emanuele Marini (filosofo, teologo e poliglotta) se ogni studioso interessato può conoscere il pensiero di France Veber, quello che probabilmente è ancora il massimo filosofo sloveno.
Ecco un articolo di Marini in cui è esposta la riflessione di Veber più rilevante per la filosofia morale e la filosofia del diritto: veber.pdf
E qui la splendida tesi che Marini ha dedicato a Veber (Marini s’è dedicato alla Giurisprudenza, dopo essersi laureato in Filosofia, in Cattolica, e in Teologia alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale).
La legge è in dirittura d’arrivo (”Avvenire”, 22.10.2010): legge-dolore.pdf
Era stato approvato dalla Camera dei deputati il 16 settembre 2009 il Disegno di legge “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore”.
Ora si appresta ad essere approvato dal Senato; vedi articolo di “Repubblica” (8 dicembre 2009) con intervento di Carlo Alberto Redi e Massimo Allegri: redi-allegri.pdf
Ben 55 studiosi, appartenenti a tutte le discipline pertinenti (medicina, psicologia, etica, diritto, sociologia, farmacia,…) hanno partecipato a quello che, senza dubbio, è ad oggi, in Italia, il più significativo tentativo di comporre una riflessione sistematica, ma al tempo stesso operativa, sulla comunicazione della salute.
L’iniziativa si inserisce nelle attività della Fondazione Zoé che ha, nella comunicazione della salute, una delle sue principali aree di intervento.
Whereas in postmodernism, being was left in a free-floating fabric of emotional intensities, in contemporary culture the existence of the self is affirmed through the network itself. Kazys Varnelis discusses what this means for the democratic public sphere.
Il nuovo libro di Steven A. Long s’annuncia come molto interessante.
“From speculative theology to the exegesis of Aquinas, to contemporary North American philosophy and Catholic social and ethical thought, to the thought of Benedict XVI, this work argues the crucial importance of the proportionate natural end within the context of grace and supernatural beatitude. Read the rest of this entry »
Il termine/concetto di governance è emblematico di un passaggio e delle difficoltà di caratterizzare tale passaggio.
In questa prospettiva è utile il saggio di Alberto Andronico che, grazie alla sua cortesia, è qui disponibile: andronico.pdf
Esso riproduce con qualche variazione il saggio pubblicato in B. Montanari (a cura di), Luoghi della filosofia del diritto. Un manuale, Giappichelli, Torino, 2009, pp. 237-263.
Venerdì 29 gennaio ore 16 nell’Università di Pavia, l’Unione Giuristi Cattolici ha organizzato una conferenza su “Responsabilità medica e fine-vita: omicidio del consenziente, istigazione al suicidio, suicidio assistito e dichiarazioni anticipate di trattamento”.
Relatori i Proff. Ferrando Mantovani e Luciano Eusebi.
Un gruppo di docenti (primi firmatari Roberta De Monticelli, Carlo Penco e Ugo Perone) ha lanciato sul sito del “Phenomenology Lab” il seguente appello aperto ai commenti e alla sottoscrizione di quanti vogliano aderire:
”Un pericolo grande minaccia in questo momento la nostra comunità nazionale. Se ci arrischiamo a denunciarlo pubblicamente, in un modo e con mezzi che non sono quelli del nostro mestiere – e cioè la ricerca, la formazione e l’informazione – è perché non ci pare che ce ne sia ancora sufficiente consapevolezza. Scorgiamo segni di questo pericolo in alcune dichiarazioni pubbliche di esponenti politici, in particolare quelle che urtano manifestamente contro alcuni articoli della nostra Costituzione. Fin dal 1988 la Corte costituzionale ha detto in modo netto che “i principi supremi” della Carta non possono essere “sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale” e che i diritti inviolabili dell’uomo non sono “sopprimibili neanche dalla maggioranza e neanche dalla unanimità dei consociati” perché “patrimonio irretrattabile della persona umana”. Ignorare questi principi è rischiare la distruzione degli elementari presupposti etici o pre-politici di uno Stato di diritto.
“Il giudice Antonio Scarpa, del Tribunale di Salerno, ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto a una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1(SMA1). La coppia non aveva potuto accedere alle pratiche di procreazione medicalmente assistita perché la legge 40 del 2004 lo consente solo per casi di sterilità e di infertilità.”
Convegno su “Corpo, politica e territorio. Luoghi e non luoghi della corporeità”, promosso dal Centro Ricerche di Iconologia, Simbolica politica e del Sacro (C.R.I.S.I.S.)presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo: locandina-convegno-crisis-50-x-70.pdf
The Known Universe takes viewers from the Himalayas through our atmosphere and the inky black of space to the afterglow of the Big Bang. Every star, planet, and quasar seen in the film is possible because of the world’s most complete four-dimensional map of the universe, the Digital Universe Atlas that is maintained and updated by astrophysicists at the American Museum of Natural History. The new film, created by the Museum, is part of an exhibition, Visions of the Cosmos: From the Milky Ocean to an Evolving Universe, at the Rubin Museum of Art in Manhattan through May 2010.
Io stesso citavo questa sentenza in “Sanzioni per la violazione delle norme sul consenso informato”, in: Fondazione Zoé (ed.), “Comunicazione della salute: un manuale”, Milano, Raffaello Cortina, 2009, pp. 335-337. Qui versione online.
Grazie alla cortesia di Amedeo Santosuosso, ecco un suo articolo del 2002 (”Politica del diritto”, pp. 525-548) che tocca alcune tematiche ancora attualissime prendendo come punto di partenza le riflessioni di Hans Kelsen: santosuosso.pdf
Molto interessante il numero online Autumn-Winter 2009 del “Cardozo Electronic Law Bulletin” con diversi contributi dedicati a tematiche etiche e teorico-generali:
“Diritto comunitario e sistemi nazionali: pluralità delle fonti e unitarietà degli ordinamenti”, di Pier Giuseppe Monateri
“La problemática de los daños a la persona en el ordenamiento jurídico argentino”, Osvaldo R. Burgos
“El rayo”, Osvaldo R. Burgos
“I diritti dichiarati sul serio”, di Tommaso Edoardo Frosini
“Liability for Finanzial Misstatements and the “Non-speaking Actor” Dilemma,” di Nicola Brutti
“L’indisponibilità della vita: assolutizzazione del principio autonomistico e svuotamento della tutela penale della vita,” di Mauro Ronco
“La inscripción de la ley: discriminación y arbitrariedad constitutiva en la irrupción de una huella temporal”, di Osvaldo R. Burgos
“El problema del indio”, di José Carlos Mariátegui
“El dolor como daño resarcible”, di Santiago J. Rubinstein
E’ on-line il nuovo numero di “Biblioteca della libertà”, diretta da Pier Giuseppe Monateri.
Da segnalarsi l’articolo di Julian Savulescu “Human liberation: removing biological and psychological barriers to freedom” e l’articolo di Paolo Heritier “Democrazie liberali o società post-totalitarie? Per un ripensamento della nozione di libertà”.
I. Origine e contenuto essenziale di impossibilium nulla obligatio.
1. Il principio e la sua fortuna.
2. Il primo tipo di impossibilità: l’impossibilità logica.
3. Il caso prototipico: l’impossibilità di dare.
3.1 Impossibilità naturale / fisica.
3.2. Impossibilità giuridica relativa alla qualificazione giuridica di elementi della realtà.
4. L’impossibilità di facere.
5. L’impossibilità della condizione.
6. L’impossibilità sopravvenuta / successiva.
II. Oggettività e relatività dell’impossibilità.
1. L’oggettività dell’impossibilità.
2. La relatività dell’impossibilità.
Due casi nel dibattito contemporaneo.
III. Impossibilium nulla obligatio: l’applicazione a scelta, voto, obbedienza e matrimonio in Tommaso. 1. L’impossibile non è oggetto di scelta.
2. L’impossibile e il voto.
3. L’impossibile e l’obbedienza.
4. L’impossibile e il matrimonio.
IV. L’equivalenza di impossibilum nulla obligatio e del principio “dovere implica potere”.
1. L’equivalenza.
2. Ascrizione a Kant del principio “Sollen impliziert Können”, ma assenza dell’enunciato nei testi kantiani.
3. “Sollen impliziert Können” vs. “Du kannst, denn du sollst”.
4. Elementi testuali in Kant del principio “Du kannst, denn du sollst”.
V. Interpretazioni logiche ed epistemologiche di “dovere implica potere”.
1. Le relazioni possibili.
2. La relazione di presupposizione.
3. Interpretazioni epistemologiche.
VI. Caratterizzazione in logica deontica.
1. La soddisfacibilità come tratto necessario del concetto di norma presupposto in logica deontica.
2. Formalizzazione di “dovere implica potere”.
VII. Rilevanza di impossibilium nulla obligatio / “dovere implica potere” per la “Is-Ought Question”.
VIII. Il principio “dovere implica potere” vale quando fonti normative sono gli uomini, ma vale anche per i comandamenti di Dio? 1. Agostino vs. Pelagio e Celestio.
2. Lutero vs. Erasmo.
3. Giovanni Calvino vs. Albert Pighius.
IX. Attualità di impossibilium nulla obligatio.
1. Eccezioni al principio?
2. Affermazioni del principio.
2.1. Corte costituzionale.
2.2. Teoria della giustizia.
X. Impossibilium nulla obligatio quale principio antropologico.
1. Fremde Schwere in Rilke.
2. Die Eigenheitlichkeit in Husserl.
3. Suum cuique tribuere in Villey.