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Biopolitica e centralità della persona

Settembre 29th, 2008 by Giampaolo Azzoni

“In ogni parlamento oggi nel mondo si formulano leggi sulla bioetica, leggi improntate alla formulazione del biodiritto”, ma “dietro un tipo di legislazione in tema di biodiritto c’è anzitutto una concezione di fondo di carattere filosofico-politico e una conseguente scelta di campo”. E’ il presupposto attorno a cui si articola il Congresso internazionale promosso dalla Federazione Internazionale dei Centri ed Istituti di bioetica di ispirazione personalista (Fibip), in programma il 29 e 30 settembre, presso l’Università Cattolica di Roma (Centro Congressi, largo Francesco Vito 1). Il congresso, promosso in collaborazione con ilM Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, diretto dal prof. Adriano Pessina, sarà presieduto – informano i promotori - da mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita e fondatore del Centro e dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica, attivo da oltre 25 anni. Sullo sfondo dei lavori, la domanda su “come si deve muovere il potere politico e come deve articolare il suo intervento sulla vita, per rispettarla secondo principi di giustizia e di uguaglianza” e “se i regimi democratici di oggi abbiano mantenuto delle tendenze assolutistiche o siano disponibili a prendere una posizione di servizio”. La Fibip raccoglie 41 istituzioni, in rappresentanza di oltre 40 Paesi e di tutti i continenti.

Programma: depliant_fibip.pdf

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Una legge sulla fine vita: editoriale di Francesco D’Agostino

Settembre 28th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Pubblicato da “Avvenire” (25.09.08): dagostino.pdf

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Sent. n. 23676/2008 della Sezione Terza Civile della Cassazione: intervista a Mauro Ronco

Settembre 28th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Intervista al Prof. Mauro Ronco (”Avvenire”, 24.09.08): ronco.pdf

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What makes us human?

Settembre 26th, 2008 by Giampaolo Azzoni

“Human uniqueness: genome interactions with environment, behaviour and culture”: interessante articolo recente in “Nature Reviews Genetics” 9, 749-763 (October 2008).

Abstract:

What makes us human? Specialists in each discipline respond through the lens of their own expertise. In fact, ‘anthropogeny’ (explaining the origin of humans) requires a transdisciplinary approach that eschews such barriers. Here we take a genomic and genetic perspective towards molecular variation, explore systems analysis of gene expression and discuss an organ-systems approach. Rejecting any ‘genes versus environment’ dichotomy, we then consider genome interactions with environment, behaviour and culture, finally speculating that aspects of human uniqueness arose because of a primate evolutionary trend towards increasing and irreversible dependence on learned behaviours and culture — perhaps relaxing allowable thresholds for large-scale genomic diversity.

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Ethicomp 2008: relazione di Giampaolo Azzoni

Settembre 26th, 2008 by Giampaolo Azzoni

ethicom 2008 by you.

Dal 24 al 26 settembre 2008 s’è tenuta a Mantova l’edizione 2008 di Ethicomp dedicata a “Living, Working And Learning Beyond Technology”.

Nella foto sono (a destra) accanto agli organizzatori del Convegno; in particolare (da sinistra): i proff. Mariacarla Calzarossa, Simon Rogerson, Terrel Ward Bymun e Ivo de Lotto. 

Qui il sito del convegno.

Ho tenuto una relazione dedicata a “Social Media and Regulation”.

Ecco il testo: azzoni-testo-ethicomp.doc

Ed ecco la presentazione in powerpoint: azzoni-ethicomp-ppt.ppt

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Sent. n. 23676/2008 della Sezione Terza Civile della Cassazione: intervista a Luciano Eusebi

Settembre 22nd, 2008 by Giampaolo Azzoni

Intervista al Prof. Luciano Eusebi (”Avvenire”, 18.09.08): eusebi.pdf

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La Corte di Cassazione sul diritto di non curarsi e sull’attualità del consenso al rifiuto delle cure: sent. n. 23676/2008 della Sezione Terza Civile

Settembre 22nd, 2008 by Giampaolo Azzoni

Ecco il testo dell’importante Sentenza: cassazione-23676.pdf

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Congresso CEGA 2008: grazie al Collegio Borromeo, a tutti i relatori, gli organizzatori, i partecipanti

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 042 by Giampaolo azzoni.

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Congresso CEGA 2008: la relazione di Angelo Campodonico

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 104 by Giampaolo azzoni.

La sessione pomeridiana del 17 settembre è stata dedicata alla relazione del Prof. Angelo Campodonico su “Etica, metafisica, ontologia analitica”.

Qui il testo RIVISTO (versione del 22.09.08): campodonico-bis.doc

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Congresso CEGA 2008: la relazione di Roberto Gatti

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 101 by Giampaolo azzoni.

La sessione della mattina del 17 settembre è stata dedicata alla relazione del Prof. Roberto Gatti su “Etica, ontologia, politica”.

Nella foto il Prof. Roberto Gatti è con il Prof. Carmelo Vigna, Presidente del CEGA.

Qui una traccia (provvisoria) della relazione: gatti.doc

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Congresso CEGA 2008: la relazione di Paola Ricci Sindoni

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 086 by Giampaolo azzoni.

La sessione pomeridiana del 16 settembre è stata dedicata alla relazione della Prof. Paola Ricci Sindoni su “Ontologia, etica e defferenza di genere”.

Nella foto la Prof. Paola Ricci Sindoni è con il Prof. Antonio Da Re.

Qui una traccia (provvisoria) della relazione: ricci.doc

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Congresso CEGA 2008: la relazione di Ugo Perone

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 058 by Giampaolo azzoni.

La sessione della mattina del 16 settembre è stata dedicata alla relazione del Prof. Ugo Perone su “Etica, ontologia, temporalità”.

Nella foto il Prof. Ugo Perone è con il Prof. Francesco Totaro.

Qui una traccia (provvisoria) della relazione: perone.doc

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Congresso CEGA 2008: l’apertura

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 045 by Giampaolo azzoni.

Il Rettore dell’Almo Collegio Borromeo, don Ernesto Maggi, e il Direttore dell’Istituto Universitario di Studi Superiori, Prof. Roberto Schmid, si avviano ad aprire il Congresso.

Qui altre foto.

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Congresso CEGA 2008: Etica e ontologia

Settembre 19th, 2008 by Giampaolo Azzoni

foto CEGA 074 by Giampaolo azzoni.

Nello splendido contesto dell’Almo Collegio Borromeo, il 16 e il 17 settembre 2008 si è svolto il Congresso annuale del CEGA.

Qui altre foto.

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Bauman: restare se stessi in terra straniera

Settembre 14th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Articolo di “la Repubblica” (13.09.08): bauman.pdf

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Caso Englaro: la Procura generale di Milano chiede la sospensione del Decreto

Settembre 11th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Articolo di “Avvenire” (11.09.08): englaro.pdf

Testo del Decreto di cui la Procura chiede la sospensione.

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Morte cerebrale: articolo di Luigi Lorenzetti

Settembre 11th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Pubblicato su “Famiglia cristiana” (14.09.08): lorenzetti.pdf

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“Il telefonino, non la beneficenza può combattere la povertà”

Settembre 11th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Interessante articolo pubblicato su “la Repubblica” (11.09.08) su come la tecnica possa contribuire alla lotta alla povertà: telefonino.pdf

Mi sembra però deprecabile la contrapposizione con la beneficenza.

Sulla tema della povertà, mi permetto di rinviare al mio “Metafisica della povertà“.

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Gianni Vattimo su Richard Rorty

Settembre 11th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Articolo de “La Stampa” (11.09.08): vattimo.pdf

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AL COLLEGIO BORROMEO DA TUTTA ITALIA I GIOVANI FILOSOFI MORALI IN DIALOGO CON I MAESTRI DELLA DISCIPLINA

Settembre 11th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Si svolge nella cornice del Collegio Borromeo di Pavia martedì 16 e mercoledì 17 settembre 2008 il convegno annuale dal Centro di Etica Generale e Applicata sul tema “Etica e Ontologia”.

La forma del convegno è una novità nel panorama delle attività accademiche italiane: per ogni sessione, un docente “anziano” introduce mentre due “giovani” fanno da starter alla discussione. Dunque una sorta di seminario in continuo.

L’intento fondamentale è quello di far incontrare i giovani ricercatori italiani di filosofia morale e farli dialogare con i maestri della disciplina in un clima di alto valore scientifico.

Il tema generale è non solo di rilievo teorico, ma anche di attualità pratica. Infatti, discutere di “Etica e ontologia” significa porsi il problema di quale sia il fondamento dei valori che guidano le nostre decisioni.

La giornata di martedì 16 settembre nella sessione mattutina, che inizierà alle ore 9.30 presieduta dal prof. Francesco Totaro (Università di Milano), vedrà la relazione su “Etica, ontologia e temporalità” di Ugo Perone (Università del Piemonte Orientale). Discussants saranno i due giovani Sergio Labate e Giovanni Grandi.

La sessione pomeridiana, che inizierà alle ore 15.30 presieduta dal prof. Antonio da Re (Università di Padova), vedrà la relazione tenuta dalla prof.ssa Paola Ricci Sindoni (Università di Messina) sul tema “Etica, ontologia, differenza di genere”. Discussants saranno i due giovani Carla Canullo e Paolo Gomarasca.

La giornata di mercoledì 17 settembre nella sessione mattutina presieduta dal prof. Francesco Botturi (Università Cattolica di Milano) con inizio alle ore 9 verrà presentata la relazione “Etica, metafisica, ontologia analitica” di Angelo Campodonico (Università di Genova). Discussants saranno i due giovani Giacomo Samek Ludovici e Riccardo Fanciullacci.

La sessione pomeridiana presieduta dal prof. Giampaolo Azzoni (Università di Pavia) alle ore 15.30 chiuderà il convegno con la relazione tenuta dal prof. Roberto Gatti (Università di Perugia) sul tema “Etica, ontologia, politica”. Discussants: i due giovani Luigi Azzariti e Benedetta Giovanola.

La partecipazione è libera e aperta agli interessati.

Il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA), costituito nell’ambito delle attività dell’Almo Collegio Borromeo e presieduto dal prof. Carmelo Vigna dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, riferendosi alla grande tradizione metafisica occidentale, si propone di:

a) promuovere la diffusione della conoscenza scientifica dell’etica generaleapplicata;

b) costituire e rafforzare reti di ricerca e d’insegnamento dell’etica in ambito nazionale ed internazionale;

c) fornire e organizzare attività didattica per l’alta formazione nelle discipline etiche;

d) svolgere, organizzare o promuovere attività di ricerca nelle discipline etiche , anche con la partecipazione di soggetti esterni;

e) svolgere attività di promozione e diffusione della cultura etica.

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Sperimentazione sullo stato vegetativo

Settembre 5th, 2008 by Giampaolo Azzoni

“Avvenire” di oggi (05.09.08): riferisce di un’interessante sperimentazione che dovrebbe partire a Pavia per il miglioramento dello stato di coscienza delle persone in stato vegetativo o di minima coscienza persistente da più di sei mesi.

Ecco l’articolo di “Avvenire”: sperimentazione.pdf

Ho potuto esaminare il protocollo di sperimentazione e ritengo che la sperimentazione che intende avviare il Policlinico “San Matteo” di Pavia sia rilevante anche dal punto di vista etico.

Si tratta infatti di favorire una ripresa di contatto con l’ambiente circostante da parte di pazienti che, in seguito a trauma cranico grave e/o eventi cerebrovascolari maggiori, sono in stato vegetativo o di minima coscienza da oltre sei mesi. Infatti i progressi medici hanno consentito che un sempre maggior numero di persone sia guadagnato alla vita anche dopo un grave incidente, ma purtroppo sono ancora poche quelle che riescono ad avere un miglioramento della coscienza dopo la stabilizzazione del loro stato. La sperimentazione proposta è positiva eticamente perché considera pazienti di questo tipo come persone nella loro pienezza: persone che devono essere curate e che possono migliorare anche in quella dimensione relazionale che è costitutiva dell’umano.

Va segnalato poi che l’arruolamento di ogni paziente richiede il consenso informato (sempre revocabile) del proprio rappresentante legale (tutore o amministratore di sostegno), così come prevede la normativa internazionale più rigorosa. Si esclude la possibilità che tale consenso possa essere surrogato dalla decisione di un medico o dall’autorizzazione di un comitato etico. Dunque, anche sotto questo profilo i pazienti vengono considerati come persone portatrici di una dignità che nessuna autorità, seppure in buona fede e con le migliori intenzioni, può disconoscere.

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Morte cerebrale: intervista a Lucetta Scaraffia

Settembre 5th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Dopo l’articolo e la polemica suscita (vedi i post precedenti in questo Blog), intervista al “Giornale” (04.09.08): intervista.pdf

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Morte cerebrale: intervento di Giovanni Salmeri

Settembre 5th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Sul dibattito aperto dall’articolo di Lucetta Scaraffia, dopo l’intervento di Stefano Semplici e mio, ecco l’intervento di Giovanni Salmeri.

Ho trovato anzitutto abbastanza curioso che nell’attuale discussione innescata dall’articolo di Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano non si sia ricordato (almeno a mia conoscenza) che lo stesso identico problema era stato sollevato nel gennaio 2005 da Ernesto Galli della Loggia con un editoriale sul Corriere della Sera: qui è l’articolo. E le due risposte che ne seguirono: da parte dei cardinali Angelini e Tonini.

Certamente un piccolo confronto tra le due vicende può suggerire interessanti considerazioni sugli effetti “mediatici” delle notizie (un tentativo di discussione dello stesso identico problema viene percepito nel primo caso come una critica dello spirito laico alla Chiesa, nel secondo caso come esattamente il contrario!)

Più importante mi pare tuttavia notare come la vicenda dimostri almeno la perdurante attualità di un problema che è sostanzialmente irrisolto nel pensiero cristiano: vale a dire la sua difficile connessione con l’attuale visione scientifica del mondo. Quando commentando il dibattito di questi giorni si è fatto appello al carattere per così dire “trascendente” della morte in un’ottica cristiana, si è fatta senza dubbio un’osservazione utile e acuta, ma che costituisce in un certo senso una novità nel contesto della storia del cristianesimo: non riesco a pensare ad una sola epoca in cui la teologia abbia preteso di comprendere la morte in maniera differente da come sia il senso comune sia la medicina la interpretavano. Invocare qui il concetto di anima non cambia molto la situazione, perché esso influenza la comprensione empirica della morte solo per il suo aspetto naturalistico, che deriva da una tradizione di pensiero assolutamente estranea al cristianesimo. Insomma: non penso che la differenza rivendicata in questo campo sia molto diversa da quella che pacificamente si ammette quando si sottolinea che il “cielo” a cui è asceso Cristo non è il “cielo” di cui parlano gli astronomi: osservazione che pare ovvia e che tuttavia altrettanto ovviamente contraddice due millenni di tradizione cristiana (nonché una comprensione della resurrezione della carne alla quale finora nessuna più convincente è stata sostituita).

Credo che il complesso disagio che si prova derivi dall’incrocio di almeno due temi entrambi cruciali. Il primo è il rapporto della fede con la realtà: è lecito, anzi doveroso, chiedersi fino a che punto sganciare il pensiero cristiano da una qualsiasi interpretazione empirica del mondo sia un’opera di purificazione e fino a che punto sia invece la rinuncia a prendere sul serio la carnalità di una fede al cui centro c’è un “Verbo della vita” che è stato “ascoltato” e “toccato”. Il secondo è lo statuto filosofico della visione del mondo scientifica: è la fede che deve prendere le giuste distanze da essa, o piuttosto sono gli uomini che già le hanno prese, ormai subconsciamente sempre più diffidenti del fatto che la prodigiosa rete tecno-scientifica riesca a catturare un senso vivente dell’umanità che è elementarmente costituito di affetti e di calore? Una domanda molto vicina a quella che, in un mondo che al confronto ci pare quasi rurale, già sollevava Husserl parlando di crisi delle scienze europee.

Sarebbe bello se le polemiche di questi giorni, seppure iniziate in modo un po’ barcollante, conducessero a ripensare meglio all’una e all’altra cosa.

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Dialogo tra Carmelo Vigna e Francesco D’Agostino

Settembre 4th, 2008 by Giampaolo Azzoni

A proposito (ma non solo) del “Manifesto di bioetica democratica“:

1. l’intervento di Carmelo Vigna: “Sulla convenienza della “ragione pubblica” per una bioetica “democratica”: una amichevole interlocuzione con Francesco D’Agostino”: vigna.doc

2. la risposta di Francesco D’Agostino: “L’interlocuzione continua…”: dagostino.doc

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Morte cerebrale: intervento di Stefano Semplici

Settembre 4th, 2008 by Giampaolo Azzoni

 Sul dibattito aperto dall’articolo di Lucetta Scaraffia, ecco l’intervento di Stefano Semplici.

La questione non è ovviamente nuova.

Basta rileggere i contributi pubblicati quindici anni fa dalla Pontificia Accademia delle Scienze sul rapporto fra “morte cerebrale” e “morte umana” per cogliere un ventaglio di posizioni ben più ampio di quello che sembrerebbe riassumersi nel consolidato magistero della Chiesa in tema di trapianti. Penso in particolare, appunto in quel contesto, alle obiezioni di Seifert alla tesi che si possa considerare un “cadavere” un corpo che è ancora in grado di far crescere fino al parto una nuova vita.

Le difficoltà mi pare nascano, almeno per questo tipo di interrogativi, dalla incapacità di guardare davvero alla morte in termini di “passaggio”, cioè di un “processo” che non sempre consente di staccare con un taglio netto un prima e un dopo, soprattutto quando l’intervento della tecnica apre uno spazio che la natura non aveva previsto fra l’impossibilità del cervello di continuare a “far battere” il cuore e l’effettivo arresto delle funzioni cardiocircolatorie.
Mi ritrovo per questo nella posizione espressa da Viafora nella sua “Introduzione alla bioetica”. Intorno al criterio della morte della corteccia “e” del tronco encefalico si è rapidamente costruito un consenso che, pur non escludendo ulteriori approfondimenti su cosa si debba intendere per “morte”, ha permesso e permette di ricavare criteri certi di rispetto della dignità, dai quali consegue la “utilizzabilità” di parti di un corpo che per essere trapiantate devono essere ovviamente funzionanti, senza tuttavia che a quel corpo si possa continuare ad attribuire una vita “propria”.

Non mi pare davvero che sia opportuno e neppure fondato il proposito di mettere in questione una delle poche conclusioni condivise in materia di bioetica, ma devo anche aggiungere che non sono sicuro che fosse questo l’intento dell’articolo.

Il problema riguarda come sempre l’inizio della vita: accettare che un “organismo” possa essere trattato come morto quando il suo cervello non funziona più non significa accettare simmetricamente la tesi che un feto debba essere considerato “vita umana” solo dal momento in cui il suo cervello si è formato. In questo caso, infatti, è all’opera un principio unitario di sviluppo che guida quest’ultimo fin dal concepimento. Con tutte le questioni di “riconoscimento” che ne derivano.

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Morte cerebrale e trapianti: la posizione della Chiesa cattolica

Settembre 4th, 2008 by Giampaolo Azzoni

Rispetto alle recenti polemiche e’ opportuno ricordare il Discorso di Giovanni Paolo II al 18° Congresso Internazionale della Società dei Trapianti (29.08.2000):

“(…) esiste una sola “morte della persona”, consistente nella totale dis-integrazione di quel complesso unitario ed integrato che la persona in se stessa è, come conseguenza della separazione del principio vitale, o anima, della persona dalla sua corporeità. La morte della persona, intesa in questo senso radicale, è un evento che non può essere direttamente individuato da nessuna tecnica scientifica o metodica empirica.

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La sede del CEGA

Settembre 3rd, 2008 by Giampaolo Azzoni

Breve video sull’Almo Collegio Borromeo, sede del Centro di etica generale e applicata:

http://www.telepaviaweb.tv/portale/news/news_vedi3.php?numero=2219

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Il mistero della morte e le necessità degli uomini

Settembre 3rd, 2008 by Giampaolo Azzoni

L’articolo di Lucetta Scaraffia (”Osservatore Romano”, 03.09.08) sulla validità del criterio della morte cerebrale a 40 anni dalla sua definizione sta facendo molto discutere; qui l’articolo: scaraffia.pdf

Ecco di seguito un mio commento:

Il mistero della morte e le necessità degli uomini
Per i cristiani la morte presenta alcune caratteristiche che la rendono un mistero che può essere chiarito solo attingendo alle verità della fede.
Innanzitutto per i cristiani la morte terrena non è la fine della vita, ma piuttosto l’inizio di una nuova vita, anzi l’inizio della vera vita. Per questo il cristiano può provare nei riguardi della morte un desiderio simile a quello di san Paolo: “il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo” (vedi § 1011 del Catechismo).
In secondo luogo, è lo stesso concetto di morte ad essere un mistero. Infatti, per un cristiano si ha morte dell’uomo solo quando l’anima si separa dal corpo (§ 997 Catechismo). Non è dunque una questione di funzionalità di alcuni organi accertabile con gli strumenti della tecnica anche più evoluta. Nulla di più lontano dal cristianesimo è la visione materialistica della morte (o anche della vita). Ecco la ragione per cui una bioetica cristiana deve avere nell’anima il suo fondamento teorico e il suo orientamento fondamentale.
Ma, se la morte è separazione dell’anima dal corpo, è impossibile che una qualsiasi procedura umana (fosse pure fantascientifica) possa accertare realmente la morte. D’altra parte una comunità umana, per risolvere numerose e importanti questioni, deve raggiungere un consenso su quando considerare morta una persona.
Da qui devono venire due atteggiamenti operativi.
Il primo atteggiamento è quello di una umiltà nei confronti del mistero che la morte è. Non pensare che sia dato all’uomo di risolvere tale mistero e, quindi, avere la massima cautela verso ogni definizione di morte e la massima cura verso ogni singola persona morente.
Il secondo atteggiamento è quello di una grande apertura nei confronti della scienza e di una continua sollecitazione ad approfondire quando si ha morte secondo una prospettiva strettamente scientifica.
Infatti è proprio la cautela di fronte al mistero della morte che deve spingere i cristiani a rivolgersi agli scienziati per avere da loro l’indicazione non su che cosa sia la morte, ma sui segni che in maniera più sicura possono essere associati alla morte.
Ad oggi la quasi totalità della comunità scientifica è concorde che sia ragionevole associare la morte alla perdita irreversibile del sistema nervoso centrale (la c.d. “morte cerebrale”). Tale approccio è stato recepito nel diritto italiano dalla L. 578/1993 che all’art. 1 così definisce: “La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”. Il Decreto 582/1994 e il Decreto 11 aprile 2008 hanno poi introdotto una procedura molto rispettosa e garantista di accertamento della morte.
Vedere nella morte cerebrale il segno più certo della morte della persona è stato poi molto positivo per l’esercizio della solidarietà umana attraverso i trapianti. Infatti, potere intervenire una volta accertata la morte cerebrale consente di prelevare organi che possono essere ancora funzionali, mentre sarebbe compromessa la loro utilizzabilità se si considerasse necessaria la cessazione dell’attività cardio-circolatoria.
Ora mettere in discussione la validità del criterio della morte cerebrale senza quei due atteggiamenti operativi sopra richiamati (umiltà di fronte al mistero e apertura alla scienza) può essere pericoloso per i valori e le verità che i cristiani vogliono testimoniare.

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