Biopolitica e centralità della persona
Giampaolo Azzoni
“In ogni parlamento oggi nel mondo si formulano leggi sulla bioetica, leggi improntate alla formulazione del biodiritto”, ma “dietro un tipo di legislazione in tema di biodiritto c’è anzitutto una concezione di fondo di carattere filosofico-politico e una conseguente scelta di campo”. E’ il presupposto attorno a cui si articola il Congresso internazionale promosso dalla Federazione Internazionale dei Centri ed Istituti di bioetica di ispirazione personalista (Fibip), in programma il 29 e 30 settembre, presso l’Università Cattolica di Roma (Centro Congressi, largo Francesco Vito 1). Il congresso, promosso in collaborazione con ilM Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, diretto dal prof. Adriano Pessina, sarà presieduto – informano i promotori - da mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita e fondatore del Centro e dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica, attivo da oltre 25 anni. Sullo sfondo dei lavori, la domanda su “come si deve muovere il potere politico e come deve articolare il suo intervento sulla vita, per rispettarla secondo principi di giustizia e di uguaglianza” e “se i regimi democratici di oggi abbiano mantenuto delle tendenze assolutistiche o siano disponibili a prendere una posizione di servizio”. La Fibip raccoglie 41 istituzioni, in rappresentanza di oltre 40 Paesi e di tutti i continenti.
Programma: depliant_fibip.pdf
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