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da Avvenire del 27/9/2007- Bioetica e Pd: “Manifesto” con omissioni

Settembre 28th, 2007 by admin

… il documento elaborato … da un gruppo di intellettuali è animato da ottime intenzioni e buona volontà per superare le frizioni tra laici e cattolici, … di Francesco D’Agostino

Bioetica e Pd: “Manifesto” con omissioni

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Lettera a Francesco D’Agostino sulla bioetica, di Carmelo Vigna

Settembre 28th, 2007 by carmelo Vigna

Caro Francesco,

la “questione fondamentale” che poni merita sicuramente d’essere discussa. Oltre ad essere una questione fondamentale, è anche una questione preliminare. Se quel che dici è vero, allora il nostro manifesto è da buttare. Naturalmente io non lo penso, altrimenti non l’avrei firmato. Poiché la tua “questione fondamentale” merita d’essere discussa, è bene farlo subito. A caldo, come si suol dire.

Concedimi però una piccola premessa. Vorrei in primo luogo rammentare che il suggerimento metodologico di Rawls in una società multietnica e multiculturale, come oramai è anche quella italiana, diventa una sorta di via quasi obbligata, almeno per il fatto che non se ne è trovata finora una migliore. In secondo luogo, vorrei sottolineare che qui si tratta di una via pragmatica e non di una via propriamente “teorica o teoretica”. Non tende infatti quel metodo a stabilire “verità”, ma “consensi”, che permettano di convivere senza farci troppo male. In terzo luogo, avvertirei che non si chiedono qui rinunce sulle ragioni “sostantive”. Solo si chiede che esse siano adeguatamente argomentate con la ragione pubblica; è chiaro che in questo modo le ragioni sostantive (le mie, ma anche quelle dei miei interlocutori) rimarranno almeno in parte sullo sfondo; ma ciò avverrà perché ci troviamo appunto nell’ambito pubblico e pratico, e perché si ha di mira un bene “pubblico” superiore. Che può e deve restare distinto dal “bene comune”, se con questo ultimo termine si intende il vero bene di tutti (e non il bene oggetto di accordo pratico da parte di tutti i membri della comunità).

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4 brevi commenti al Manifesto “Una ragione pubblica per la bioetica”

Settembre 22nd, 2007 by Giampaolo Azzoni

1. Uno spirito positivo che condivido.
Il “Manifesto” è animato da uno spirito positivo che condivido: superare il “rigido schema ideologico” per cui una bioetica cattolica si dovrebbe contrapporre ad un bioetica laica.
Le modalità del superamento dovrebbero essere quelle di un dibattito civile a cui si accede attraverso un reciproco riconoscimento di dignità da parte di tutti i soggetti e l’impegno all’utilizzo di argomenti ragionevoli che possano produrre la massima condivisione possibile.

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Una ragione pubblica per la bioetica - manifesto per la bioetica

Settembre 21st, 2007 by autore

In Italia le questioni bioetiche sono fonte di profondi conflitti culturali e politici. Esse vengono affrontate seguendo un rigido schema ideologico, che contrappone «cattolici» e «laici» senza possibilità di mediazione: ogni tentativo in tal senso è tacciato di infedeltà dalle rispettive culture di appartenenza. Questa contrapposizione è documentata a livello culturale da diverse pubblicazioni e a livello politico dallo scontro, spesso trasversale rispetto agli schieramenti parlamentari, che caratterizza ogni tentativo legislativo di affrontare i problemi etici. Trattate in questo modo, le questioni bioetiche dividono costantemente le coscienze e i problemi più gravi restano spesso irrisolti, anche dopo la promulgazione di leggi apposite.

Questo documento intende proporre un diverso metodo per le questioni bioetiche. La proposta è rivolta anzitutto al nascente Partito Democratico, nel quale sembra oggi aprirsi lo spazio per una fruttuosa elaborazione culturale su queste questioni. La definizione di un metodo di discussione sui problemi inerenti la vita e la scienza è, infatti, un elemento decisivo di un’identità politica che intenda presentarsi come innovativa. Il documento si rivolge però anche ad altre culture e forze politiche, nell’intento di contribuire a superare contrapposizioni troppo rigide e costituire la base per interventi legislativi più ampiamente condivisi.

Occorre elaborare un punto di vista in grado di sostenere le scelte politiche e pubbliche sulle questioni bioetiche a partire da un terreno comune. Questo può essere costituito dall’idea di «ragione pubblica» e può trovare nel principio del rispetto per tutte le persone in quanto libere ed egualmente degne il nucleo portante delle argomentazioni.

Non si tratta di operare una difficile sintesi fra culture diverse o di cercare un compromesso fra tradizioni, bensì di porre le basi di una riflessione etica e politica sul bene che è la vita umana, nei contesti in cui è oggetto delle tecnologie biomediche.

Un consenso fra modi diversi di fondare le proprie opinioni morali può avvenire se si identificano gli scopi, il metodo e i contenuti minimi di una bioetica adeguata a un Paese democratico e avanzato.
Manifesto per la bioetica

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