CoSMo | Comparative Studies in Modernism è la rivista del Centro Studi “Arti della Modernità”. Vi sono raccolti i risultati più rilevanti delle riflessioni maturate nel corso dei seminari e delle giornate pubbliche che il Centro Studi promuove.
La rivista è strutturata in tre sezioni: Percorsi, Focus e Letture. Gli articoli sono pubblicati al termine di un processo di peer review, monitorato grazie alla piattaforma elettronica dell’Università di Torino.
La nostra rivista è nata dalla volontà di contrastare la crisi che sembra segnare oggi gli studi umanistici e letterari in Italia e in altri paesi Europei, incoraggiando un comparatismo che rompa i confini tradizionali tra i domini del sapere, per arrivare a una prospettiva generalista, europea, o ancor meglio transnazionale, dove i temi e le istanze proprie di questo o quell’ambito, di questa o quella circostanza storica possano essere condivise e trovare rispondenza in temi, istanze, forme, praticati in altri ambiti, in altre occasioni; e poi un comparatismo che instauri un dialogo fra campi diversi dell’espressione artistica e della riflessione filosofica e giurisprudenziale, soprattutto quelli che si sono affermati lungo l’intero Novecento. Ne dovrebbe scaturire, per tappe e tentativi consapevolmente parziali, una valutazione complessiva del fenomeno “moderno” e, insieme a questa, l’indicazione di nuovi sentieri da percorrere e terreni da scoprire, facendo interagire le innovazioni proposte da altri alle pratiche ed esperienze che la professionalità di ciascuno di noi è stata capace di sviluppare negli anni. Riteniamo che una visione culturale aperta al dialogo globale debba essere intellettualmente consapevole rispetto alla opportunità di ripensare, nell’ottica del loro positivo superamento, le impostazioni tradizionali che hanno fino ad oggi segnato confini rigidi tra le diverse discipline.
L’articolo di Piero Ostellino (sul “Corriere della Sera” del 6 gennaio 2013) merita di essere diffuso. Un solo commento critico: la burocrazia del redditometro non ha nulla da spartire con i funzionari feudali che erano prevalentemente mossi da un’idea di servizio alla comunità e al bene comune.
Il redditometro del dottor Stranamore
Fiori, animali, pentole: perché respingo l’invasione del Fisco
Se non servirà al Fisco per scovare redditi non denunciati, il nuovo redditometro pare, comunque, utile a far capire agli italiani da chi siamo amministrati e governati. Chi le paga ora sa che le sue tasse servono (anche) a mantenere una burocrazia che della propria funzione ha un’idea feudale. La democrazia liberale si sostanzia (anche) nella «società dei consumi». Ma la società che vuole chi governa è composta da famiglie che: vivono in case popolari; mangiano poco e male; comprano un capo d’abbigliamento ogni venti, trent’anni; viaggiano su un fac-simile della Trabant (l’auto dell’ex Germania comunista). Il redditometro, infatti, insegna che: a) la nostra burocrazia non è quella della «società dei consumi», ma è (ancora) quella del regime economicamente autarchico e politicamente autoritario sconfitto nel ‘45; b) il regime ideale di chi governa è una via di mezzo fra autoritarismo e totalitarismo.
Si tratta di “seminari ad alta quota”, in cui si cammina, si mangia e si conversa con esperti locali e abitanti del posto referenti di istituzioni di proprietà collettiva.
E’ uscito il n. 24 del NewsMagazine “Interstizi & Intersezioni”.
Qui di seguito il link: newsmagazine-n-24.pdf
Il numero si apre con un editoriale di Gianni Gasparini sull’anima dell’università.
Quindi seguono questi contributi:
1. Incontri
- Forum “L’Islam in Italia: verso quali direzioni?”, a cura di Francesco Mazzucotelli
(Francesco Mazzucotelli, Massimo Rizzi, Randa Ghazy)
- Gaetano Oliva, Convegno Artisticamente
2. Libri & Scritti
- Alida Airaghi, Memoria del limite di Luciano Manicardi
- Luca Pesenti, Uscire dalle crisi, a cura di Giancarlo Rovati
3. Arte & Comunicazione
- Gianni Gasparini, Decalogo, 1-10 di Krzystztof Kieslowski
4. Vita quotidiana
- Gianni Gasparini, Montserrat Figueras: in memoriam
Rubrica “Città (e luoghi) interstiziali”
- Giampaolo Nuvolati, Alla ricerca del silenzio: interstizi a New York
- Giampiero Comolli, Canarie: l’arcipelago interstiziale
Pubblicazioni recenti
A Pavia, giovedì 13 ottobre alle ore 21 in Aula del Quattrocento (Università), il filosofo del diritto Pietro Barcellona tratterrà del tema “La legge tra giustizia e amore”.
Programma: barcellona-13-ottobre.pdf
Dal blog della Fondazione Zoé, ecco un bel post di Carmelo Vigna:
Il tempo della famiglia è prima di tutto il tempo degli affetti e dei legami, perché la famiglia è prima di tutto il modo in cui gli esseri umani cominciano a legarsi profondamente tra di loro. Non sono gli unici legami, quelli della famiglia, s’intende. Ma sono i primi e quelli anche più radicati, perché passano non solo per l’anima, ma anche per il corpo. Diciamo solitamente che sono legami “naturali”. Ma non si fa famiglia se i legami “naturali” non diventano legami spirituali. Un essere umano non si lega ad un altro essere umano senza passare per la propria libertà. Ma cosa può legare una libertà? Solo ciò che è “amabile”, si deve rispondere, perché solo un oggetto d’amore muove un libero desiderio. Perciò i veri legami familiari dovrebbero essere legami d’amore. Cioè affetti. Solo questi sfuggono alla tenaglia della costrizione. Solo questi sono degni della nostra umanità. Il tempo della famiglia è il tempo di questi legami. Read the rest of this entry »
Le ultime elezioni amministrative e i referendum hanno un’importanza che va ben oltre i loro risultati pure se significativi. E va ben oltre anche il loro rilievo più ampiamente politico. Infatti, essi hanno rappresentato un ritorno sulla scena della società e della sua capacità di influenzare la politica. È finito un lungo periodo, durato almeno 10 anni, in cui sembrava essere provata la tesi attribuita alla Thatcher secondo cui “la società non esiste” in quanto ci sarebbero solo individui. Ora la società è tornata a farsi sentire: chi ha vinto lo ha fatto non grazie all’appoggio dei grandi partiti, ma sulla spinta di una moltitudine di iniziative dal basso. Certamente un ruolo centrale l’ha avuto Internet, ma non i mega-siti di informazione, bensì i social network come “Facebook” che hanno creato milioni di appelli e discussioni. E così i filmati più visti non sono stati quelli di qualche famosa agenzia pubblicitaria, ma quelli prodotti in modo spontaneo da persone che credevano in un certo progetto. I giovani poi hanno dato un contributo determinante perché queste tendenze si affermassero.
Credo che una autentica attenzione al bene comune debba partire da qui: sostenere questa domanda di partecipazione. Ciò non significa appoggiare questo o quello schieramento. Bensì comporta che, a tutti i livelli, si dia rilievo alla società e ai luoghi in cui le persone condividono una parte significativa della loro vita: le famiglie, le associazioni, le scuole, le imprese, i territori,… Si tratta di riportare sulla scena pubblica quelle “formazioni sociali” ove, secondo l’art. 2 della nostra Costituzione, si svolge la personalità di ognuno. Ciò corrisponde anche ad un modo europeo e in particolare italiano di concepire la politica: non solo una delega ad alcuni rappresentanti senza vincolo di mandato, ma anche, e soprattutto, un farsi carico della soluzione condivisa di problemi comuni. I periodi di grande fioritura del nostro Paese sono stati quelli in cui si sono sviluppate le virtù civiche e in cui la cittadinanza è stata intesa come impegno.
In questa prospettiva, occorre che lo Stato faccia qualche passo indietro o, meglio, sostenga la società come luogo di elaborazione ed intervento. È ciò che la dottrina sociale della Chiesa chiama “principio di sussidiarietà” affermando che contro tale principio “contrastano forme di accentramento, di burocratizzazione, di assistenzialismo, di presenza ingiustificata ed eccessiva dello Stato e dell’apparato pubblico”.
Il sesto numero di “GhislieriNews”, la newsletter del Collegio Ghislieri, è interamente dedicato a un bel ricordo dello scomparso prof. Vittorio Grevi ad opera del Rettore Prof. Andrea Belvedere.
A poco più di due mesi dall’ improvvisa scomparsa di Vittorio Grevi, sono lieto di pubblicare questo bel ricordo di Luciano Musselli, suo Collega di Facoltà:
Così ti ricordo Vittorio, passavo,
lasciato il lavoro, nelle lunghe sere d’estate
davanti alla Tua finestra il fine settimana
che tenevi quasi pudicamente dischiusa
perché un poco di fresco
entrasse, da quell’antico portico tra le lapidi
della nostra antica università,
per renderti più lieve il lavoro.
Ti scorgevo scrivere ancora a mano.
elegante nell’abito e nello spirito
con la tua chiara grafia d’altri tempi,
da antico professore
in una sapiente stratificata confusione
di fogli e di carte da cui, quasi magicamente,
nascevano i tuoi libri e articoli, simili a fiori improvvisi e perfetti,
per chi non sapeva quanto avessi lavorato per essi.
Eravamo soli in quei fine settimana
e il semplice saluto che ci scambiavamo
alle soglie della sera era il sigillo di operose giornate,
un momento di pace e di conforto,
come l’incontrarci talora con vecchi e giovani colleghi
verso le undici del mattino per un rapido caffè.
nel piccolo bar di fronte.
Ora passo ancora la sera e saluto soltanto
il tuo ricordo
dietro ad una finestra chiusa e spenta.
E’ on-line il nuovo numero di “Etica & Politica“, la bella rivista diretta da Pier Marrone.
Si tratta di un numero particolarmente ricco (450 pagine), articolato in tre sezioni monografiche:
1. Philosophical Anthropology: Historical Perspectives
2. Simposio: Documentalità
3. Simposio: Ragion pratica e sensibilità morale.
Completa il numero una quarta sezione di contributi vari.
Su “Le Scienze” di gennaio 2011, Piergiorgio Odifreddi scrive: “Oggi si ricorda Pascal quasi soltanto per i confusi Pensieri nei quali sprecò il suo talento”.
Verrebbe voglia di non comprare più “Le Scienze”.
Come gradito regalo di Natale è stato pubblicato il n. 20 di “Interstizi”, il news-magazine del “Gruppo Interstizi & Intersezioni” del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ possibile scaricarlo al link che segue: newsmagazine-interstizi-20.pdf
Contiene una riflessione a più voci sul significato odierno e i possibili sviluppi dell’idea di Interstizi; a questo Forum fanno seguito, data la contingenza temporale, una serie di brevi scritti ispirati al Natale. Concludono un pezzo sulla Mecca, una città che è quasi impossibile visitare per un non-islamico ma a cui ha potuto accedere un antropologo corrispondente del Gruppo, e una serie di fotografie interstiziali (tra cui quella pubblicata nel presente post).
Cordoglio del Presidente Napolitano per la scomparsa di Vittorio Grevi Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con commozione la notizia della improvvisa scomparsa di Vittorio Grevi, insigne giurista e studioso di procedura penale, autorevole analista delle più attuali e complesse questioni della giustizia, in un messaggio ha espresso i suoi sentimenti di profondo cordoglio alla moglie Marisa, al figlio Giovanni, ai famigliari e alla Università di Pavia cui ha dedicato la sua illuminata opera di docente: “Ne ricordiamo l’appassionato impegno a promuovere - anche con la sua intensa attività pubblicistica - il confronto più rigoroso e aperto sui temi relativi alla riforma del sistema giudiziario”.
Roma, 4 dicembre 2010
Il ricordo di Andrea Belvedere (”la Provincia pavese”, 5.12.10): belvedere.pdf
Il ricordo di Luigi Ferrarella (”Corriere della Sera”, 5.12.10): ferrarella.pdf
Il ricordo di Armando Spataro (”Il Fatto quotidiano”, 5.12.10): spataro.pdf
L’ultima intervista al Prof. Vittorio Grevi: Radio Radicale.
“Liber Novus - Il Libro rosso di Carl Gustav Jung. Giornata di studi”
Si svolgerà il 14 dicembre 2010, ore 10-12.30 e 14.30-16.00,
presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (piazza dell’Ateneo Nuovo 1, edificio U6, 4° piano aula Massa)
L’evento appartiene al ciclo di convegni “Il corpo dell’anima”.
Ingresso libero.
Pulse Room is an interactive installation featuring one to three hundred clear incandescent light bulbs, 300 W each and hung from a cable at a height of three metres. The bulbs are uniformly distributed over the exhibition room, filling it completely. An interface placed on a side of the room has a sensor that detects the heart rate of participants. When someone holds the interface, a computer detects his or her pulse and immediately sets off the closest bulb to flash at the exact rhythm of his or her heart. The moment the interface is released all the lights turn off briefly and the flashing sequence advances by one position down the queue, to the next bulb in the grid. Each time someone touches the interface a heart pattern is recorded and this is sent to the first bulb in the grid, pushing ahead all the existing recordings. At any given time the installation shows the recordings from the most recent participants.
Eccone un ricordo pubblicato in “Notizie filosofiche”:
Sabato 30 ottobre 2010, verso mezzogiorno, all’età di 62 anni è venuta a mancare Vanna Gessa Kurotschka, a causa di un tumore che non le ha lasciato scampo.
Vanna insegnava filosofia morale da ordinaria all’Università di Cagliari e di lei tutti ricordiamo l’energia ineguagliabile, nella scrittura filosofica, nell’organizzare eventi, in tutti gli aspetti del lavoro intellettuale e nei rapporti umani. Era inoltre una persona estremamente generosa, soprattutto con i più giovani.
Da sempre si era interessata di filosofia morale, lavorando su MacIntyre, poi sulla filosofia pratica tedesca moderna, sull’etica individuale e il suo nesso con la giustizia, su Vico, e di recente anche sulla consulenza filosofica, sulla soggettività, il corpo e l’immaginazione etica, oltre che su etica e neuroscienze.
Con lei scompare una delle figure più vitali del panorama filosofico italiano e una bellissima persona di cui sentiremo sempre la mancanza e che continueremo a ricordare.
Alessandro Ferrara, Elena Pulcini, Marina Calloni, Stefano Petrucciani, Virginio Marzocchi, Lucio Cortella, Walter Privitera, Seminario di Teoria Critica
“PER GIOCO, SUL SERIO”
Brescia, 30 ottobre - 1 novembre 2010
Tema del ritiro annuale 2010 sono le pratiche filosofiche e le esperienze relative agli ultimi anni. Il ritiro sarà l’occasione per rispondere alle seguenti domande e discuterne insieme. Le comunità di pratica: esistono? Come funzionano? Riescono a sporgere dal gruppo chiuso e avere una funzione civico/politica nel senso ampio del termine? Lo “stile di vita filosofico” può/deve includere una “cittadinanza filosofica”?
Per approfondimenti, informazioni e iscrizioni, scarica i file qui allegati.
E’ uscito l’interessante numero 1. di “Philosophical News“: una rivista online di filosofia, pubblicata in formato elettronico con cadenza semestrale.
Obiettivo della rivista è di favorire la ricerca e la riflessione con particolare attenzione al dibattito filosofico contemporaneo, in tutte le sue diverse manifestazioni culturali.
A tal fine il progetto intende privilegiare l’indagine su temi di stringente attualità.
La redazione pertanto sollecita in modo particolare contributi attinenti al dibattito filosofico attuale, siano essi di carattere teorico o storico.
I numeri, oltre ad essere composti da articoli e recensioni, ospitano anche interviste. Con ciò si vuole ribadire l’attenzione per l’attualità che contraddistingue il presente progetto editoriale.
Inoltre, al fine di favorire la discussione critica e l’interazione tra gli studiosi, la rivista offre anche la possibilità di ospitare resoconti di works in progress.