L. Battaglia, “Fraternità terrestri”
Giampaolo Azzoni

Grazie alla sua cortesia, sono lieto di rendere disponibile il saggio di Luisella Battaglia, “Fraternità terrestri”: fraternita-terrestri.pdf
In questo saggio si ritrovano alcuni dei temi della conferenza su “Uomo / animale: continuità / discontinuità” che Luisella Battaglia ha tenuto il 12 aprile 2010 presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia.
Ecco la conclusione del saggio:
“Manifestamente uomo e animale hanno in comune il nascere e il morire, il vivere, la fame, la sete, la paura, il piacere, il dolore. Ma l’animale – si afferma – è confinato al biologico, l’uomo vive nel simbolico. Per il filosofo le opposizioni più significative sembrano giocarsi tra la materia e lo spirito, il corpo e l’anima, la natura e la ragione, l’istinto e l’intelligenza, la necessità e la libertà, il grido e la parola. Sennonchè tali opposizioni – vere e proprie pietre di confine – sono in via di superamento grazie anche agli apporti dell’etologia cognitiva e della neurofisiologia comparata e attendono comunque di essere problematizzate e rivisitate.
Oggi che il problema della sofferenza animale s’impone alla coscienza come una questione ineludibile per la nostra stessa umanità, è forse venuto il momento di ritrovare il senso di una filantropia, come quella plutarchea, a cui nessun dolore è estraneo. Una parentela ci unisce a tutti gli esseri viventi che abitano con noi lo stesso mondo, respirano la nostra stessa aria, comunicano con noi con sguardi e gesti: ne deriva un dovere di affetto, solidarietà e compassione. Plutarco, che celebra la dolcezza come dote in cui si coniugano moderazione e giustizia, disegna un modello di uomo benevolo e saggio la cui filantropia si estende oltre le frontiere della specie.
Nell’idea di cosmopolis – casa comune di tutti gli abitanti della Terra – si delinea l’immagine di un nuovo umanesimo, capace di ritrovare le sue radici nell’humus: un umanesimo non arrogante che, anziché rinnegare la natura, veda in essa il terreno a partire dal quale l’uomo inventa la sua esistenza.”
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