Nell’eccellente collana “Biblioteca di Lex Naturalis” diretta da Franco Todescan, si segnala un importante libro di Elvio Ancona.
Via iudicii intende ricostruire la concezione tomistica del ragionamento giudiziale e la sua rilevanza per il dibattito metodologico contemporaneo.
Da un’attenta lettura dei testi tomistici di argomento giudiziario si evince infatti l’importanza della dialettica disputativa nella strutturazione del ragionamento che conduce al giudizio ed in particolare la centralità del suo ruolo in tre fasi cruciali della prassi giudiziale: l’individuazione dei principi comuni alle parti, il confronto e la valutazione delle rispettive tesi e l’accertamento dei fatti della causa.
In questo studio si mostra quindi come l’insegnamento tomistico permetta di cogliere la natura dialettica del ragionamento giudiziale, e nella misura in cui si può considerare il giudizio momento paradigmatico dell’esperienza giuridica, del ragionamento giuridico in quanto tale.
P. Becchi: “Lo sviluppo del diritto moderno. Il mito della legge semplice. Il processo di secolarizzazione ha davvero chiuso ogni porta alla trascendenza?”
In: “Osservatore Romano”, 10-11 aprile 2012.
Alla Facoltà teologica di Lugano si è tenuta una giornata di studio intitolata “Dio nelle costituzioni”. Uno dei relatori ha sintetizzato per il nostro giornale il suo intervento.
Il percorso che storicamente ha portato alla formazione dello Stato deve considerarsi strettamente intrecciato al più ampio fenomeno di disincantamento del mondo (Entzauberung der Welt) di cui parlava Max Weber. Con esso si intende quel processo di razionalizzazione che a partire dal Seicento ha coinvolto tutti gli ambiti dell’agire umano e che ha definito l’orizzonte della fondazione di un nuovo ordine scevro di elementi magico-sacrali e ritualistici, presentandosi, almeno in apparenza interamente laicizzato.
A tale processo epocale, non si sottrae il diritto: viene progressivamente eroso il consolidato sistema del ius commune, percepito come un ordine intrinsecamente valido, stabile e garantito, almeno idealmente, dalle istituzioni universali della res publica christiana, la Chiesa e l’Impero. Ma il processo di secolarizzazione ha davvero chiuso ogni porta alla trascendenza?
Ciò che intendo mostrare è come i testi giuridici della modernità, primo fra tutti il Codice civile come espressione del diritto civile borghese, siano il prodotto di una secolarizzazione che, in ultima istanza, non riesce a fare a meno di presentarsi in forme sacrali e di una legittimità che non riesce ad autolegittimarsi, e dunque ha bisogno di qualcosa che la trascenda. Read the rest of this entry »
«Il diritto canonico sotto il discernimento della fede - Forum di Diritto Canonico (Dies Academicus 2012)»
S.E.R. Mons. Antoni Stankiewicz, Decano della Rota Romana, «L’ermeneutica del diritto canonico e la creatività giuridica nell’interpretazione giudiziale (cann. 16 §3; 17-19)»
Prof. Piero Antonio Bonnet, «Diritto ecclesiale “in signo fidei”»
Dibattito tra i docenti e i dottorandi della Facoltà
“Veritas et Jus“: Semestrale Interdisciplinare al servizio del dialogo interreligioso e del diritto comparato delle religioni; realizzato da docenti, ricercatori ed esperti vicini all’Istituto internazionale di Diritto canonico e Diritto comparato delle religioni (DiReCom) della Facoltà di Teologia di Lugano; diretto da Libero Gerosa (Lugano), Silvio Ferrari (Milano) e Ludger Müller (Vienna).
21 novembre 2011 ore 17.30
AULA MAGNA della LUMSA, Libera Università Maria Ss. Assunta, Via della Traspontina, 21, 00193 Roma
Presentazione del terzo quaderno di “Veritas et Jus”.
Interverranno:
- Prof. Giuseppe Dalla Torre - Magnifico rettore della LUMSA – Roma
- S.E. Card. Stanislaw Rylko – Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici
- S.E. Mons. Juan Ignacio Arrieta – Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi
Benedetto XVI, il 22 settembre 2011, ha pronunciato al Bundestag tedesco quello che è senz’altro uno dei suoi più notevoli discorsi. Testo. Video.
Illustre Signor Presidente Federale!
Signor Presidente delBundestag!
Signora Cancelliere Federale!
Signora Presidente delBundesrat!
Signore e Signori Deputati!
È per me un onore e una gioia parlare davanti a questa Camera alta – davanti al Parlamento della mia Patria tedesca, che si riunisce qui come rappresentanza del popolo, eletta democraticamente, per lavorare per il bene della Repubblica Federale della Germania. Vorrei ringraziare il Signor Presidente delBundestagper il suo invito a tenere questo discorso, così come per le gentili parole di benvenuto e di apprezzamento con cui mi ha accolto. In questa ora mi rivolgo a Voi, stimati Signori e Signore – certamente anche come connazionale che si sa legato per tutta la vita alle sue origini e segue con partecipazione le vicende della Patria tedesca. Ma l’invito a tenere questo discorso è rivolto a me in quanto Papa, in quanto Vescovo di Roma, che porta la suprema responsabilità per la cristianità cattolica. Con ciò Voi riconoscete il ruolo che spetta alla Santa Sede qualepartnerall’interno della Comunità dei Popoli e degli Stati. In base a questa mia responsabilità internazionale vorrei proporVi alcune considerazioni sui fondamenti dello Stato liberale di diritto.
Presso l’editore CEDAM è stato pubblicato, per la cura di Franco Todescan e di Ottavio De Bertolis, l’interessante Libro secondo del “Trattato delle leggi e di Dio legislatore” di Francisco Suárez.
L’opera completa la precedente e mette a disposizione di un largo pubblico il testo italiano del De Legibus di Francisco Suárez aiutando a comprendere come le intuizioni del teologo e filosofo permettano di comprendere perchè un mondo variegato e complesso possa costituire un’unità coerente.
L’attualità di Suárez deriva dal fatto che offre ad ogni uomo, credente o no, una spiegazione soddisfacente della filosofia delle relazioni internazionali in un mondo multiculturale alla ricerca della sua unità.
Dal momento che dietro al diversità delle leggi, dovuta alle circostanze proprie ad ogni epoca, si trova il desiderio di ogni popolo di configurare la sua storia ad un ordine oggettivo che gli garantisca la pace, l’insieme delle nazioni è sottomesso ad un dinamismo che lo porta alla scoperta del vero, della libertà, del bene e della solidarietà.
Sono di Sergio Cotta le seguenti parole citate da Rino Fisichella: «Forse nessuna epoca meno della nostra ha saputo che cosa sia il diritto. È il comando del potere oppure la decisione dei giudici; una pluralità di ordinamenti chiusi oppure una unità sistematica; una prescrizione esteriore oppure comunitaria o, addirittura, interiore; l’imperativo della storia dello Spirito oppure dei rapporti di produzione?»
Ecco l’intero articolo di Rino Fisichella pubblicato da “Avvenire” il 26.09.2010:
In margine alla recente pubblicazione del saggio di Dario Antiseri “Laicità. Le sue radici, le sue ragioni” (Rubbettino, pagg. 86, euro 14), un testo che affronta alcuni temi-chiave della riflessione del filosofo cattolico (dalle funzioni dell’economia di mercato ai vantaggi e pericoli della globalizzazione, dal significato di laicità ai rapporti tra Europa e cristianesimo), “il Giornale” del 31.05.10 ha ospitato un dibattito tra lo stesso Antiseri e Carlo Lottieri- entrambi filosofi liberali - sulla questione del relativismo nei suoi rapporti con la fede e con la democrazia, altro «nodo» cruciale che si tenta di sciogliere nel saggio suddetto.
Un libro notevole e non facile quello di Antonio Incampo, filosofo del diritto nell’Università di Bari.
Solo quattro titoli, quanto mai essenziali e fondamentali, strutturano circa 330 pagine: Incipit; 1. Estetica; 2. Retorica; 3. Metafisica.
Seguono, nelle restanti 60 pagine, altri due titoli: Explicit 1. e Explicit 2., oltre ad una ricca bibliografia e un ottimo indice dei nomi
In quasi 400 pagine, 8 titoli in tutto: insomma, un paratesto più simile ad una raffinata opera di musica sperimentale che a una tipica monografia di filosofia del diritto.
E quella di Incampo è opera importante di filosofia del diritto in cui, nella luce della metafisica del processo, si toccano, in modo profondo ed originale, alcuni tra i problemi teorici più vivi implicati dal pensare il diritto.
Molteplici sono gli autori e le prospettive coinvolte: dalla metafisica di Aristotele alle contemporanee ricerche di deontica e pragmatica del linguaggio normativo, dalla logica dialettica di Hegel alla dottrina pura del diritto di Kelsen.
Molto di quanto scrive Antonio Incampo mi trova in accordo nella forma e nei contenuti. Non ultimo l’obiettivo del libro: “stabilire il primato della Metafisica. La Metafisica definisce i confini o, visti ancóra da un’altra angolazione, gli orizzoni più puri della decisione giuridica”.
Infatti come scrive Incampo, “La ragione giuridica, proprio quando l’irrazionalismo si affaccia prepotentemente alla nostra coscienza, riprende i fili della metafisica. Si fa strada l’idea di un diritto che è ben al di là della pura decisione del legislatore o del giudice che applica le leggi”.
Così mi sembra che si possa riassumere il senso del libro di Fulvio Di Blasi:
“Dopo una lunga fase storica il diritto è diventato altro da sé.
I miti della modernità giuridica hanno esaurito il loro contenuto di verità.
Si impone un ritorno al diritto che sia scienza dell’esperienza umana.”
Ed ecco l’indice:
Introduzione………………………………………………………………… III
Il mito del formalismo giuridico…………………………………….1
Sul perché del diritto
Qui giace la patria del diritto………………………………………..18
Sullo studio del diritto
I giuristi e il problema degli universali……………………….. 37
Sulle norme e i princìpi
Costituzione europea e radici cristiane………………………. 61
Sull’amicizia e il fondamento della comunità politica
Felicità e radici…………………………………………………………….78
Sul rapporto tra felicità e giustizia politica
Organicismo? Individualismo?……………………………………87
Sul bene comune e la democrazia
La grande ideologia dell’autonomia…………………………….92
Sul diritto naturale e la crisi della modernità
Sommario ragionato dei capitoli………………………………..107
I. Origine e contenuto essenziale di impossibilium nulla obligatio.
1. Il principio e la sua fortuna.
2. Il primo tipo di impossibilità: l’impossibilità logica.
3. Il caso prototipico: l’impossibilità di dare.
3.1 Impossibilità naturale / fisica.
3.2. Impossibilità giuridica relativa alla qualificazione giuridica di elementi della realtà.
4. L’impossibilità di facere.
5. L’impossibilità della condizione.
6. L’impossibilità sopravvenuta / successiva.
II. Oggettività e relatività dell’impossibilità.
1. L’oggettività dell’impossibilità.
2. La relatività dell’impossibilità.
Due casi nel dibattito contemporaneo.
III. Impossibilium nulla obligatio: l’applicazione a scelta, voto, obbedienza e matrimonio in Tommaso. 1. L’impossibile non è oggetto di scelta.
2. L’impossibile e il voto.
3. L’impossibile e l’obbedienza.
4. L’impossibile e il matrimonio.
IV. L’equivalenza di impossibilum nulla obligatio e del principio “dovere implica potere”.
1. L’equivalenza.
2. Ascrizione a Kant del principio “Sollen impliziert Können”, ma assenza dell’enunciato nei testi kantiani.
3. “Sollen impliziert Können” vs. “Du kannst, denn du sollst”.
4. Elementi testuali in Kant del principio “Du kannst, denn du sollst”.
V. Interpretazioni logiche ed epistemologiche di “dovere implica potere”.
1. Le relazioni possibili.
2. La relazione di presupposizione.
3. Interpretazioni epistemologiche.
VI. Caratterizzazione in logica deontica.
1. La soddisfacibilità come tratto necessario del concetto di norma presupposto in logica deontica.
2. Formalizzazione di “dovere implica potere”.
VII. Rilevanza di impossibilium nulla obligatio / “dovere implica potere” per la “Is-Ought Question”.
VIII. Il principio “dovere implica potere” vale quando fonti normative sono gli uomini, ma vale anche per i comandamenti di Dio? 1. Agostino vs. Pelagio e Celestio.
2. Lutero vs. Erasmo.
3. Giovanni Calvino vs. Albert Pighius.
IX. Attualità di impossibilium nulla obligatio.
1. Eccezioni al principio?
2. Affermazioni del principio.
2.1. Corte costituzionale.
2.2. Teoria della giustizia.
X. Impossibilium nulla obligatio quale principio antropologico.
1. Fremde Schwere in Rilke.
2. Die Eigenheitlichkeit in Husserl.
3. Suum cuique tribuere in Villey.
“Esiste, secondo Giovanni di Salisbury, anche una verità oggettiva e immutabile, la cui origine è in Dio, accessibile alla ragione umana e che riguarda l’agire pratico e sociale. Si tratta di un diritto naturale, al quale le leggi umane e le autorità politiche e religiose devono ispirarsi, affinché possano promuovere il bene comune. Questa legge naturale è caratterizzata da una proprietà che Giovanni chiama “equità”, cioè l’attribuzione a ogni persona dei suoi diritti. Da essa discendono precetti che sono legittimi presso tutti i popoli, e che non possono in nessun caso essere abrogati. È questa la tesi centrale del Polycraticus, il trattato di filosofia e di teologia politica, in cui Giovanni di Salisbury riflette sulle condizioni che rendono l’azione dei governanti giusta e consentita. “
In occasione del secondo anniversario della beatificazione di Antonio Rosmini (18 novembre 2007), Rovereto, sua città natale, ha voluto dedicargli un convegno internazionale: “Antonio Rosmini: diritto e diritti nelle “tre società””.
Le giornate di studio hanno voluto interrogare il pensiero filosofico-giuridico del filosofo roveretano, di cui la grande “Filosofia del Diritto” costituisce la più vasta e matura esposizione.
A partire da un confronto introduttivo sul diritto e i diritti nello Stato e nella Chiesa, i relatori, provenienti da diversi atenei, hanno approfondito le tre società rosminiane: la “società domestica”, la “società civile”, la “società teocratica”.
Ecco il programma:
Andrea Nicolussi: Rosmini e il diritto di famiglia
Diego Quaglioni: Diritto e diritti oggi tra Chiesa e Stato
Markus Krienke: Famiglia e sussidiarietà: un confronto tra la Filosofia del diritto di Rosmini e le Grundlinien der Philosophie des Rechts di Hegel
Nicola Ricci: La «prossimità» come fondamento delle relazioni umane nella filosofia morale di Rosmini
Giuseppe Goisis: Stato e società civile in Antonio Rosmini
Salvatore Muscolino: La difesa rosminiana del costituzionalismo
Michele Nicoletti: Etica, diritti e doveri nella società civile
Francesco Conigliaro: La società teocratica e le sue ragioni nel pensiero di Antonio Rosmini
Carlo Fantappié: Lo statuto giuridico dei fedeli nella società teocratica
Alberto Peratoner: La società teocratica in Rosmini, termine e condizione di un’ontologia del diritto
Presso l’editore Giappichelli, Stefano Violi ha pubblicato un libro importante: “Normatività e coscienza: contributo allo studio sulle obiezioni di coscienza nell’esperienza giuridica occidentale”.
Si tratta di un libro imprescindibile per chi voglia occuparsi di obiezione di coscienza, in quanto Violi propone una vera e propria archeologia della coscienza nella cultura giuridica occidentale.
Il “Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane” e la “Scuola di Studi Superiori G. Leopardi” organizzano un convegno su un tema centrale per l’etica: il rapporto tra natura e storicità.
Comitato scientifico-organizzativo: Francesco Totaro, Benedetta Giovanola, Clara Mandolini.
E’ stato pubblicato l’atteso documento della Commissione teologica internazionale sulla legge naturale.
Così viene sintetizzato da “La Civiltà cattolica” (n. 3814):
“Il documento della Commissione Teologica Internazionale si articola in cinque parti. La prima studia le convergenze delle diverse culture e tradizioni su alcuni tipi di comportamento umano. La seconda esamina la progressiva scoperta da parte di ogni persona, nel contesto familiare e sociale, di determinati valori fondamentali. La terza approfondisce i fondamenti filosofici e religiosi della legge naturale. La quarta esplicita come, nell’ordine politico, dalla legge naturale derivi il diritto naturale e da questo il diritto positivo. Infine la quinta afferma che la legge naturale acquista il suo senso pieno in Gesù Cristo e nella storia della salvezza. La conclusione è un invito al dialogo, in nome della ragione, per stabilire norme etiche che siano condivise da tutta la famiglia umana.”
Grazie alla cortesia di Enrico di Robilant, ecco il testo profondo e suggestivo che egli ha letto il 7 maggio 2008 nell’ambito del ciclo di conferenze dedicate alla domanda sull’attualità del diritto naturale: