
Gennaio 15th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
2013-01-15 Radio Vaticana
Era attesa in Gran Bretagna e dopo circa 7 anni è arrivata: si tratta della sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione ad una dipendente della British Airways a cui l’azienda aveva vietato di portare una croce al collo, perchè in contrasto con la filosofia della Compagnia impostata ad un’assoluta neutralità. Secondo i giudici è stato violato l’articolo 9 della Convenzione europea ovvero il diritto di “liberta’ di pensiero, coscienza e religione”. Gabriella Ceraso ha chiesto un parere a Monica Lugato professore ordinario di Diritto internazionale alla Lumsa:
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Marzo 23rd, 2012 by

Giampaolo Azzoni
Locandina: pensareladignita.pdf
Pensare la dignità umana
Paolo Becchi (Università di Genova)
La dignità umana e l’ordinamento giuridico italiano
martedì 27 marzo, h. 21
Giovanni Gasparini (Università Cattolica di Milano)
Dignità umana e bellezza
martedì 3 aprile, h. 21
Markus Krienke (Facoltà di Teologia di Lugano)
Dignità umana e bene comune
martedì 17 aprile, h. 21
Maria Zanichelli (Università di Parma)
Dignità umana e disabilità
martedì 8 maggio, h. 21
Jean-Luc Egger (giurilinguista e saggista, Berna)
Dignità umana e silenzio
martedì 15 maggio, h. 21
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Marzo 10th, 2012 by

Giampaolo Azzoni
Dopo l’articolo su “il Sole 24 Ore” a cui anch’io avevo aderito, ecco un interessante intervento di F. Coniglione su “il Riformista” (08.03.2012): coniglione.pdf
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Marzo 6th, 2012 by

Giampaolo Azzoni
Articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 2 marzo 2012: valore-legale.pdf
Siamo quattro docenti che hanno avuto la fortuna di lavorare per molti anni insieme a giovani selezionati esclusivamente in base al merito per percorsi formativi molto impegnativi. Giovani che sempre più spesso partono verso altri paesi, suggerendo che il problema dell’Italia è oggi non l’incapacità di formare “eccellenze”, quanto piuttosto quella di offrire loro la possibilità di realizzarsi e continuare a crescere. È proprio questa nostra esperienza che ci spinge a condividere una riflessione che ci sembra preliminare ad ogni ulteriore approfondimento.
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Febbraio 16th, 2012 by

Giampaolo Azzoni
Su “la Repubblica” (16.02.2012): agamben.pdf
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Dicembre 5th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
L’”Osservatore Romano” del 2 dicembre 2011 ha anticipato i seguenti stralci del saggio di Paolo Becchi “Risveglio di Dio e risveglio dell’uomo” in uscita sul fascicolo 66, n. 4 del bimestrale di cultura «Humanitas» (Brescia, Morcelliana).
(cfr. anche: Paolo Becchi, “Il ritorno di Dio”, in: “L’Ircocervo”, 2011 (1): becchi.pdf)
La religione è tornata protagonista sulla scena pubblica anche dove veniva considerata ormai in via di estinzione
Bisogna essere ciechi per non vedere un fenomeno che, cresciuto negli ultimi decenni forse un po’ in disordine, sta diventando una delle novità salienti del nuovo millennio: il ritorno della religione sulla scena pubblica. Per lungo tempo confinata nell’ambito privato della coscienza si era pensato che la religione, in quanto tale, sarebbe andata incontro al suo inarrestabile declino. Già Émile Durkheim aveva ritenuto che le religioni tradizionali sarebbero state rimpiazzate dalla religione dei diritti, e i sociologi degli anni Sessanta del secolo scorso parlavano di “eclisse del sacro”, pensando che mai più esso sarebbe tornato alla ribalta. Così non è stato. E l’eclisse si è rivelata per quella che astronomicamente è: un temporaneo oscuramento. Dio, insomma, non era morto: si era solo addormentato e ora assistiamo con stupore al suo vigoroso risveglio. Infatti, se è pur vero che il successo attuale delle Chiese cristiane è visibile soprattutto nelle religioni extraeuropee, sarebbe sbagliato misurare la persistenza europea del cristianesimo soltanto sulla base della regolarità con cui i credenti si recano in Chiesa. Anche se le Chiese alla domenica si stanno svuotando, c’è un cristianesimo diffuso che si palesa in occasione dei grandi eventi mediatici. Religione clericale o individualizzata? Né l’una, né l’altra singolarmente prese, ma un mix potenziato di entrambe.
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Dicembre 1st, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Locandina: programma-quali-valori-6-dicembre-2011-lugano-2.pdf
Organizzata dalla Facoltà di Teologia e dalla Cattedra Rosmini si terrà a Lugano una conferenza serale su: “Quali valori per il futuro della società? Il nuovo ruolo dei cristiani nel dibattito pubblico”.
L’affermazione che “le società europee del XXI secolo non potranno prescindere dai valori centrali del cristianesimo” ha oggi un largo consenso. Questa dichiarazione trovò espressione nel dibattito tra Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger nel 2004 a Monaco di Baviera che rappresentarono rispettivamente le voci laica e cattolica. Persiste tuttavia il nostro dubbio sul nuovo ruolo che i cristiani dovranno articolare: si ridurrà a una sorta di “fornitore di valori” imprescindibili per lo Stato liberale secolare o si articolerà come una significativa presenza di comunità religiosamente più vivaci? Nel dibattito con Habermas, l’allora cardinale Ratzinger delineò la seconda opzione dalla quale scaturiva poi la nuova visione della “società civile” di Benedetto XVI (Krienke). Per avere futuro, essa deve riscoprire e fortificare la sua vera dimensione umana, ossia definire il significato del vivere eticamente la “dignità umana” (Azzoni). Tale dimensione è stata fondamentalmente elaborata dal Concilio Vaticano II, di cui l’anno prossimo ricorderemo il 50° dell’apertura (Muscolino), delineando così i parametri fondamentali su come intendere la laicità come valore cristiano oggi (Pacillo).
Programma:
Martedì 6 dicembre 2011, ore 18.30, Facoltà di Teologia di Lugano, Aula Multiuso
Saluto: Prof. Dr. Azzolino Chiappini, Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano
Interventi:
Cristianesimo e società civile secondo Benedetto XVI, Prof. Dr. Markus Krienke (Professore di Etica sociale cristiana e di Dottrina sociale della Chiesa, Facoltà di Teologia di Lugano)
Dignità umana e autodeterminazione, Prof. Dr. Giampaolo Azzoni (Professore di Teoria generale del diritto e di biodiritto, Università degli Studi di Pavia)
Cristianesimo, democrazia e filosofia, Prof. Dr. Salvatore Muscolino (Professore di Filosofia politica, Università degli Studi di Palermo)
Valori non negoziabili e laicità dello Stato, Prof. Dr. Vincenzo Pacillo (Professore di Diritto ecclesiastico e delle religioni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Facoltà di Teologia di Lugano)
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Novembre 1st, 2011 by

Giampaolo Azzoni

E’ uscito il terzo numero di “Anthropologica. Annuario di studi filosofici” (2011).
E’ dedicato a: “La vita in questione. Potenziamento o compimento dell’essere umano?” ed è curato da Andrea Aguti.
“Anthropologica” è un annuario di filosofia legato alle attività di ricerca del Centro Studi Jacques Maritain che si propone un duplice obiettivo: la comprensione dei molteplici aspetti della cosiddetta “questione antropologica” e una riflessione che metta in luce il significato dell’umanesimo occidentale e delle radici culturali che lo sostengono.
Questo terzo numero affronta una tematica riconducibile all’ambito della “bioetica”: l’orizzonte problematico è quello di una trasformazione radicale della forma umana di vita che i progressi della scienza potrebbe indurre in un futuro non molto lontano. Per riflettere sul senso di questa trasformazione in questo volume ci si è concentrati sulle questioni antropologiche ed etiche racchiuse nei termini: “potenziamento” dell’essere umano e “miglioramento” della vita umana. Al vaglio dell’analisi vengono poste due opzioni alternative rispetto alla domanda di felicità che muove ciascun uomo: quella che scommette sulla realizzazione di una vita perfetta, capace di superare i limiti e le carenze della condizione umana e quella che si incammina lungo il percorso della vita compiuta, capace di favorire la fioritura della natura umana, riconoscendo anche nella sua fragilità una potenziale risorsa.
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Settembre 29th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

Mozione del Comitato scientifico del Centro di Studi Filosofici di Gallarate approvata nell’assemblea del 23 settembre 2011
Il Comitato scientifico del Centro di Studi Filosofici di Gallarate, riunito in assemblea nell’ambito del Convegno dedicato al tema “Nazione, stato e società civile: la filosofia e l’unità d’Italia”, esprime pieno consenso ai contenuti e allo spirito delle relazioni che hanno sviluppato il tema medesimo. Ne fa quindi motivo di riflessione attuale per un rilancio della democrazia nel nostro paese, in conformità ai principi fondamentali sanciti nella Costituzione italiana.
In un momento storico segnato da una divaricazione grave e preoccupante tra principi costituzionali e pratiche politiche che non rispettano la dignità e le esigenze dei cittadini e degradano la partecipazione popolare a strumento di un consenso sempre più manipolato, l’assemblea auspica l’assunzione di comportamenti all’altezza di un’etica pubblica consapevole del bene comune; si pronuncia inoltre a favore di riforme incisive – a partire dalle stesse procedure di elezione delle rappresentanze parlamentari – in grado di garantire e promuovere l’esercizio di una cittadinanza attiva e inclusiva.
I componenti dell’assemblea si impegnano pertanto a diffondere lo spirito di rigenerazione democratica e ad adoperarsi, sia come docenti sia come cittadini, nella traduzione efficace, in azioni coerenti e responsabili, dei principi personalisti e comunitari che animano la nostra Costituzione.
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Luglio 1st, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Dal sito “La Bussola quotidiana” un intervento di vivace polemica.
Il relativismo vintage di Rodotà
di Tommaso Scandroglio
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Giugno 24th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Il testo del mio editoriale per “Il Ticino” uscito oggi:
Le ultime elezioni amministrative e i referendum hanno un’importanza che va ben oltre i loro risultati pure se significativi. E va ben oltre anche il loro rilievo più ampiamente politico. Infatti, essi hanno rappresentato un ritorno sulla scena della società e della sua capacità di influenzare la politica. È finito un lungo periodo, durato almeno 10 anni, in cui sembrava essere provata la tesi attribuita alla Thatcher secondo cui “la società non esiste” in quanto ci sarebbero solo individui. Ora la società è tornata a farsi sentire: chi ha vinto lo ha fatto non grazie all’appoggio dei grandi partiti, ma sulla spinta di una moltitudine di iniziative dal basso. Certamente un ruolo centrale l’ha avuto Internet, ma non i mega-siti di informazione, bensì i social network come “Facebook” che hanno creato milioni di appelli e discussioni. E così i filmati più visti non sono stati quelli di qualche famosa agenzia pubblicitaria, ma quelli prodotti in modo spontaneo da persone che credevano in un certo progetto. I giovani poi hanno dato un contributo determinante perché queste tendenze si affermassero.
Credo che una autentica attenzione al bene comune debba partire da qui: sostenere questa domanda di partecipazione. Ciò non significa appoggiare questo o quello schieramento. Bensì comporta che, a tutti i livelli, si dia rilievo alla società e ai luoghi in cui le persone condividono una parte significativa della loro vita: le famiglie, le associazioni, le scuole, le imprese, i territori,… Si tratta di riportare sulla scena pubblica quelle “formazioni sociali” ove, secondo l’art. 2 della nostra Costituzione, si svolge la personalità di ognuno. Ciò corrisponde anche ad un modo europeo e in particolare italiano di concepire la politica: non solo una delega ad alcuni rappresentanti senza vincolo di mandato, ma anche, e soprattutto, un farsi carico della soluzione condivisa di problemi comuni. I periodi di grande fioritura del nostro Paese sono stati quelli in cui si sono sviluppate le virtù civiche e in cui la cittadinanza è stata intesa come impegno.
In questa prospettiva, occorre che lo Stato faccia qualche passo indietro o, meglio, sostenga la società come luogo di elaborazione ed intervento. È ciò che la dottrina sociale della Chiesa chiama “principio di sussidiarietà” affermando che contro tale principio “contrastano forme di accentramento, di burocratizzazione, di assistenzialismo, di presenza ingiustificata ed eccessiva dello Stato e dell’apparato pubblico”.
La prima pagine de “il Ticino” di oggi: 01-ticino-25_2011.pdf
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Giugno 3rd, 2011 by

Giampaolo Azzoni

Fanno tutti a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all’invasore. Ma quanti sono quelli che non sono arrivati? Muoiono giorno dopo giorno. Anno dopo anno. E i loro corpi finiscono nell’oblio delle coscienze, seppelliti in fondo al cimitero Mediterraneo. Mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti che sembrano a volte l’unico ponte rimasto tra le due rive. Da anni Fortress Europe cerca di documentare questa strage. I numeri parlano da soli. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 17.627 persone. Di cui 1.820 soltanto dall’inizio del 2011. Il dato è aggiornato al 2 giugno 2011 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 23 anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia. Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti un bel giorno per l’Europa e mai più tornati.
Un giorno a Lampedusa e a Zuwarah, a Evros e a Samos, a Las Palmas e a Motril saranno eretti dei sacrari con i nomi delle vittime di questi anni di repressione della libertà di movimento. E ai nostri nipoti non potremo neanche dire che non lo sapevamo.
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Marzo 19th, 2011 by

Giampaolo Azzoni
A distanza di pochi giorni due autorevoli sentenze hanno stabilito la legittimità dell’ostensione del Crocefisso in edifici pubblici.
(Nel presente blog vi sono altri post e materiali sul tema, è sufficiente cercare la parola ‘Crocefisso’.)
1.
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n. 5924 del 14.03.2011, s’è pronunciata (anche se -come si legge nella sentenza- in modo non incondizionato) sulla legittimità dell’ostensione del Crocefisso nelle aule dei tribunali.
Ecco la sentenza dal sito lexitalia: sez-unite-civili-sentenza-14-marzo-2011-n-5924.pdf
Ed ecco un comunicato di agenzia che sintetizza la questione:
Roma, 14 mar. (TMNews) - Le sezioni unite civili della Corte di cassazione hanno confermato la rimozione dall’ordine giudiziario di Luigi Tosti, il giudice di pace del tribunale di Camerino, sanzionato dal Csm con la perdita del posto per essersi rifiutato di tenere udienza a causa della presenza del Crocefisso nelle aule di giustizia italiane. Secondo la Suprema Corte - sentenza 5924 di oggi - è corretto il ‘verdetto’ disciplinare emesso dal Consiglio superiore della magistratura il 25 maggio 2010 che ha pronunciato la destituzione del giudice onorario.Nulla da fare, riporta il sito Cassazione.net, neppure sull’altra richiesta di Tosti. Infatti il simbolo ebraico accanto al Crocefisso non potrà essere esposto. Sul punto i giudici con l’ Ermellino hanno motivato che “è vero che sul piano teorico il principio di laicità è compatibile sia con un modello di equiparazione verso l’alto che consenta ad ogni soggetto di vedere rappresentati nei luoghi pubblici i simboli della propria religione, sia con un modello di equiparazione verso il basso”. “Tale scelta legislativa, però, presuppone - spiega ancora Piazza Cavour - che siano valutati una pluralità di profili, primi tra tutti la praticabilità concreta ed il bilanciamento tra l’esercizio della libertà religiosa da parte degli utenti di un luogo pubblico con l’analogo esercizio della libertà religiosa negativa da parte dell’ateo o del non credente, nonchè il bilanciamento tra garanzia del pluralismo e possibili conflitti tra una pluralità di identità religiose tra loro incompatibili”.Fra l’altro, l’esposizione del Crocefisso nei Palazzi di giustizia, e negli uffici pubblici, può non essere avvertito come un pericolo per la libertà religiosa di chi non è cristiano. “La presenza di un Crocefisso - scrive il Collegio esteso - può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa per tutti quelli che frequentano un’aula di giustizia per i più svariati motivi e non solo necessariamente per essere tali utenti dei cristiani, con la conseguenza” che il giudice Tosti non poteva “rifiutare la propria prestazione professionale solo perchè in altre aule di giustizia (rispetto a quella in cui egli operava, ndr.) era presente il Crocefisso”.
2.
Nella sentenza del 18 marzo 2011 sul caso Lautsi e altri c. Italia (ricorso n. 30814/06), la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso a maggioranza (quindici voti contro due) la:
Non violazione dell’articolo 2 del Protocollo no 1 (diritto all’istruzione) alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il caso riguardava la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche in Italia, incompatibile, secondo i ricorrenti, con l’obbligo dello Stato di rispettare, nell’esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e insegnamento, il diritto dei genitori di garantire ai propri figli un’educazione e un insegnamento conformi alle loro convinzioni religiose e filosofiche.
Ecco il comunicato stampa della Corte: comunicato.pdf
Ed ecco il link all’intera sentenza.
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Gennaio 16th, 2011 by

Giampaolo Azzoni

«Maschio e femmina li creò» si dice in Genesi, offrendo così delle parole attraverso cui pensare un’esperienza fondamentale: il nostro essere nel mondo uomini e donne. Ma la differenza sessuale non è solo un’esperienza fondamentale; è anche un’esperienza tra le più difficili da praticare: la storia della sua comprensione è infatti scandita da stereotipi che hanno ostacolato il suo essere un luogo di libertà e di riconoscimento reciproco. Oggi gli stereotipi che legittimano relazioni di dominio non sono venuti del tutto meno, né in Occidente, né nel resto del mondo; tuttavia il nostro tempo è caratterizzato dalla ‘libertà femminile’, che obbliga a parlare di un nuovo scenario. In questo nuovo scenario è urgente il bisogno di una riflessione etica e, ancor prima, antropologica sul senso della differenza sessuale, come dimostra la conflittualità o la competizione tra i sessi, che spesso diventa violenza. Ora, però, a compiere tale riflessione possiamo essere sia uomini sia donne, con le occasioni di ascolto reciproco e di scambio di punti di vista prima impossibili. Questo libro raccoglie contributi di filosofi e filosofe, psicoanalisti e psicoanaliste, teologi e teologhe, che riconoscono e restituiscono alla differenza sessuale la sua fondamentalità, cioè il suo essere una questione che un pensiero radicale dell’umano non può più aggirare.
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Gennaio 3rd, 2011 by

Giampaolo Azzoni
Interessante post di Ars Industrialis di Bernard Stiegler.
Le soin est au cœur de la nouvelle question économique et industrielle s’il est vrai que, comme l’indiquait l’un de nos séminaires, « économiser signifie prendre soin ».
La séance précédente d’Ars , préparée par l’atelier Techniques de soi , a montré qu’il n’est pas possible de questionner le soin – ce que l’on appelé aussi en anglais Care et en allemand die Sorge – en ignorant les pratiques et techniques de soi qui constituent les cultures et les civilisations, notamment celles de l’Antiquité, et qui forment l’horizon de la skholè et de l’otium.
C’est la technicité – et la facticité – de l’existence qui, comme situation d’ambivalence primordiale (celle que narre Hésiode dans la Théogonie quant au rapport des mortels au feu, ainsi que l’analysent Marcel Detienne et Jean-Pierre Vernant dans La cuisine du sacrifice, nef Gallimard 1979), impose de prendre soin (du feu et de ceux qui vivent dans le foyer). Il faut prendre soin, take care, parce que l’existence est « pharmacologique » : constituée par l’ambiguïté des pharmaka qui trament un monde et des relations entre ceux qui n’y vivent que dans cette mesure qui est une démesure (une violence).
Or, le développement contemporain – et fulgurant – des technologies relationnelles constitue un contexte absolument nouveau qui impose d’interroger explicitement la façon dont on peut et dont on doit aujourd’hui penser le rapport entre soin et relation, Donald Winnicott constituant sans doute ici une référence première – où l’objet transitionnel apparaît en outre comme le premier pharmakon.
C’est dans la suite de notre séance du mois de juin, consacrée aux techniques de soi, que nous accueillerons Frédéric Worms, auteur de “Le moment du soin”, PUF 2010. La séance sera introduite par Christian Fauré, et conclue par Bernard Stiegler.
Ainsi préparerons nous la séance qui sera elle-même consacrée aux technologies relationnelles, à l’écologie relationnelle et à l’économie relationnelle comme aspects majeurs de la question contemporaine du soin.
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Novembre 29th, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Relativamente al tema del valore giuridico della circolare ministeriale relativa ai registri comunali dei testamenti biologici, ricevo da Donatello Puliatti la nota che segue (e che volentieri pubblico):
Principio di sussidiarietà e circolare amministrativa in tema di legittimità dei registri dei testamenti biologici
Se della questione si inseguisse una soluzione univoca, certa, chiara, avalutativa e meramente formalistica fondata su norme giuridiche puntuali, probabilmente si registrerebbe un sonoro fallimento: oltre che con i problemi nascenti da una oggettiva e profonda complessità tecnica, ci si imbatterebbe anche con la mera constatazione dell’impossibilità di constatare i termini della questione in senso avalutativo.
E lo stesso deve però dirsi anche a proposito della fonte della questione.
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Novembre 22nd, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Secondo quanto si legge sui quotidiani, nella giornata del 19.11.2010 il Ministro della Salute Fazio, il Ministro del Welfare Sacconi e quello degli Interni Maroni, hanno emanato una circolare sui registri comunali dei testamenti biologici (vedi in fondo al post il testo). Secondo tale circolare “Non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime queste iniziative. Si potrebbe anzi ipotizzare, nel caso in cui si tenda attuarle, un uso distorto di risorse umane e finanziarie con eventuali, possibili responsabilità da parte di chi se ne è reso promotore. […] In base alla Costituzione spetta allo Stato e non ai comuni la materia del fine vita e quindi ogni iniziativa dei comuni in questo senso è priva di valore legale”.
Secondo la mia opinione, alla base della circolare ministerale vi è un paralogismo giuridico: infatti, è evidente che spetti allo Stato legiferare sul fine vita, ma è altrettanto evidente che una qualsivoglia dichiarazione di un soggetto (se autentica e attuale) non potrà non essere presa in considerazione.
In questo senso, sono d’accordo con quanto scrive Paolo Cendon:
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Novembre 21st, 2010 by

Giampaolo Azzoni

Segnalo un interessante incontro che si terrà il 29 novembre 2010 presso la Biblioteca della Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico del Dipartimento Cesare Beccaria dell’Università Statale di Milano con John Witte (Emory Law School) il quale si occuperà di simboli religiosi nello spazio pubblico negli Stati Uniti.
Programma: locandina.doc
Ecco la struttura della relazione:
1. Introduction: Constitutional Context
1st Am.: “Congress shall make no law respecting an establishment of religion”
2. Decalogue in Public Schools: Stone v. Graham, 449 US 39 (1980)
3. Creches in Private Parks: Lynch v. Donnelly, 465 U.S. 668 (1984)
4. Creches in County Courthouses: Allegheny County v. ACLU, 492 U.S. 573
(1989)
5. Crosses in State Capitols: Capital Square v. Pinette, 515 U.S. 753 (1995)
6. Decalogues in County Courthouses: McCreary County v. ACLU, 545 U.S. 844
(2005)
7. Decalogues in State Capitols: Van Orden v. Perry, 545 U.S. 677 (2005)
8. Decalogues in City Parks: Pleasant Grove v. Summum, 129 S. Ct. 1125 (2009)
9. Crosses in National Park: Salazar v. Buono, 559 U.S. __ (2010)
Cases can be read on http://www.scotusblog.com/
Su una tematica affine, mi permetto di segnalare il mio saggio:
“La duplice trascendenza del simbolo”, in: Edoardo Dieni / Alessandro Ferrari / Vincenzo Pacillo (eds.), “Symbolon / Diabolon: simboli, religioni, diritti nell’Europa multiculturale”, Bologna, il Mulino, 2005, pp. 27-36. Testo online.
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Settembre 23rd, 2010 by

Giampaolo Azzoni

Attorno alla questione del velo, dal n. 371 di “Art Press” un interessante articolo di Houria Abdelouahed su “l’érotique d’un voile”.
« Vous êtes un habit (libâs) pour elles et elles sont un habit pour vous » (Coran 2 :187).
Deux corps étendus ou enroulés l’un sur l’autre jouissent dans la rencontre charnelle et sexuelle. Telle est l’interprétation des deux grands exégètes : Tabarî (9e siècle) et Râzî (13e siècle) qui insistent, dans leur commentaire de ce verset, sur la dimension érotique de la peau. La peau de l’un, écrivent-ils, devient un habit (ou une vêture dans la traduction de Jacques Berque de ce verset) pour l’autre. Le terme arabe est libâs, de la même racine que iltibâs (confusion), tant il est vrai que la rencontre sexuelle va de pair avec la perte des limites.
Ainsi, le texte sacré, pour exprimer la jouissance de deux êtres sexués, choisit la métaphore d’une vêture (ou habit). Or, c’est cette objectivation du libâs (habit, vêtement) qui vient aujourd’hui symptomatiquement (sous la forme du voile) habiter l’espace politique et social. Non seulement, cette objectivation renforce la hiérarchie et la répartition des tâches entre les hommes et les femmes de la culture arabo-musulmane, mais elle condamne également les ressources poétiques de la langue (en sonnant le glas du sexuel infantile où se ressource tout travail de métaphore), ainsi que l’idée même de l’humain comme étant ce semblable qui réfléchit ma propre totalité.
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Settembre 12th, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Al Festival dei Saperi di Pavia il 12.09.10 ho presentato il dialogo di Vittorio Dan Segre e di Giovanni Giudici sul tema della libertà spirituale.
Ecco la traccia che ho utilizzato: liberta-spirituale-traccia.pdf
La libertà spirituale: una introduzione.
Non è un caso che un festival dedicato alle libertà si concluda con la libertà spirituale, la libertà dello spirito, la libertà interiore.
In filosofia si parla di scienze dello spirito, Geisteswissenschaften, contrapposte a scienze della natura, Naturwissenschaften: mentre le scienze della natura indagano fenomeni che sono legati da nessi causali, le scienze dello spirito indagano fenomeni in cui entra in gioco la libertà.
Libertà e spirito sono dunque strettamente connessi: lo spirito è l’essenzialmente libero.
Ecco quindi che gli uomini - e solo gli uomini - hanno una storia in senso proprio, cioè in quanto attuarsi delle loro scelte.
Dunque v’è un legame stretto non solo tra libertà e spirito, ma tra libertà, spirito e uomo. Una sorta di trinità antropologica che come la trinità divina fa vedere tre modi distinti di una medesima realtà.
La libertà spirituale è un fatto che riguarda ogni uomo e ne definisce la stessa dignità. La forma tipica della libertà spirituale propria dell’uomo è la sua libertà di coscienza. Proprio perché ne definisce la stessa dignità, la libertà spirituale non può mai essere interamente cancellata: anche l’uomo in catene può conservare una qualche libertà spirituale, ad es. la libertà di dire no. Tanti santi e eroi hanno mostrato questa libertà.
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Maggio 15th, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Intervista di Carlo Cardia a “L’Osservatore romano” (06.05.10): cardia.pdf
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Aprile 17th, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Sono sostanzialmente d’accordo con quanto deciso dalla Corte Costituzionale in merito alla legittimità dell’attuale normativa che non consente alle coppie omosessuali di sposarsi.
Mi sembra infatti una sentenza assai equlibrata: esclude che il matrimonio di cui parla la Costituzione possa essere quello omosessuale, ma al tempo stesso chiama a regolare le unioni omosessuali quando hanno un sufficiente grado di stabilità in quanto “formazioni sociali” ex art. 2 della Cost.
Ecco il passaggio chiave che sottoscriverei:
“L’art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri. Si deve escludere, tuttavia, che l’aspirazione a tale riconoscimento – che necessariamente postula una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri dei componenti della coppia – possa essere realizzata soltanto attraverso una equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio.”
Qui il testo della sentenza.
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Aprile 3rd, 2010 by

Giampaolo Azzoni

Sulla questione del velo integrale è intervenuto il Conseil d’État con un parere animato di buon senso e rispetto del diritto.
A fondamento del parere v’è il seguente assunto: SEULE LA SECURITE PUBLIQUE, COMPOSANTE DE L’ORDRE PUBLIC, ET L’EXIGENCE DE LUTTE CONTRE LA FRAUDE POURRAIENT FONDER UNE INTERDICTION, MAIS UNIQUEMENT DANS DES CIRCONSTANCES PARTICULIERES DE TEMPS ET DE LIEUX.
Purtroppo alcuni politici hanno già dichiarato che il parere non è vincolante e che è più opportuno rispettare le conclusioni della commissione Gérin (deputato del Partito Comunista Francese, già tra i più stalinisti d’Europa).
Ecco l’intero interessante rapporto: etude-consel-etat.pdf
Ed ecco la sintesi in in termini di domande e risposte: fiche_questions_complete.pdf
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Gennaio 14th, 2010 by

Giampaolo Azzoni
Articolo di “Europa” (14.01.10): mordacci.pdf
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