
Maggio 7th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
Sabato 11 maggio 2013 si terrà nell’Aula Magna del Comparto San Geminiano, a Modena, un convegno dedicato al tema degli embrioni crionconservati.
Ecco il programma: embrioni-crioconservati.pdf

La conservazione degli embrioni mediante congelamento è largamente utilizzata, quando questi non possano essere immediatamente impiantati in utero o si vogliano riservare per eventuali esiti negativi di precedenti tentativi di impianto. Il destino di questi embrioni interroga tecnici, medici e giuristi, anche perché le legislazioni di molti Paesi ne consente la produzione in gran numero. Molti di essi restano di fatto inutilizzati e abbandonati dai genitori nel congelatore. Si pongono così scottanti problemi etici. Congelamento e scongelamento sono di per sé processi rischiosi per l’integrità dell’embrione. Anche quelli biologicamente impiantabili non di rado vengono rifiutati per motivi eugenetici. Nel mondo decine di migliaia di embrioni sono destinati alla distruzione dopo determinati periodi o avviati ad usi strumentali, come la produzione di cellule staminali pluripotenti o altre ricerche scientifiche. Questi usi, in una prospettiva personalista contraddicono alla dignità di essere umano dell’embrione. Si prospettano allora due possibilità: lasciare ‘morire in pace’ gli embrioni scongelandoli (ritenendo non obbligatorio il processo crioconservativo) o, invece, dare loro una speranza di vita, consentendone una adozione prenatale, d’accordo con la madre naturale. Questa adozione in utero, certamente lodevole
nell’intenzione di rispetto e difesa della vita umana, solleva tuttavia varie obiezioni: l’indiretta promozione della fecondazione artificiale e della crioconservazione, il rischio eugenetico, i problemi psicologici per i diversi protagonisti, ecc. Il ché imporrebbe in ogni caso una saggia ponderazione.
L’attualità del tema ha sollecitato Cultura e Vita a farne oggetto di un Convegno che rappresenta un confronto tra biologi, ostetrici, giuristi e bioeticisti. Può essere una occasione per approfondire realtà e problemi, senza correre il rischio di semplificazioni, fughe in avanti o incomprensioni.
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Aprile 28th, 2013 by

Giampaolo Azzoni

Il corso di quest’anno ha come simbolo-guida Athena, la dea che ha istituito il giusto processo, basato su contraddittorio e terzietà del giudice, superando la vendetta e marcando così il passaggio tra pre-diritto e diritto (cfr. Eumenidi, vv. 470 ss.).
Athena, la dea dagli occhi glauchi, del colore del cielo e degli ulivi, che combatte preferendo l’intelligenza alla violenza, che protegge gli uomini nobili prudenti coraggiosi aborrendo quelli posseduti dall’ira e dalle cieche passioni.
Platone in Cratilo (407 a-c) conferma l’associazione di Athena all’intelletto e all’intelligenza che emergerebbe anche nell’etimologia del nome: “è verosimile che colui che ha stabilito i nomi” abbia voluto nel nome Athena significare “theoû nóesis, il pensiero di dio, come se dicesse che essa è ha theonóa, l’intelligenza divina”. Ancora più suggestiva è l’ipotesi formulata da Platone secondo cui colui che ha stabilito i nomi “volesse chiamarla Ethonóe, come se questa dea fosse en tôi éthei nóesis, l’intelligenza nel costume, l’intelligenza etica”.
Ai fini di un corso di Teoria generale del diritto, è da segnalare poi che Athena è maestra nella tessitura, l’arte di collegare con abilità e pazienza.
Come efficacemente scrive Giulio Guidorizzi, Athena “è in sostanza una divinità civilizzatrice, che accompagna gli uomini verso forme superiori di cultura: fu lei a favorire la costruzione della prima nave che abbia solcato i mari, Argo, su cui si imbarcò Giasone con i suoi compagni; è lei che ispira e protegge artisti, orefici e vasai” (Il mito greco. Gli dèi, Mondadori, 2009, p. 594).
Syllabus (aggiornato al 16.05.2013): tgd-syllabus-1213-31.pdf
Calendario del ciclo di incontri su “Diritto e Letteratura”: link
Presentazione del corso (26.02.2013): corso-tgd-presentazione-26022013.pdf
Immagini della giustizia (26.02.2013): immagini-della-giustizia-tgd-2013.pdf
Quattro presupposti pragmatici della modernità giuridica (04.03.2013): quattro-presupposti-pragmatici-della-modernita.pdf
Alle origini di post-modernità e relativismo (05.03.2013): postmodernita-e-relativismo.pdf
“Lex aeterna e lex naturalis: attualità di una distinzione concettuale”: lex-aeterna.pdf
“Natura e storicità nel rapporto tra lex aeterna e lex naturalis”: link
“Dignità umana e diritto privato”: dignita-umana-seconde-bozze.pdf
Luigi Azzariti-Fumaroli, “Friedrich Dürrenmatt o l’impossibilità della giustizia”: friedrich-durrenmatt-150513.pdf
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Marzo 28th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
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Marzo 25th, 2013 by

Giampaolo Azzoni

DIRITTO E LETTERATURA
Locandina: dirittoletteratura_locandina.pdf
Mercoledì 8 maggio 2013, h. 21
MARIA PAOLA MITTICA (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
Il canto e le leggi
Lunedì 13 maggio 2013, h. 18
CRISTINA COSTANTINI (Università degli Studi di Bergamo)
The Equitable Joke: figure dickensiane, testualizzazioni spaziali e strutture narrative del Common Law inglese
Mercoledì 15 maggio 2013, h. 14 (Aula G1, Palazzo S. Tommaso)
GIAMPAOLO AZZONI (Università degli Studi di Pavia)
Peter Handke e lo stile del diritto
Mercoledì 15 maggio 2013, h. 21
LUIGI AZZARITI-FUMAROLI (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli)
Friedrich Dürrenmatt o l’impossibilità della giustizia
Lunedì 20 maggio 2013, h. 18
GIULIO MARIA CHIODI (Università degli Studi dell’Insubria)
Momenti dell’epos pre-giuridico
Martedì 21 maggio 2013, h. 21
FABRIZIO SCIACCA (Università degli Studi di Catania)
Metafore della normatività e problemi filosofici in Franz Kafka
Tutti gli incontri (tranne il terzo) si svolgono presso l’Almo Collegio Borromeo.
Su richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
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Marzo 25th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
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Marzo 25th, 2013 by

Giampaolo Azzoni

The past few decades in legal and literary studies have challenged the boundaries raised by the different concepts of law and literature espoused by a great variety of theorists. Law’s traditionally assumed disciplinary autonomy has been challenged by those who have pursued interdisciplinary methods of research. In particular, the concept of the sublime has moved out of the strictly philosophical and literary fields and crossed the borders between disciplines, finding an application also in the juridical field. On one hand, this volume proposes that the ethical aspect involved in the legal sublime is to contain the arrogance of the law. On the other hand, the volume draws attention to the “and” of interdisciplinary literary-legal studies and offers new daring comparisons between philosophical fields and between apparently distant historical periods.
TABLE OF CONTENTS
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Marzo 24th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
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Marzo 10th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
Materiali di: “Il consenso informato nelle sperimentazioni cliniche in emergenza: il quadro giuridico italiano ed europeo”, relazione al Convegno “Tra vita e morte: il “Consenso informato” nelle situazioni d’emergenza” organizzato dal “Centro di Ateneo di Bioetica” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano, 6 marzo 2013): azzoni-consenso-emergenza.pdf
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Marzo 10th, 2013 by

Giampaolo Azzoni

Attraverso Facebook, si possono ricevere i più importanti aggiornamenti di questo blog.
E’ sufficiente cercare su FB:
“ETHICA. Blog del Centro di Etica Generale e Applicata”
e mettere “mi piace”.
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Febbraio 23rd, 2013 by

Giampaolo Azzoni
Un libro di un giovane studioso, ma che si segnala per grande maturità teoretica: Gian Pietro Soliani, “Rosmini e Duns Scoto. Le fonti scotiste dell’ontologia rosminiana”, Padova, Il Poligrafo, 2012.
Indice: indice-soliani.pdf

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Febbraio 22nd, 2013 by

Giampaolo Azzoni

Summer school in Antropologia applicata - VI edizione - 17-22 giugno 2013
Brochure e programma: brochuresummer2013-definitivo.pdf
Info: CENTRO STUDI JACQUES MARITAIN; Via del Seminario, 19 – 30026 – PORTOGRUARO (VE); Tel. +39 0421 760323; Fax: +39 0421 74653; http://www.centrostudimaritain.org/
La Summer School in Antropologia applicata è un’iniziativa formativa del Centro Studi Jacques Maritain che si propone di offrire alcuni elementi fondamentali di antropologia filosofica ed una serie coordinata di chiavi di lettura da impiegare nell’analisi delle principali dimensioni concrete della vita umana, con particolare attenzione ai temi della dignità umana, della libertà e della crescita personale, delle dinamiche relazionali e dei rapporti sociali e intergenerazionali.
La Scuola Estiva si rivolge ad un pubblico differenziato, in modo da favorire lo scambio di esperienze e competenze tra: operatori e formatori del servizio sociale, educatori, studenti universitari, dottorandi e professionisti.
La Scuola, sostenuta dal Progetto Culturale della CEI, si è collocata nel quadro delle Iniziative Dirette della Regione del Veneto, in collaborazione con il Comune di Portogruaro e con il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Padova (in seguito del Dipartimento FISPPA), dell’Università degli Studi di Udine, della Fondazione NordEst e della Facoltà Teologica del Triveneto.
Il tema 2013
Quest’anno la Summer school avrà per titolo “Discutere e Condividere” e si propone di esplorare il rapporto tra il buon governo di sé e il governo della città.
Il pensiero antico ha sempre riscontrato una analogia tra la capacità di governare se stessi e quella di governare una comunità. La persona matura si distingue per la capacità di condurre umanamente il proprio corso di vita, attraverso le inevitabili tensioni interiori sollecitate dalla complessità dell’esperienza. Allo stesso modo, l’uomo politico è chiamato ad essere buon timoniere dell’impresa comune ma anche sapiente moderatore degli inevitabili e fisiologici conflitti tra le parti. Ci sono così dei tratti di umanità adulta che non possono mancare nel politico e che preservano dalla distorsione le altre qualità più particolari richieste nel servizio al bene comune, quali la lucidità di analisi, la formazione specifica e la visione di futuro. C’è dunque un profilo umano che si fa risorsa per il bene della comunità, che esprime ad un tempo la virtù del cittadino e quella di chi si candida al governo, e costituisce il fondamento antropologico per un patto sociale capace di superare la logica degli interessi individuali contrapposti e rinforzare la democrazia.
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Gennaio 22nd, 2013 by

Giampaolo Azzoni
Nell’eccellente collana “Biblioteca di Lex Naturalis” diretta da Franco Todescan, si segnala un importante libro di Elvio Ancona.

Via iudicii intende ricostruire la concezione tomistica del ragionamento giudiziale e la sua rilevanza per il dibattito metodologico contemporaneo.
Da un’attenta lettura dei testi tomistici di argomento giudiziario si evince infatti l’importanza della dialettica disputativa nella strutturazione del ragionamento che conduce al giudizio ed in particolare la centralità del suo ruolo in tre fasi cruciali della prassi giudiziale: l’individuazione dei principi comuni alle parti, il confronto e la valutazione delle rispettive tesi e l’accertamento dei fatti della causa.
In questo studio si mostra quindi come l’insegnamento tomistico permetta di cogliere la natura dialettica del ragionamento giudiziale, e nella misura in cui si può considerare il giudizio momento paradigmatico dell’esperienza giuridica, del ragionamento giuridico in quanto tale.
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Gennaio 22nd, 2013 by

Giampaolo Azzoni

L’obiettivo del volume è duplice: da un lato prendere sul serio la prospettiva del naturalismo filosofico e vedere a quali conclusioni approda una sua coerente declinazione; dall’altro provare a ripensare in modo critico la nozione di “differenza umana”. Per dar corpo ad un simile proposito, dopo un chiarimento istruttorio dei concetti di “naturalizzazione”, “riduzionismo” e “questione antropologica”, viene dapprima proposto un confronto con il paradigma evoluzionistico, quadro di riferimento generale all’interno del quale si iscrive buona parte della riflessione antropologica contemporanea. Segue poi una analisi dei contributi che le neuroscienze hanno portato in dote alla riflessione etico-antropologica. Quindi si passa ad analizzare le ricadute pratiche a cui la tecno-scienza può condurre; in questo contesto ampio spazio viene dedicato al confronto con il pensiero postumanista (e coi suoi critici). Infine, nella parte conclusiva dello studio, si propone una valorizzazione dell’etica del riconoscimento quale argine alle possibili derive antiumanistiche del progetto di naturalizzazione dell’umano.
Indice
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Gennaio 22nd, 2013 by

Giampaolo Azzoni

La visione scientifica del mondo sembra decretare la “morte della persona”, almeno nella misura in cui quest’ultima è pensata al modo della tradizione classica. Il prezzo pagato è tuttavia assai alto: le nozioni di identità personale, di individualità libera e autonoma, di soggettività eticamente e giuridicamente responsabile traballano di fronte alle provocazioni che giungono soprattutto dall’ambito neuroscientifico. Il volume si propone pertanto di ricostruire la “storia della persona” e di instaurare un dialogo interdisciplinare utile a destreggiarsi nell’affascinante dibattito sull’identità personale.
Sommario:
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Gennaio 15th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
2013-01-15 Radio Vaticana
Era attesa in Gran Bretagna e dopo circa 7 anni è arrivata: si tratta della sentenza della Corte di Strasburgo che ha dato ragione ad una dipendente della British Airways a cui l’azienda aveva vietato di portare una croce al collo, perchè in contrasto con la filosofia della Compagnia impostata ad un’assoluta neutralità. Secondo i giudici è stato violato l’articolo 9 della Convenzione europea ovvero il diritto di “liberta’ di pensiero, coscienza e religione”. Gabriella Ceraso ha chiesto un parere a Monica Lugato professore ordinario di Diritto internazionale alla Lumsa:
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Gennaio 10th, 2013 by

Giampaolo Azzoni
CoSMo | Comparative Studies in Modernism è la rivista del Centro Studi “Arti della Modernità”. Vi sono raccolti i risultati più rilevanti delle riflessioni maturate nel corso dei seminari e delle giornate pubbliche che il Centro Studi promuove.
La rivista è strutturata in tre sezioni: Percorsi, Focus e Letture. Gli articoli sono pubblicati al termine di un processo di peer review, monitorato grazie alla piattaforma elettronica dell’Università di Torino.
Link: http://www.ojs.unito.it/index.php/COSMO/index
La nostra rivista è nata dalla volontà di contrastare la crisi che sembra segnare oggi gli studi umanistici e letterari in Italia e in altri paesi Europei, incoraggiando un comparatismo che rompa i confini tradizionali tra i domini del sapere, per arrivare a una prospettiva generalista, europea, o ancor meglio transnazionale, dove i temi e le istanze proprie di questo o quell’ambito, di questa o quella circostanza storica possano essere condivise e trovare rispondenza in temi, istanze, forme, praticati in altri ambiti, in altre occasioni; e poi un comparatismo che instauri un dialogo fra campi diversi dell’espressione artistica e della riflessione filosofica e giurisprudenziale, soprattutto quelli che si sono affermati lungo l’intero Novecento. Ne dovrebbe scaturire, per tappe e tentativi consapevolmente parziali, una valutazione complessiva del fenomeno “moderno” e, insieme a questa, l’indicazione di nuovi sentieri da percorrere e terreni da scoprire, facendo interagire le innovazioni proposte da altri alle pratiche ed esperienze che la professionalità di ciascuno di noi è stata capace di sviluppare negli anni. Riteniamo che una visione culturale aperta al dialogo globale debba essere intellettualmente consapevole rispetto alla opportunità di ripensare, nell’ottica del loro positivo superamento, le impostazioni tradizionali che hanno fino ad oggi segnato confini rigidi tra le diverse discipline.
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Gennaio 10th, 2013 by

Giampaolo Azzoni

L’articolo di Piero Ostellino (sul “Corriere della Sera” del 6 gennaio 2013) merita di essere diffuso. Un solo commento critico: la burocrazia del redditometro non ha nulla da spartire con i funzionari feudali che erano prevalentemente mossi da un’idea di servizio alla comunità e al bene comune.
Il redditometro del dottor Stranamore
Fiori, animali, pentole: perché respingo l’invasione del Fisco
Se non servirà al Fisco per scovare redditi non denunciati, il nuovo redditometro pare, comunque, utile a far capire agli italiani da chi siamo amministrati e governati. Chi le paga ora sa che le sue tasse servono (anche) a mantenere una burocrazia che della propria funzione ha un’idea feudale. La democrazia liberale si sostanzia (anche) nella «società dei consumi». Ma la società che vuole chi governa è composta da famiglie che: vivono in case popolari; mangiano poco e male; comprano un capo d’abbigliamento ogni venti, trent’anni; viaggiano su un fac-simile della Trabant (l’auto dell’ex Germania comunista). Il redditometro, infatti, insegna che: a) la nostra burocrazia non è quella della «società dei consumi», ma è (ancora) quella del regime economicamente autarchico e politicamente autoritario sconfitto nel ‘45; b) il regime ideale di chi governa è una via di mezzo fra autoritarismo e totalitarismo.
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Dicembre 30th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

La necessità che l’uomo avverte del rapporto con soggetti altri e analoghi a lui si pone in forza della trascendentalità che in essenza lo definisce come un centro illimitato di intenzionalità.
Se non fosse un centro siffatto, egli non dovrebbe nemmeno sottostare a quella necessità.
E invece, proprio perché il soggetto umano è un illimitato – per quanto potenziale – apparire dell’essere, proprio per questo egli non può sopportare che siano esclusivamente il finito e il limitato ad apparire in lui o innanzi a lui.
È da questa necessità dell’incontro con altri soggetti che l’uomo, peraltro, ricava i suoi piaceri più grandi.
E pertanto in essa si inscrivono le storie e le sorti dei suoi desideri più importanti.
Tali sorti si decidono nel potere o nella capacità dell’essere umano di lasciar venire innanzi, come cosa che appare, quel che – nella sua riconosciuta verità – può fare altrettanto, e facendo altrettanto lascia che l’umano riconoscente si faccia presente ed appaia essendo a sua volta riconosciuto.
Così, se la soddisfazione del desiderio umano trova la sua possibilità nel rendersi presenti alla soggettività di quegli speciali essenti che sono le altre soggettività, il trascendentale che dice il corretto significato dell’esser-presenti di tutti gli essenti mostra di stare a capo della stessa idea di appagamento o felicità coltivata dall’etica del riconoscimento reciproco.
Come enti che pensano l’infinito ma possono saperlo solo finitamente, riusciamo a non oltrepassare il limite della contraddizione sul quale viviamo soltanto se e soltanto in quanto l’infinito si rende per noi sempre più presente. In questa doppia disposizione – del pensiero all’infinito e dell’infinito al pensiero – si decide il senso autentico della nostra umanità e della nostra trascendentalità.
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Dicembre 30th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Non avendolo colpevolmente fatto prima, merita di essere segnalata questa importante ricerca di Alessio Musio.
C’è qualcosa di effettivamente tragico nella vicenda della sovranità di cui ci hanno parlato, sia pure in modi opposti, Kelsen e Schmitt, se è vera l’interpretazione che non c’è e non è possibile nessun soggetto della sovranità. Del resto, Kelsen ha sempre negato la sovranità con la stessa forza con cui Schmitt l’ha invece rivendicata e affermata. Ma che significato ha il loro percorso giuridico-politico sul piano etico e antropologico? E in che termini si può parlare di un’etica della sovranità, nella misura in cui una tale espressione allude a qualcosa di positivo e, dunque, di radicalmente incompatibile con quella mancanza che la riflessione di Kelsen e Schmitt avrebbe voluto testimoniare?
L’idea di un’etica della sovranità è, in effetti, a portata di mano se si riflette adeguatamente sull’immagine classica dell’etica che ne rinviene l’oggetto nell’agere in quanto tale. E però si impone di forza l’interrogativo su come possa essere possibile la sovranità nell’esperienza degli uomini, data la sua dimensione relazionale e l’impossibilità di governare in senso assoluto il corso dell’azione umana.
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Dicembre 29th, 2012 by

Giampaolo Azzoni


All’interno di una bibliografia ormai ricca, ma insieme di qualità spesso scarsa, si segnalano due pubblicazioni che, invece, sono l’esito di ricerche approfondite e consapevoli della complessità dei problemi oltre che del loro necessario sfondo teoretico.
a. F.G. Pizzetti, “Neuroscienze forensi e diritti fondamentali: spunti costituzionali”, Torino, Giappichelli, 2012.
Sez. I: Individuazione dell’ambito dell’indagine e considerazioni generali.
Sez. II: L’ammissibilità delle neuroscienze nel processo quale espansione della tutela del diritto alla difesa.
Sez. III: La tutela della salute e della libertà fisica e morale quale limite all’ammissibilità delle neuroscienze forensi.
Sez. IV: La dignità della persona come chiave di lettura costituzionalmente orientata delle neuroscienze forensi.
b. M. Reichlin, “Etica e neuroscienze: stati vegetativi, coscienza di sé e identità personale”, Milano, Mondadori Università, 2012.
1) Gli stati vegetativi: dati scientifici e questioni morali: Una condizione ambigua; Una diagnosi certa?; È vita senza coscienza?; Questioni etiche; Il principio di proporzionalità e la sospensione dei trattamenti; Un trattamento medico; Sempre proporzionato?; Tre obiezioni; Conclusioni.
2) Le malattie neurodegenerative e l’identità personale: Decadimento cognitivo e perdita del sé; Le promesse della medicina rigenerativa; Identità personale: numerica e narrativa; La concezione liberale: interessi critici e autonomia precedente; La discussione sulla concezione liberale; Le direttive anticipate nella demenza.
3) Neuroetica: siamo il nostro cervello?: Il progetto di naturalizzazione dell’etica; Ipotesi sulla facoltà morale; Giudizi morali e identità pratica; Determinismo neurologico?; La neuroscienza del libero arbitrio; Lo spazio della libertà; Neuroenhancement; Le promesse del potenziamento cognitivo; Verso il postumanesimo?
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Dicembre 29th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Come è noto il limite esplicito alla libertà religiosa individuale enunciato dall’art. 19 Cost. riguarda non i principi ed i dogmi su cui si fonda una determinata credenza di religione, ma esclusivamente i riti praticati dai suoi adepti.
La valutazione di conformità (o di contrarietà) al buon costume non deve dunque essere attuata con riferimento alle norme, alla tavola di valor al portato teologico su cui si fonda un gruppo confessionale, ma esclusivamente in relazione ad atti concreti, di carattere rituale, posti in essere dai fedeli di quest’ultimo.
La trattazione dapprima si occupa della definizione giuridico di “rito” , poi del concetto di “buon costume” nell’ordinamento italiano ed infine delle conseguenze giuridiche concrete dell’estrinsecazione di alcune forme di ritualità ritenute non conformi a Costituzione.
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Dicembre 28th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Di quale religione ha bisogno il diritto? E di quanta religione? Alla seconda domanda non è difficile rispondere: ne ha bisogno quanto basta. Gli spiriti più profondamente religiosi hanno sempre percepito quanto sia rischioso il fanatismo, che contrariamente alle apparenze non è segno di rispetto verso Dio, ma indebita esaltazione narcisistica dell’io. Di quale religione il diritto abbia bisogno è invece ben più difficile dire: questo libro, in un certo senso, vuole essere esso stesso una risposta a questa difficilissima questione. È indubbio che non dobbiamo cedere alle tentazioni di un ecumenismo melenso o di uno sterile sincretismo: le religioni sono ben diverse tra loro, anche se non di per sé conflittuali. Il cristianesimo ha sempre rivendicato una spiccata diversità rispetto a tutti gli altri credi, ma nello stesso tempo ha sempre insistito che esso non postula l’esistenza di un diritto rivelato, al quale si debba un ossequio cieco e aprioristico. Ciò che, per il cristianesimo, Dio rivela all’uomo non è un elenco di norme, ma è essenzialmente se stesso. Attraverso questa rivelazione per l’uomo la speranza (e per il giurista la speranza che giustizia sia fatta) diviene l’unico autentico motore del sociale, del politico e più in generale della storia.
Premessa. – I. La filosofia del diritto in un’epoca di secolarizzazione. – II. Diritto e laicità. Una prospettiva fenomenologico-strutturale. – III. Diritto e religione. – IV. Il diritto divino. – V. Di che cosa parliamo, quando parliamo di giustizia. – VI. La Giustizia penale. – VII. Ben gli sta: che cosa merita un colpevole. – VIII. Legittimazione e limiti degli ordinamenti giuridici. Presupposti per un’analisi giuridico-sistemica. – IX. L’Obiezione di coscienza. – X. Etica e responsabilità. – XI. La libertà religiosa. – XII. Libertà religiosa e reciprocità. – XIII. Politica per i cristiani. – XIV. L’Europa e il suo diritto.
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Dicembre 28th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Prefazione di Bruno Romano. – Nota . – Sez. I. – I. Realismo fenomenologico e formalismo giuridico: storia, evoluzione e prodromi della Grundnorm. – II. La fenomenologia del diritto nel pensiero di Edith Stein. – III. La ‘giuridicità’. – Sez. II. – I. Fenomenologia del diritto, Stato di diritto, attività legislativa. – II. Lo Stato legislatore. – III. Atti giuridici, attività statale. – Sez. III: L’Einfühlung come a priori della giuridicità. – I. La struttura dell’empatia e la questione della comunità giuridica. – II. Diritto ed empatia, analisi e confronti. – III. Realismo fenomenologico ed atto empatico. – Riflessioni conclusive. – Sez. IV: La donna soggetto di diritto. – I. La donna: ‘questione femminile’ e diritti. – II. Conclusioni. La posizione giuridica della donna tra modernità e tradizione. – Bibliografia delle opere discusse e consultate.
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Dicembre 27th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Centro Studi “Arti della Modernità”, con sede presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino
31 gennaio-1 febbraio 2013 – Legge e Religione
Giornata di studi. Coordina Pier Giuseppe Monateri (Torino).
Con Massimo Cacciari (Venezia), Giovanni Filoramo (Torino), Gianluca Garelli (Firenze), Oreste Aime, Federico Vercellone (Torino), Cristina Costantini (Bergamo), Daniela Carpi (Verona), Fulvio Cortese (Trento), Patrizia Nerozzi Bellman (Milano), Chiara Sandrin (Torino), Chiara Lombardi (Torino), Paolo Heritier (Torino),
La giornata di studio intende portare ad emersione le strutturali connessioni tra la dimensione del Giuridico e la dimensione del Teologico sotto un triplice angolo visuale.
In primo luogo ciò che interroga é l’eccedenza ontologica custodita dalla Legge, divina e secolare, e la conseguente occorrenza storica di un corpo di mediazione sensibile che ne divenga efficace rappresentazione.
In secondo luogo l’attenzione si focalizza sulle diverse forme estetiche, ossia percettive, di apprensione e di comunicazione del rinvio che permane inscritto nel Giuridico e nel teologico, attraverso la selezione e la comprensione delle icone prescelte in diversi contesti esperienziali.
Infine il dibattito si concentra sulle forme di espressione ‘canonica’, ossia di cattura e di amministrazione delle plurali forme discorsive che hanno interpretato i segni rappresentativi, originariamente plurali, consentendo la costruzione di monopoli e tradizioni.
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Dicembre 27th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Nel momento in cui la bioetica da movimento scientifico e culturale arriva a istituzionalizzarsi, in ambito accademico come in ambito sanitario, cresce il bisogno di adeguati strumenti di formazione in grado di istruire le questioni che essa affronta in maniera rigorosa, sottraendole al rischio di sterili contrapposizioni ideologiche e al rischio del sensazionalismo mediatico.
Il libro intende rispondere a questo bisogno, proponendo un percorso che tocca tutte le più significative problematiche bioetiche: da quelle della più consolidata bioetica medica, a quelle coinvolte nella gestione delle biotecnologie e delle neuroscienze; da quelle che si pongono ai confini della vita umana, all’inizio come alla fine, a quelle che investono la comunità dei viventi nel suo complesso.
Il libro, oltre ad analizzare e discutere i temi della bioetica, dà rilievo agli strumenti con cui la bioetica mira a radicarsi nei luoghi della cura e della ricerca: dai comitati etici per la pratica clinica a quelli per la sperimentazione biomedica e per la sperimentazione animale.
L’approccio utilizzato è quello che caratterizza lo stile della bioetica, affidato essenzialmente al sistematico confronto tra le discipline più coinvolte e alla dialettica che alimenta il dibattito bioetico in un contesto pluralistico come quello attuale. Per questo il libro propone esercitazioni, strategie di analisi e metodologie argomentative in grado di dare effettività a questo stile e potersene personalmente appropriare.
Indice.
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Dicembre 27th, 2012 by

Giampaolo Azzoni
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Dicembre 22nd, 2012 by

Giampaolo Azzoni
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Dicembre 19th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Il sociale si costituisce e determina attraverso legami e forme di legame. Sono essi a fissare un ambito normativo, consistente negli obblighi sociali, distinto e indipendente dall’etico, coi suoi doveri. Non si tratta certo di una dicotomia insanabile. Il sociale per lo più si incontra e intreccia con l’etico, entrandovi solo a volte in conflitto. Questo è un punto di arrivo della teoria esposta nel libro. Per potervi giungere bisogna però prima fare i conti con gli argomenti di coloro che negano che vi sia qualcosa come il legame. Perciò il libro comincia con un’analisi ontologia.
La struttura del lavoro si articola in tre parti.
La prima si occupa appunto di ontologia, cioè di quella disciplina che si interroga circa l’esistenza di ciò che c’è. Si può dire che, oltre a tavoli e sedie, ci sono anche enti come i legami, senza estensione nello spazio, ma che durano nel tempo? La soluzione qui offerta è che essi sono presenti a pieno titolo nell’inventario degli enti del mondo.
La seconda parte consiste in una metafisica, cioè in quella disciplina che cerca di comprendere che cos’è ciò che c’è. In essa il legame sociale è discusso nelle sue due forme principali: quella emergente (per esempio un’amicizia) e quella istituita (per esempio un matrimonio). In questa parte viene discusso anche il tema del dono e della donazione, tra i più importanti in filosofia sociale.
La terza parte, infine, cerca di applicare la teoria, esplorandone la forza esplicativa. Essa si occupa di alcuni paradossi e dilemmi della filosofia sociale. In essa sono presentati e discussi dilemmi come «conflitto tra sociale e morale», «molteplici appartenenze», e paradossi come «sulla possibilità del dono», «il paradosso della democrazia»
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Dicembre 12th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

Presso l’editore Orthotes, Paolo Pagani ha curato una raccolta di lettere filosofiche indirizzate a Carmelo Vigna da lui e dagli altri allievi.
L’obiettivo è quello di proseguire la discussione sui molteplici aspetti della proposta teorica di Carmelo Vigna, che spazia dalle indagini di ontologia e metafisica, a quelle di epistemologia e antropologia filosofica, fino alle ricerche di etica fondamentale e applicata.
Queste lettere, nella loro differenza di tema, di piglio e di stile, sono anche una meditazione sul tramandare e sul ricevere in eredità: tramandare e ricevere un sapere, ma anche il desiderio di dedicarsi ad esso riuscendo a tenere insieme sia l’amore per la cosa, sia la spregiudicatezza nell’interrogarla, sia la singolarità del proprio sentiero, sia i legami con coloro grazie a cui è possibile tracciarlo e seguirlo. E tra costoro, Vigna è il primo: ogni lettera lo testimonia.
Lettere di: Paolo Bettineschi, Sara Brotto, Alessia Dal Bello, Bettina Faber, Riccardo Fanciullacci, Paola Filosa, Luca Grion, Gaia Nardilli, Paolo Pagani, Gianluigi Pasquale, Alberto Peratoner, Maddalena Pezzato, Francesco Saccardi, Leopoldo Sandonà, Teresa Scantamburlo, Gian Pietro Soliani, Alessandra Tonon, Fabrizio Turoldo, Giusi Venuti, Susy Zanardo, Giovanna Zucca.
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Dicembre 8th, 2012 by

Giampaolo Azzoni

E’ uscito il terzo volume dell’importante trilogia che Riccardo Fanciullacci ha pubblicato presso l’editore Orthotes.
“Filosofia delle cose umane”, ossia che prende a tema tutto ciò che ha a che fare con la questione umana, è il nome che Aristotele dava a quelle sue ricerche note oggi come etiche. Questo nome ci ricorda quanto ampio debba essere l’orizzonte in cui spazia la riflessione sui cosiddetti problemi morali. Ciò comporta che ogni restrizione dettata solo da astratte divisioni disciplinari vada lasciata cadere, affinché ci si possa dedicare a quel movimento che, partendo davvero dall’esperienza (il primo per noi), con tutto ciò che di incerto e indeciso la caratterizza, possa infine anche tornarvi. Ma la mira della filosofia non è tanto quella di tornare presso gli uomini per offrire loro una norma morale generale. Ciascuno di noi si domanda piuttosto come comprendere ciò che gli capita e quale sia la risposta che riesce ad essere efficace e anche a conservare un qualche rapporto con il bene. Il libro esplora questa idea di filosofia pratica, ma la sviluppa anche al di là del riferimento ad Aristotele, affinché le trasformazioni che hanno caratterizzato l’epoca moderna, e che il contemporaneo eredita come una sfida, possano essere tenute in conto in tutta la loro complessità.
Copertina: ee1-1.pdf
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Dicembre 5th, 2012 by

madera

Philo - Scuola superiore di pratiche filosofiche (Milano), presenta un ciclo di serate sul tema della spiritualità laica, da novembre 2012 a maggio 2013. Incontri in programma con: H. Baharier, A. Barbara, L. Bosio, C. Candiani, P. Gioia, G. Lerner, R. Màdera, L. Maggi, A. Tagliapietra, G. Vacchelli. Ingresso: 12 euro.
“Aspiro… ad una spiritualità laica, per paradossale che possa sembrare l’espressione. Una spiritualità filosofica, non dogmatica, che non si riferisce ad alcuna storia particolare e non si appella a nessuna rivelazione che pretenda di imporsi come l’unica via di passaggio verso la pienezza. Una spiritualità sapienziale attenta a tutte le espressioni che la saggezza degli uomini ha potuto prendere nel corso dei millenni. Una spiritualità radicale che si sforza di attingere alla radice stessa del nostro essere. Una spiritualità che raggiunge così ciò che è alla radice delle diverse tradizioni, non in ciò che hanno di più specifico, ma al contrario in ciò che la loro specificità traduce di più universale.” (B. Besret, Del buon uso della vita)
Calendario degli incontri
- giovedì 29 novembre 2012: incontro di presentazione del ciclo, con Anna Barbara, Patrizia Gioia, Romano Màdera: “‘E’ il silenzio al di sopra dei mille santuari sparsi nel mondo’ (Bruno Hussar)”
- mercoledì 12 dicembre 2012: Laura Bosio (presentata da Chandra Livia Candiani): “Il celeste e il selvaggio”
- lunedì 21 gennaio 2013: Haim Baharier (presentato da Susanna Fresko: “‘I tuoi bisogni materiali sono le mie necessità spirituali’ (Israel Salant)”
- lunedì 25 febbraio 2013: Chandra Livia Candiani (presentata da Nicole Janigro): “Apprendista della luna”
- lunedì 4 marzo 2013: Gianni Vacchelli (presentato da Patrizia Gioia): “Ri-leggere Dante oggi: l’attualità di una esperienza”
- martedì 23 aprile 2013: Gad Lerner (presentato da Romano Màdera): “Le anime composite che ci portiamo dentro”
- martedì 21 maggio 2013: Andrea Tagliapietra (presentato da Romano Màdera): “Teoria e pratica della pazienza”
- lunedì 27 maggio 2013: Lidia Maggi (presentata da Romano Màdera): “Concepire la speranza: il futuro secondo le donne”
Gli incontri si tengono presso la sede di Philo, in via Piranesi 10/12 a Milano, e iniziano alle ore 21.
Pagina web: http://www.scuolaphilo.it/eventi-2012-13-dovesoffialospirito.html
Locandina “Dove soffia lo spirito”
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